L’ANIMA SOVRUMANA

L’antro del mio LORD è nella selva oscura,

tra i boschi dove egli suona il suo pianoforte,

sussurrando il mio nome alla luna e agli animali selvaggi come lui.

Che speranza vana era la mia

di trovare un’anima così uguale alla mia!

Che speranza avevo perso di poter sentire

uno spirito così affine al mio.

Ora sul suo cuscino egli ha posto una ciocca dei miei capelli,

per sentirmi vicino ogni notte, e nei suoi sogni ci sarò solo io,

fanciulla buona e docile al suo tocco.

La dea Iside è stata magnanima con me, sua sacerdotessa,

e un mago ha fatto giungere fino a me, dopo che avevo chiamato a gran voce

e invocato la sua falce nel cielo stellato.

Questo vampiro, dalla bocca soffice e dai denti affilati,

queste braccia sicure e feroci, hanno avvolto la mia pena

e l’hanno del tutto cancellata.

L’unico sentiero che esisteva per giungere a me

lui l’ha sorvolato con astuzia e ingegno sublime,

comparendo quando tutto stava per avere fine.

Generoso di cuore e di animo, sensibile e romantico insieme,

quale migliore sovrano poteva possedere il mio cuore?!

Ora l’oscurità ci attende e il sipario si è appena alzato.

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