UN CIGNO CHE DIVENTA BRUTTO ANATROCCOLO

ORE 9:54

Appena finito di ballare. Sudata poco. Nessuno crede che possa essere così agile. Mentre ballavo mi sono ricordata di quando ballavo con le catene, a Londra. Io non ballo come le veline. Io ballo INDUSTRIAL, roba pesante. Non ancheggio soltanto. Mi ricordo che a questi tempo ballavo solo sulla passerella, perchè non riesco ad avere abbastanza spazio sul cubo.

Mi ricordo che i proprietari della discoteca fecero ricoprire la passerella di un materiale speciale perchè non scivolassi quando “volavo”.  Ero un cigno. Ero così bella e leggera! Pesavo appena 50 kili e portavo la 3a di seno. Non accettavo le avances di nessuno. Uomini e donne mi facevano il filo. Io ero superiore, io ero un gradino più in alto. Non mi importava del loro amore.

Poi decisi di diventare brutto anatroccolo. Mi prese il buio. Rimasi gelata. Andavo al parco. Non riuscivo più a ballare a dipingere, a gridare. Volevo solo distruggermi. Divenni nera. Divenni vera.

Era una cosa assolutamente perfida dentro di me ma io non ne volevo sapere. Avevo risvegliato un demone. Non volevo far del male agli altri. Il mio Leone doveva esser tenuto a bada. Non potevo aggredire le altre persone. Mi tinsi le piume di nero. Divisi il mio viso a metà e me ne andai in giro così a spaventare gli uomini che mi correvano dietro.

Erano così stupidi, così deboli, così animali come me!

Quando ballavo io i dischi saltavano dalla consolle. Mi presi alcune multe perchè certe volte glielo facevo apposta a farglieli saltare. Mi piaceva ballare anche vicino alle casse così da stordire del tutto. Ballavo senza sosta fino alle 7 del mattino. Mi fermavo solo per bere acqua e coca cola. Mai toccato un dito di alcool.

Ora devo rinforzare i miei muscoli. Lui vuole il cigno nero. Io devo unire le due metà e fare in modo che funzioni. Prendere la corrente e lasciarmi attraversare tutta come uno spiedo. Io devo vedere oltre il mio corpo per poterglielo donare. Io devo dimenticare chi sono stata e chi sono per riuscire ad essere sua.

Perchè faccio questo per lui? Perchè mi tratta così? Io ero un cigno. Io non ho più piume. Io voglio danzare di nuovo! E’ l’unico modo per non morire dentro di me. Lui non lo sa. Lui non lo vorrà sapere. Io sono dannata. Io ho un cuore di metallo che gela col caldo del silenzio.

cigno nero di rabbia

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