L’ATTESA

Alla vostra mano si aggrappa questa farfallina

prima che voi usciate il vostro spillo per trafiggerla e penetrare la sua corazza di piume.

Ogni attesa, infinita e straziante, discosta le nuvole dal cielo,

mi fa vedere il sole ma non sentire il calore.

Mi resisto per aprirmi.

Mi resisto per farmi aprire da voi, mio Signore potente.

Detesto camminare sulle pietre

senza le scarpe del vostro amore.

Ma io sono capace di ogni cosa

e non mi avrete senza scegliere

di incatenarvi pure voi a questa polvere del nostro corpo comune.

Mio Sovrano, io sono chiusa nei miei impulsi psichici,

non chiedo tenerezza nè carezza,

ma solo i vostri insidiosi tormenti

che insidieranno la mia carne senza sosta.

Poichè vostro è già il sigillo del mio passato

e vostro sarà il lucchetto del mio presente.

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