BACIO ABISSALE

Un bacio abissale sconta mille pene.

Un bacio abissale dopo interrotte condanne interiori.

Frastuoni di sale e passione divorante che tocca il suolo,

dopo esser caduta al volo di mani che non hanno preso il cuore sospeso sull’orizzonte.

Smuovendo le code di bestie feroci e suonando con la lingua voci  nascoste.

Voraci silenzi che avevano fame di esser riempiti,

dita che volevano essere incrociate,

con quella pasta di cui sono fatti i sentimenti veri che non svaniscono col tempo.

Unire i punti sulle vie arteriali, unire i punti per giungere altrove,

senza muoversi ma solo sperando di potersi smuovere.

Facendo riferimento ad uno spazio dove poter incontrare il gemello,

uno spazio parallelo in cui nulla è diverso e tutto è uguale.

Spegnere candele e dimenticarsi delle fiamme che invadono il cuore,

spegnere il fuoco per lasciarlo divampare.

Perché ciò che non ha avuto fine non può finire.

Perché ciò che non ha avuto fine dev’essere per forza amore.

L’APPARTENENZA

In un bosco pieno di belve dove le fauci stanno sempre spalancate un’anima inquieta perde il suo sonno alla ricerca del padrone. Un’anima che non conosce regole, limiti, confini e leggi. Uno spirito ribelle che non si piega davanti a niente. Un’anima che sfida il cielo e la terra. Che aspira all’inferno mentre respira il paradiso. Boccheggiando si spera di arrivare alla meta ma nel frattempo si può anche annegare.

Uno spirito senza una guida vaga senza meta fino a stancarsi. Un cuore senza marchio rimane sospeso tra le tempeste, viene colpito da tuoni e ghiaccio. Mentre si vola si cade e ci si schianta al suolo se le mani di un padrone non si sporgono a prendere la piuma leggera che ha scelto di cadere.

Il peso della propria essenza viene alleggerito dall’incontrare quella forza opposta e forte che si incastra con la nostra forza debole che sarà all’altra sottomessa. Quando gli occhi del padrone scelgono la preda egli sa già che le sue dita scriveranno il futuro di quell’anima che si è lasciata scegliere.

E così come il cielo sovrasta la terra e non succede mai l’inverso, il padrone entra nella mente della sua schiava come un serpente che infido striscia sul seno di una essenza vergine per corromperla e farla sua. Nessun esempio può calzare a pennello se non quella della prima tentazione per eccellenza, quella di Asmodeo rivolta alla donna di un altro, Eva, che davanti al demone si arrende così facilmente e senza rimorso.

Il demone astuto non usa né un bacio né un approccio fisico ma le sue parole sono così convincenti che l’anima della donna è subito catturata e portata dalla sua parte. A nulla servono le parole di Adamo per distogliere la sua compagna da quel cibo succulento che gli è stato messo davanti.

Per molti secoli si è pensato che la donna fosse associata a quel demone che l’ha così facilmente convinta alla corruzione del corpo e dell’anima. Ma proviamo a immaginare cosa aveva di diverso questo diavolo tentatore che Adamo non possedeva! La forza! Quell’uomo che Dio creò dal fango non aveva la forza di prendere una decisione, non aveva la forza di osare, non aveva la forza di rischiare. Eva invece disse sì, e disse il suo sì ad una forza maggiore che gli si proponeva così apertamente.

Ecco perché un padrone non è un uomo come gli altri. Magari esteriormente può anche essere confuso con uomini qualunque ma un’anima persa sa subito percepire quale forza si cela dietro quegli occhi e affidare se stessa a quella energia oscura che ha un magnetismo invincibile.

Quando l’anima trova la sua ragione di vita, quando viene colta e tolta alle belve feroci che la vedono solo come proprio pasto, allora e solo allora l’anima sa di aver trovato quella mano che sa prendere il frutto e offrirglielo senza indugio e con decisione. E quell’anima sarà per sempre legata a quella mano che gli ha offerto la scelta di poter essere se stessa e uscire da quel Paradiso che le è stato imposto. Così Eva accede alla conoscenza suprema e riconosce d’istinto il suo signore, mentre Adamo rimane nella sua ignoranza e non riesce a smuoversi dalla sua condizione di insicuro e debole.

Appartenere ad un demone non è una scelta, è una cosa che avviene perché nel nostro karma c’è scritto che doveva succedere. Esser scelti da uno spirito oscuro che ci guiderà verso l’abisso è un privilegio unico e non si può spiegare. Appartenere ad un demone non è una necessità del cuore o del corpo ma una necessità essenziale per chi stava perdendo la speranza di poter vivere la propria condizione di schiava come unica strada per esprimere la propria natura.

L’appartenenza è abbraccio ma anche assenza, pensiero e astinenza, cuore e dolore, morte e vita insieme. L’appartenenza richiede la sofferenza estrema di potersi unire finalmente al proprio opposto e ad esso esser legati oltre le leggi umane. Chi dal buio appare e non è buio, non porta con sé la luce ma illumina lo stesso il cammino che prima non si riusciva a vedere.

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( english version)

In a forest full of wild animals where their mouths are always open a restless soul loses his sleep to find the owner. A soul that knows no rules, limits, boundaries and laws. A rebellious spirit that does not bend at nothing. A soul that challenge the heavens and the earth. Who aspires to hell while breathing paradise. Gasping is hoped to reach the goal but in the meantime you can also drown.

A spirit without a guide wanders aimlessly until he was tired. A heart with no mark remains suspended between storms, is struck by lightning and ice. While flying is falling and we crashed to the ground in the hands of a master does not protrude to take the feather-light that has chosen to fall.

The weight of its essence is relieved from meeting the opposing force and strong that fits with our weak force, which will be subject to another. When the eyes of the owner choose the prey he already knows that his fingers will write the future of the soul that is left is to choose.

And just as the heavens are above the earth, and it never happens the other way around, the master enters the mind of his slave as a treacherous snake that crawls on the womb of a virgin to corrupt essence and make her his. No example can fit like a glove except that the first temptation par excellence, to Asmodeus turned to another woman, Eve, in front of the demon surrenders so easily and without remorse.

The cunning demon uses neither a kiss nor a physical approach but his words are so convincing that the soul of the woman is immediately captured and taken his side. In Adam’s words are useless to divert his companion that food succulent that has been pulled over.

For many centuries it was thought that the woman was associated with that demon who so easily convinced of the corruption of the body and the soul. But try to imagine what was different this tempter that Adam did not have! The power! The man that God created the mud had not the strength to make a decision, had not the strength to dare, had not the strength to take risks. Eva instead said yes, and he said ‘yes’ to a force majeure that was proposed so openly.

That’s why a master is not a man like other men. Maybe on the outside can also be confused with any men but a lost soul knows immediately perceived as a force behind those eyes and entrust herself to the dark energy that has a magnetism invincible.

When the soul finds its raison d’être, when captured and taken to wild beasts who see it as their only meal, then and only then the soul knows he has found the hand that knows how to take the fruit and offer it without delay and firmly. And that soul will forever be linked to the hand that offered him the choice of being able to be herself and get out of that paradise that has been imposed. So Eva accesses the supreme knowledge and instinctively recognizes his master, while Adam remains in ignorance and can not budge from his condition of insecure and weak.

Belong to a demon is not a choice, it is something that happens because our karma is written that had to happen. Be chosen by a dark spirit that will guide us toward the abyss is a unique privilege and can not be explained. Belong to a demon is not a necessity of the heart or the body, but a key requirement for those who were losing hope of being able to live his condition as a slave as the only way to express their nature.

Membership is hug but no, thought and abstinence, heart and sorrow, death and life together. Membership requires extreme suffering to be able to finally unite to its opposite and be bonded to it than human laws. Who is the dark and not dark, not light, but brings with it the lights the same way that the first one could not see.

BACI SULLA CARNE

Scrivi i tuoi baci sulla mia carne,

scrivili coi tuoi pensieri, coi tuoi desideri.

Sulla mia carne dove i segni esistono e resistono

mentre la tua passione sale.

Sul mio corpo nudo scrivi il tuo capolavoro,

con mani che carezzano il doppio ruolo.

Disegna cuori neri nel mio cuore bianco,

disegna fiori rossi sul mio fiore nero.

Apri le tue dita e scava forme in me

che possano piacerti

e possano rivelarti a me

per come sei fatto.

Io sarò fatta di te, delle tue mani

e dei tuoi desideri e di null’altro.

L’unico a poter scrivere su questa superficie

così viva e calda sarai tu usando la tua forza opposta,

e la tua anima sarà a me infusa con ogni tocco,

ogni ferita e ogni precisa carezza,

e sarò riempita solo di te, mio Signore.

AVERE UN PADRONE

Avere un padrone vuol dire avere la volontà di perdersi in lui e nelle sue mani. Seguirlo in ciò che dice di sè, della sua storia unita alla nostra. Avere una guida significa non sentirsi più soli. Non sentirsi dispersi e confusi.

Avere una persona che si prende cura di te vuol dire che non devi più pensare, non devi dire, non devi aspettare più che tutto questo avvenga. Un solo momento decide ciò che ne sarà di te per il resto della vita. In un solo secondo lui decide cosa sarà meglio per te.

Avere un padrone significa trovare la via, la direzione da seguire per arrivare ad essere ciò che lui desidera che tu sia. La sensazione di dipendere dalle sue decisioni, dai suoi desideri, dalle sue fantasie in qualche modo fa sentire bene, fa sentire sereni.

Non dobbiamo più avere paura di noi stesse e possiamo fidarci finalmente di qualcuno che sa cosa siamo, cosa potremo essere e di cosa abbiamo bisogno. Una persona che possa farci sentire non sbagliati, non diversi, non imperfetti. Questo lo può fare solo un padrone accorto, sensibile, intelligente e gentile.

Perchè noi siamo materia grezza fino a quando non conosciamo una persona che possa plasmarci, che possa trovare dei punti da limare, da valorizzare. Perchè un vero padrone vede il capolavoro che farà di noi e ci renderà tali usando proprio al meglio i nostri difetti peggiori.

IL PIANTO

E’ solo acqua ciò che si riversa dal cuore?

E’ solo acqua ciò che non sopporti?

Sentire lacrime senza ragione?

Sentire lacrime a profusione?

Sono soltanto gocce inutili

quelle che bagnano cuscini asciutti

e mani ferme sulla tastiera?

Sono gocce interminabili

e di cui non sopporteresti la vista?

Meglio non sentire,

meglio non vedere,

meglio non sapere

quale vita rimane da vivere

a questo oceano che ogni tanto

esce fuori dal mio seno,

perchè è fine e distruzione

di un ricordo, di un sogno,

di un movimento che doveva unire

e invece ha diviso per sempre.

Il destino potrà riunire

due anime così opposte?

VERSI DI DANTE PER UN AMORE PERSO

 

“A ciascun’alma presa, e gentil core,
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescrivan suo parvente
salute in lor segnor, cioè Amore.
Già eran quasi che atterzate l’ore
del tempo che onne stella n’è lucente,
quando m’apparve Amor subitamente
cui essenza membrar mi dà orrore.
Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le braccia avea
madonna involta in un drappo dormendo.
Poi la svegliava, e d’esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo.”