L’APPARTENENZA

In un bosco pieno di belve dove le fauci stanno sempre spalancate un’anima inquieta perde il suo sonno alla ricerca del padrone. Un’anima che non conosce regole, limiti, confini e leggi. Uno spirito ribelle che non si piega davanti a niente. Un’anima che sfida il cielo e la terra. Che aspira all’inferno mentre respira il paradiso. Boccheggiando si spera di arrivare alla meta ma nel frattempo si può anche annegare.

Uno spirito senza una guida vaga senza meta fino a stancarsi. Un cuore senza marchio rimane sospeso tra le tempeste, viene colpito da tuoni e ghiaccio. Mentre si vola si cade e ci si schianta al suolo se le mani di un padrone non si sporgono a prendere la piuma leggera che ha scelto di cadere.

Il peso della propria essenza viene alleggerito dall’incontrare quella forza opposta e forte che si incastra con la nostra forza debole che sarà all’altra sottomessa. Quando gli occhi del padrone scelgono la preda egli sa già che le sue dita scriveranno il futuro di quell’anima che si è lasciata scegliere.

E così come il cielo sovrasta la terra e non succede mai l’inverso, il padrone entra nella mente della sua schiava come un serpente che infido striscia sul seno di una essenza vergine per corromperla e farla sua. Nessun esempio può calzare a pennello se non quella della prima tentazione per eccellenza, quella di Asmodeo rivolta alla donna di un altro, Eva, che davanti al demone si arrende così facilmente e senza rimorso.

Il demone astuto non usa né un bacio né un approccio fisico ma le sue parole sono così convincenti che l’anima della donna è subito catturata e portata dalla sua parte. A nulla servono le parole di Adamo per distogliere la sua compagna da quel cibo succulento che gli è stato messo davanti.

Per molti secoli si è pensato che la donna fosse associata a quel demone che l’ha così facilmente convinta alla corruzione del corpo e dell’anima. Ma proviamo a immaginare cosa aveva di diverso questo diavolo tentatore che Adamo non possedeva! La forza! Quell’uomo che Dio creò dal fango non aveva la forza di prendere una decisione, non aveva la forza di osare, non aveva la forza di rischiare. Eva invece disse sì, e disse il suo sì ad una forza maggiore che gli si proponeva così apertamente.

Ecco perché un padrone non è un uomo come gli altri. Magari esteriormente può anche essere confuso con uomini qualunque ma un’anima persa sa subito percepire quale forza si cela dietro quegli occhi e affidare se stessa a quella energia oscura che ha un magnetismo invincibile.

Quando l’anima trova la sua ragione di vita, quando viene colta e tolta alle belve feroci che la vedono solo come proprio pasto, allora e solo allora l’anima sa di aver trovato quella mano che sa prendere il frutto e offrirglielo senza indugio e con decisione. E quell’anima sarà per sempre legata a quella mano che gli ha offerto la scelta di poter essere se stessa e uscire da quel Paradiso che le è stato imposto. Così Eva accede alla conoscenza suprema e riconosce d’istinto il suo signore, mentre Adamo rimane nella sua ignoranza e non riesce a smuoversi dalla sua condizione di insicuro e debole.

Appartenere ad un demone non è una scelta, è una cosa che avviene perché nel nostro karma c’è scritto che doveva succedere. Esser scelti da uno spirito oscuro che ci guiderà verso l’abisso è un privilegio unico e non si può spiegare. Appartenere ad un demone non è una necessità del cuore o del corpo ma una necessità essenziale per chi stava perdendo la speranza di poter vivere la propria condizione di schiava come unica strada per esprimere la propria natura.

L’appartenenza è abbraccio ma anche assenza, pensiero e astinenza, cuore e dolore, morte e vita insieme. L’appartenenza richiede la sofferenza estrema di potersi unire finalmente al proprio opposto e ad esso esser legati oltre le leggi umane. Chi dal buio appare e non è buio, non porta con sé la luce ma illumina lo stesso il cammino che prima non si riusciva a vedere.

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( english version)

In a forest full of wild animals where their mouths are always open a restless soul loses his sleep to find the owner. A soul that knows no rules, limits, boundaries and laws. A rebellious spirit that does not bend at nothing. A soul that challenge the heavens and the earth. Who aspires to hell while breathing paradise. Gasping is hoped to reach the goal but in the meantime you can also drown.

A spirit without a guide wanders aimlessly until he was tired. A heart with no mark remains suspended between storms, is struck by lightning and ice. While flying is falling and we crashed to the ground in the hands of a master does not protrude to take the feather-light that has chosen to fall.

The weight of its essence is relieved from meeting the opposing force and strong that fits with our weak force, which will be subject to another. When the eyes of the owner choose the prey he already knows that his fingers will write the future of the soul that is left is to choose.

And just as the heavens are above the earth, and it never happens the other way around, the master enters the mind of his slave as a treacherous snake that crawls on the womb of a virgin to corrupt essence and make her his. No example can fit like a glove except that the first temptation par excellence, to Asmodeus turned to another woman, Eve, in front of the demon surrenders so easily and without remorse.

The cunning demon uses neither a kiss nor a physical approach but his words are so convincing that the soul of the woman is immediately captured and taken his side. In Adam’s words are useless to divert his companion that food succulent that has been pulled over.

For many centuries it was thought that the woman was associated with that demon who so easily convinced of the corruption of the body and the soul. But try to imagine what was different this tempter that Adam did not have! The power! The man that God created the mud had not the strength to make a decision, had not the strength to dare, had not the strength to take risks. Eva instead said yes, and he said ‘yes’ to a force majeure that was proposed so openly.

That’s why a master is not a man like other men. Maybe on the outside can also be confused with any men but a lost soul knows immediately perceived as a force behind those eyes and entrust herself to the dark energy that has a magnetism invincible.

When the soul finds its raison d’être, when captured and taken to wild beasts who see it as their only meal, then and only then the soul knows he has found the hand that knows how to take the fruit and offer it without delay and firmly. And that soul will forever be linked to the hand that offered him the choice of being able to be herself and get out of that paradise that has been imposed. So Eva accesses the supreme knowledge and instinctively recognizes his master, while Adam remains in ignorance and can not budge from his condition of insecure and weak.

Belong to a demon is not a choice, it is something that happens because our karma is written that had to happen. Be chosen by a dark spirit that will guide us toward the abyss is a unique privilege and can not be explained. Belong to a demon is not a necessity of the heart or the body, but a key requirement for those who were losing hope of being able to live his condition as a slave as the only way to express their nature.

Membership is hug but no, thought and abstinence, heart and sorrow, death and life together. Membership requires extreme suffering to be able to finally unite to its opposite and be bonded to it than human laws. Who is the dark and not dark, not light, but brings with it the lights the same way that the first one could not see.

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7 thoughts on “L’APPARTENENZA

  1. Woow ho letto questo post e ne sono rimasta affascinata…ci sono parole che sento molto vicine al mio modo di pensare, di vedere la sottomissione…
    complimenti brava!! un bacio dolceslave

  2. the faun says:

    Lo chiami dolore
    Vedo la luce
    Il tuo fuoco ardente
    Sostieni che sia l’inferno
    Io sono entrato in paradiso
    Discussioni infinite che non conducono da nessuna parte
    Sento la passione
    Vivo nella disperazione
    Dormo nella luce del giorno, sveglio nel buio
    Vedo il luccichio
    Non stai andando da nessuna parte
    Lo chiami
    Vedo la luce
    Il tuo fuoco ardente
    Sostieni che sia l’inferno
    Io sono entrato in paradiso
    Dici che siamo troppo diversi
    Io sostengo che siamo una cosa sola
    Entrando nel fuoco
    Entrando nel fuoco
    Io sostengo che siamo una cosa sola
    Quando entriamo in paradiso

    ….per te 😉

    • amleta says:

      Io sono ferma, io sono ferma nel fuoco, perchè non riesco a liberarmi delle tue fiamme.
      Io sono ferma, io sono ferma in quel canto che odora di passione e perdono.
      Io sono ferma perchè aspettavo il fuoco, dopo essermi gelata da sola.
      Io continuo a vederti e niente può darmi pace. Niente.
      Il fuoco non si scorda, il fuoco mi ha bruciata e ora mi consumo.
      Non dormo e non so nemmeno parlare più, non so comunicare il mio dolore, perchè mi sono gelata, mi sono pietrificata.
      Solo una stella blu si è aperta sul mio petto e quel blu è ancora lì dentro, dentro al mio cuore.
      Io sono ferma, qui, da sola ancora, per te.

  3. algol says:

    I Padroni non esistono, le schiave non esistono…ognuno gioca il ruolo che più si confà alla propria natura, sei molto confusa, fantastichi molto, la realtà è ben diversa…scendi dalle nuvole.

    Una volta sei padrona, una volta sei schiava, una volta parli di amore la volta dopo parli dominazione, sei molto confusa cara ragazza

    • amleta says:

      Una persona che è switch non è confusa, ha solo una doppia natura. Mi spiace non esser stata chiara nell’esprimere questa cosa qui, spero di riuscire a farlo almeno nella mia vita.

  4. Io appartengo.
    …mai ho detto, scritto e ascoltato una parola con maggiore trepidazione di questa.
    Io appartengo.
    Cara Amleta, io appartengo al mio adorato Padrone: ho regalato me stessa a Colui che ha saputo finalmente acquietare la mia volontà, le mie paure, la mia infinità voglia di leggerezza e d’amore. Ora gli dono la mia anima istante dopo istante, sapendo che mi verrà restituita piegata ma ancor più forte e più libera di donarsi a Lui ancora e ancora e ancora.
    Leggerti è molto bello: è come riabbracciare una sorella scappata e tornata d’improvviso. Pensavo di essere figlia unica e di dover continuare ad acquietare le mie ansie e i miei sogni con una vita sempre più piena, sempre più impegnata, sempre più di corsa. Un giorno, invece, mi sono ascoltata e come d’improvviso parlavo un’altra lingua. Come richiamata da una voce lontana, l’ho trovato. Ho trovato il mio Padrone. Da quel giorno l’amore, la paura, l’irrequietezza e il coraggio non hanno più per me lo stesso significato. Ho trovato la pace: pace con me stessa e pace per questo corpo e questa testa che non riuscivo a donare come ora so di poter fare.
    Completamente. Inesorabilmente.
    Io gli appartengo.
    Lui mi ha teso la mano e io gliel’ho porta senza esitare. Da quel giorno sono una creatura (Lui mi chiama così) completa. Non ho termine migliore per definirmi in relazione a Lui. Ha completato una me instabile, ricca di troppi troppo.. contornata da tanti aspiranti master disposti a sciorinarmi di continuo le pagine del s/m come fosse un depliant di un prodotto da vendermi. Lui mi ha solo detto “Vieni. Io sono qui che ti aspetto”. E io sono andata.
    Sono andata incontro alla schiava che coltivo da anni e conosco da sempre e che ritrovo nelle tue, bellissime, parole.
    Sono felice.
    Sarà un piacere continuare a leggerti.
    Silvia

    • amleta says:

      Grazie Silvia, io spero di trovarmi nella tua stessa condizione un giorno. La mia situazione è un pò complicata purtroppo ma spero che si evolva nel migliore dei modi. Sono contenta che tu abbia trovato la felicità e la pace 🙂

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