MY LORD

Di tutti i padroni che si dicono tali, solo voi MY LORD,

avete il vestito che dimostra il vostro rango.

E non è gioco per voi, questo incontro fatale

che ha unito le nostre sorti.

Ho sentito il vostro richiamo, una notte,

ed eravate voi ma io non sapevo ancora il vostro vero nome,

e solo ora capisco ch’era scritto tutto e così doveva essere.

Ho sofferto molto per giungere a voi purificata dalle lacrime,

e adesso il dolore che voi mi darete sarà meraviglioso.

Dipingerete sul mio corpo e scriverete la vostra storia e la mia insieme,

il vostro desiderio ardente e la vostra passione.

Nessuna cosa mi sarà più cara di quegli occhi

che hanno saputo guardare e scegliere me

in mezzo a tante anime disperse in questo regno.

Voi solo avete scrutato e visto ciò che sono

e voi darete il buio al mio buio

e tutto sarà luce.

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L’ANIMA SOVRUMANA

L’antro del mio LORD è nella selva oscura,

tra i boschi dove egli suona il suo pianoforte,

sussurrando il mio nome alla luna e agli animali selvaggi come lui.

Che speranza vana era la mia

di trovare un’anima così uguale alla mia!

Che speranza avevo perso di poter sentire

uno spirito così affine al mio.

Ora sul suo cuscino egli ha posto una ciocca dei miei capelli,

per sentirmi vicino ogni notte, e nei suoi sogni ci sarò solo io,

fanciulla buona e docile al suo tocco.

La dea Iside è stata magnanima con me, sua sacerdotessa,

e un mago ha fatto giungere fino a me, dopo che avevo chiamato a gran voce

e invocato la sua falce nel cielo stellato.

Questo vampiro, dalla bocca soffice e dai denti affilati,

queste braccia sicure e feroci, hanno avvolto la mia pena

e l’hanno del tutto cancellata.

L’unico sentiero che esisteva per giungere a me

lui l’ha sorvolato con astuzia e ingegno sublime,

comparendo quando tutto stava per avere fine.

Generoso di cuore e di animo, sensibile e romantico insieme,

quale migliore sovrano poteva possedere il mio cuore?!

Ora l’oscurità ci attende e il sipario si è appena alzato.

IL BASTONE DEL COMANDO

Su un trono antico egli siede ,

tenendo il suo bastone argentato,

col quale dirigerà i miei passi e la mia vita.

Il suo viso di arcangelo brilla come la luce

delle tenebre dalla quale proviene.

Un fremito atroce fa vibrare il mio petto,

egli è giunto condotta a me dalla dea celtica,

e drudo è per discendenza e spirito.

Signore dell’oscurità, egli reca per me un dono,

a ardisce puntare dritto alla sua preda

uscendo dal fitto bosco dove si nascondeva.

Paziente egli ha aspettato,

nel suo angolo remoto tra le stelle di montagna,

e dal suo antro è sceso per raggiungere

la sua stella più nera.

Mio LORD, eccovi il mio polso.

ARTIGLI DI LUPO E CUORE CALDO

Un uomo d’altri tempi,

un LORD nascosto nel suo angolo polveroso,

ha mostrato il suo cuore così caldo

che gli alberi si son piegati per il suo fuoco.

In mezzo al bosco la ninfa stava ad attendere,

confusa e triste, ed egli aspettava che la luna piena

illuminasse la sua anima infelice.

I suoi occhi trasparenti si sono avvicinati

e come un serpente ha strisciato sul mio collo

e in mezzo alle mie costole si è già insinuato.

Avvolgendo il dolore mio con le sue forti braccia

ha fatto scomparire ogni cosa, e mi ha coperto

col mantello della notte.

Vorace e dolcissimo

il suo nettare stilla

nel mio calice ch’era rimasto vuoto,

e ogni sorso di sangue che egli prende da me

mi riporta in vita.

Ogni ora si fa scintilla

per poterlo rivedere di notte,

quando solo lui sa arrivare a me senza toccare il suolo,

e dalla cenere risorgerà persino il sole

che mi avevano cancellato dal cuore!

 

 

L’HO TROVATO!!!

Dalla notte più buia,

silenzioso un vampiro

ha volato sui tetti

per giungere al mio giaciglio

e accarezzarmi l’anima.

Dal buio arriva un signore lugubre,

dall’anima dark e dal candore pure nel cuore.

Il mio LORD  porta un vestito antico,

egli appartiene ad un passato inglese,

e la mia terra sassone è la sua radice.

Egli ha sollevato con un solo dito

Il mio petto che si era sepolto sotto il dolore,

con un solo dito ha tolto il velo dal mio viso

e mi ha sorriso felice di avermi trovato.

Con parole dolcissime ha dischiuso la mia bocca

Affinchè pronunciassi il suo tetro nome,

di uccello notturno, selvatico e funesto.

Egli è giunto con ali di angelo oscuro

e la sua eterna bellezza sfida Apollo

e gli dei dell’Olimpo.

Diversa è la sua ombra, più scura delle altre,

poiché il mio LORD è sostanza oscura,

ed essenza di tenebre.

Pezzo dopo pezzo ha già sbriciolato

il muro che mi ero fatta intorno

per offrirmi le catene in dono

e diventare mio sovrano infernale.

Il mio unico fiato ha detto: SI’, MY LORD.

L’OPERA E’ COMPIUTA

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Quale ordine potrei dare ad un’anima senza cuore?

Un mostro mi sembrava il mio padrone,

ma tu in confronto a lui sei stato una vera rivelazione!

Così sensibile, così romantico, così bello da rifiutare ciò che in me è di più prezioso!

Hai aggiunto un dolore a quel dolore che mi straziava da molti giorni,

hai aggiunto dolore al dolore, dolore al dolore e ancora dolore.

Più sofferenza hai dato a me di quanta ne sentirai tu da quelle mani che ti prendono adesso

E ti portano lontano da me.

Non mi resta speranza, non mi resta respiro,

non mi resta rabbia, né strazio.

Nulla ora esiste in questo universo di metallo.

Chi siede sul trono avrà tutto da me,

poiché io ho deciso di non essere più,

di non esistere più.

Così si è compiuta l’opera di evoluzione

della mia ultima trasformazione.

Ora sono pronta per distruggere e comandare!

Ringrazio il fato che ti ha portato a me,

per averti dato in pasto ad una megera,

così che io possa avere il meglio che mi spetta

e dominare senza pietà alcuna.

UN ALTRO RIFIUTO DA DIGERIRE

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Colpi su colpi avrei preferito subire,

umiliazioni feroci,

ordini irrevocabili e crudeli,

ma un solo comando mi è giunto anche da te:

“tieni il tuo cuore spento”.

Ognuno riesce a controllare, gestire, agire e ragionare

In modo così impeccabile, in modo così disumano!

Senza nessun cedimento, senza nessun dubbio,

nessuna emozione o sensazione interiore.

Io sono un pesce rosso che nuota in mezzo agli squali.

Io sono un’aquila che vola in mezzo alle formiche.

Ma piuttosto di spegnermi del tutto

me ne torno nel mio abisso preferito,

dove cammino sul mio fuoco

e solo chi non lo teme potrà starmi accanto.

Perché due anime si cercano, si desiderano,

si vogliono incontrare per creare qualcosa di meraviglioso

e non per giocare in giochi che hanno come regola

la non passione!