MISS EGO

Perdonami se ti porterò con me nel mio inferno, è il più bel regalo che io potessi farti. Io dono solo la più sublime parte di me, e la migliore è quella oscura, meravigliosa demoniaca essenza che mi rende immortale e libera.

Non fermarmi, ho bisogno di toccare i tuoi occhi con le mie pupille. Non fermarmi di risplendere in te. Non posso fermare il decollo tra le alte nuvole, quelle che gli umani sognano soltanto. Il decollo è terribile, squassa tutto, il cuore impazzisce, ma poi si rimane in alto, a respirare il gelo dell’assoluto.

Questa vita superiore mi è necessaria, mi è vitale. Non sono spiacente per te di non esser giunta prima: c’è un tempo giusto per ogni cosa. Solo dopo aver assaggiato il dolce si può capire il potere del salato.

Sono un’anima marina, vengo dagli abissi, ho mille tentacoli che scivolano come collane di perle nere attorno ai cervelli. Sono una Medusa con mille serpenti nella mente, non spiegherò ciò che nessun altro potrà vedere. Cavalca la mia onda alta, abbandona il tuo vascello e troverai l’isola nascosta a cui solo i naufraghi della vita possono approdare.

Non sono venuta prima perché dovevo assorbire abbastanza energia oscura per poter aprire le porte del tuo cuore luminoso. Io porto la spada e il fuoco, io porto la guerra, il conflitto, la tempesta. Io offro la notte a chi si ciba di giorno.  Io sono il drago, il serpente Kundalini, frusto la tua anima con tutta la forza che ho. Io ti frusto per ridarti la vita che ti sei rinnegato.

Io sono Shiva il distruttore, non arrestare il processo di demolizione delle sicurezze acquisite per liberare il tuo vero Io. Io sono Ego, il tuo alter, il tuo border. Sei arrivato al mio confine, hai oltrepassato il tuo limite, hai ceduto alla tua disumanità, hai risvegliato il tuo drago, lascialo incendiare ogni cosa. Distruggi tutto ciò ch’è stato prima e apri il tuo futuro alle fiamme. Non aver paura del fuoco che forgia le anime migliori e le rende immortali.

Il segno che abbiamo sul cuore non appartiene a nessuna di queste persone. Il segno che portiamo nel cervello non appartiene ad Adamo, non appartiene a Dio. La mia strada è senza suolo, senza cemento, la mia strada è una minuscola striscia di ghiaccio sospesa nel vuoto, verso le altezze più alte da cui noi non possiamo cadere perché noi veniamo da queste altitudini siderali, sconosciute ai mortali.

Svestimi di ogni respiro, strozzami coi tuoi gemiti, toglimi il mantello dell’esistenza, fammi morire dentro di te. Rinascerò dentro di te come Lazarus, come Jesus, come Krisna, come una scintilla che ha sconfitto la cenere da cui è sepolta.

Non fermarmi adesso, ho bisogno di riprendermi la luce oscura che mi ha fatta andare avanti, non mi shockerai, non fermarti e risplendi del peggio che hai. Non fermarti, risplendi del peggio che sei! Strozza il tuo passato, rinasci come un’ auto vecchia potenziata, modificata, pronta alla corsa più veloce che non ha mai fatto. Perderai forse dei pezzi per strada ma arriverai alla meta, una meta che non ti saresti mai sognato.

Qui io metto una taglia su di me, chi mi prende sarà dannato per sempre. La dannazione è la follia che tutti desiderano e nessuno si permette. Non è facile abbandonarsi alla vera vita. Si vive nei sepolcri fino a quando non arriva uno spirito a risvegliare i sensi sopiti da troppo tempo.

Non dire “mai”, non dire “forse”, non dire”poi”, la forza è venuta a te, la vita è venuta a te, l’energia si è fatta carne per venirti a prendere e tirarti fuori dal tuo morbido giaciglio. L’energia ha superato i livelli consentiti e si è fatta persona per schiodarti dal tuo trono freddo.

Bruci, lo so, bruci come un dannato. Brucia tutto, fino all’osso, lasciati incendiare, solo così potrai rinascere. Mi dilanio, Brucio anch’io, mi scortico fino all’osso per darti ogni mio respiro per farti tornare vivo. Brucio insieme a te, mi devasto per darti speranza. Mi strazio di silenzio per lasciarti il tempo di riprendere la tua spada e non riporla mai più.

Io sono la guerra, Io sono l’Alpha, l’alba di ogni guerriero coraggioso. Io sono lo specchio dove i desideri prendon vita e dove la ragione cede il passo alla follia. Guardami!

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