UN FAUNO RIVALE

Piegata dalla malasorte.

Piegata dalla sofferenza acuta.

Piegata dall’attesa snervante

Piegata senza potersi piegare.

Quale dea dell’olimpo ha spostato la storia

verso un’altra sponda?

Quale fata cattiva ha fatto questa magia?

Io mi alzo come schiava

ma non mi corico come tale.

Era così effimero il desiderio?

E’ così potente il suo influsso negativo?

Questo figlio di Iside, incredulo al pensiero,

mi mette con le spalle al muro,

osa persino offrirsi come padrone!

Invero io giaccio nel freddo, gelata dagli accadimenti

Che vanno oltre l amia volontà.

Sento che una piega diversa ha preso l’universo intero

e nonostante io accenda candele a iosa, non riesco a far luce lo stesso

su ciò che mi sta portando il destino.

Mio padrone, soccorri quest’anima infelice,

questa debole anima che onora solo il tuo nome.

Mio padrone è infelice il mio pianto se non odo la tua voce,

e piegata io sono da queste disgrazie inattese.

Il mio cuore ha per te lodi,

il mio cuore ha per te paure,

il mio cuore ha per te non solo parole.

Un sole mi era apparso e subito mi sembra eclissato.

Io però ne vedo i raggi, li vedo in mezzo al buio.

Mio padrone è troppo patire il non vederti.

E’ troppo patire il non poterti sentire.

Mi piego alla lama della luna, chi è costui?

Cosa ardisce fare? Chi è questo fauno che si fa tuo rivale?

Un singolar tenzone non è il mio ideale.

Signore, soccorri la tua schiava,..

ho bisogno di te!

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