UN URAGANO DI SOFFERENZA

Io procuro dolore,

io segno i miei passi coi chiodi appuntiti

e le catene tintinnanti.

Io sono lo spettro di una regina estinta ma vicina.

io sono la distruttrice sovrana di cuori infelici.

Io cammino su scheletri di cuori corrotti

dal mio velenifero bacio,

io cammino su braccia di abbracci slegati.

Io porto rovina e tempesta,

io sono molesta piena che trascina con sè tutto,

tutto quel che resta nel vuoto di ciò che c’è stato prima.

Perchè mi si ama così tanto?

Perchè mi si dona amore e passione infinita?

Io sono sono l’uragano che grida

prima di distruggere la casa alle anime già in pena

per la pioggia che ha distrutto le vite di quelli che son stati

sulla mia strada piena di buche pericolose.

Perchè mi si ama ferocemente?

Perchè mi si dona ciò che di più prezioso

esiste nel cuore dell’uomo?

Io non chiedo nulla, io non faccio nulla,

io non muovo un dito, non ordino o esigo,

eppure il fiume dell’amore riempie le mie dita,

ed io lo lascio scivolare via come se fosse sabbia

perchè solo arrivando al mare può diventare il fondale

per una esistenza migliore.

Io non tengo per me nessuno, io non tengo per me nulla

che sia umano, mortale o che significhi denaro.

Io non tengo per me nulla che possa essere così effimero!

Ah, la mia maledizione!

La mia maledizione è distruggere ciò che non tocco,

ma che si cambia in oro quando mi scorge col filo

di un solo dolcissimo suo occhio.

Mi riserva i frutti migliori ma io li faccio marcire,

e non mangio nemmeno un boccone del suo amabile cuore.

Perchè mi ama e vuole soffrire?

Perchè mi ama e ama soffrire?

Io sono uragano di sofferenza,

io non sono di umana materia,

eppure guarda quanti umani vogliono essere i fortunati

sudditi di una mia eccelsa volontà funesta!

Guarda quante teste e cuori si piegano

appena io sorgo all’orizzonte!

Perchè mi amano?

Perchè vogliono soffrire per mano mia?

Io non sono umana, io sono fatta di pietra e dolore,

e solo dolore posso donare.

Loro mi amano ed io li rigetto,

loro mi vogliono ed io li rifiuto,

loro mi desiderano ed io do loro solo sofferenza.

Io non sono umana, mi chiamano Sovrana,

e pensano di farmi persino una corona,

ma le gemme preziose io le tengo nelle mie mani:

sono le loro vite, con le quali gioco oggi, ieri e domani.

 

images (1)

 

Advertisements

LA COLOMBA VOLATA VIA

Piccola rosa bianca di piume,

piccola voce persa nel sole,

tu che eri colomba bisognosa d’amore,

tu ti sei lasciata prendere da un falco senza cuore.

Ignota era la strada che portava

a quella finestra aperta per darti calore e riparo.

Ignara tu eri forse di questo sicuro nido?

Eppure lontano sei volata senza esitazione

e tra gli artigli del falco hai iniziato a soffrire.

Una rosa bianca di piume come te doveva dormire

sul letto di rosa rossa di sangue, per poter unire l’amore al dolore.

Ma piccola e bisognosa di cure hai volato

da chi ti dona solo punizione.

Invano la finestra rimase aperta,

invano dai vetri colei che ti disegnò un cuore

aspettò il tuo ritorno:

l’amore era dentro

e tu lo hai cercato fuori.

due rose

COME SI SCEGLIE UN PADRONE

Sembra piuttosto scontato dire come si sceglie un padrone ossia la prima risposta che viene da dare è scegliendo colui che sa comandare. Ebbene di qualità e capacità un buon padrone ne deve avere molte però una su tutte deve esser cercata da una slave che vuole vivere un’esperienza appagante, ossia la capacità emotiva o empatia.

Ci sono parecchie persone abituate al comando sia per mestiere che per carattere ma non tutte queste persone hanno empatia o capacità emotiva, che vuol dire il modo di percepire e interagire con l’altra persona. Se un padrone sceglie una slave ma non si lega allora per questo padrone una schiava non è molto diversa dalla propria macchina che usa ogni giorno.

Allora come può una slave fare una buona scelta? Ovviamente usando tutto il tempo che ha  a disposizione, e che un bravo padrone le mette a disposizione, per conoscere il suo futuro sovrano. Così da poter sapere se effettivamente oltre alla capacità di condurre, guidare e istruire la propria slave egli sarà anche capace di tenerla nel proprio cuore e farne la propria regina.

Poichè non è il ruolo di slave a fare di questa una subalterna o una suddita del sovrano ma un vero padrone pur sottomettendo l’altra al proprio potere la considera sempre al proprio livello, sia mentalmente che psicologicamente. Quindi se un padrone ha queste accortezze allora sarà un vero padrone, se invece tratta una donna solo come un pezzo di carne o un animale allora sarà alla stregua di tutti quei maschi che sanno solo usare e gettare le loro conquiste.

Una slave ha molto modi per capire se un padrone la amerà davvero e si prenderà cura di lei per molto tempo. Un padrone non deve solo mostrare bravura nell’ordinare e punire ma avere anche la voglia di conoscere, apprezzare e considerare la propria slave un elemento essenziale della propria vita.

Si fa presto a comandare e a trovare persone che subito calino la testa. Ma un sovrano è colui che prima di tutto scende dal suo trono per accogliere la nuova venuta, la sfama con ciò di cui ha bisogno e la porta nelle sue camere segrete per condividere con lei non solo il letto ma anche una parte importante della propria vita.

Se un sovrano non prova dei sentimenti ma solo un desiderio di sfogo o di utilizzo fisico della propria schiava allora una slave saprà che prima o poi egli passerà ad un altro corpo senza alcun rimorso e come si cambia un paio di scarpe con un altro allo stesso modo farà quel padrone che non ha per la propria slave un minimo di sentimento.

2t_coppe

IL LEONE

Il Re dei predatori non aspetta,

non teme, non esita mai,

guarda la preda, le si avvicina,

non pensa a cosa le farà ma lo fa.

Il leone ruggisce forte

e la sua forza è la più potente,

gli altri animali

non hanno il tempo di fiatare

che lui è già con i suoi artigli

sulla preda migliore.

Il leone ha preso terreno,

ha fatto un passo dopo l’altro

per conquistare l’ambito posto

che spetta a colui che dimostra

la vera forza e predomina sugli altri.

Il Leone sa ciò che vuole

e sa come ottenerlo:

non riflette, non aspetta,

agisce e cattura, prende, possiede.

Dagli occhi del predatore

una sola energia potente

magnetizza e paralizza l’anima intera:

che possa esistere un essere umano

così forte da rendere tutto così naturale

come l’assalto di un temporale estivo.

Non si hanno più difese,

non si capisce più nulla,

tutto si confonde

quando il Leone procede

nella sua conquista.

Lo senti, lo percepisci,

il respiro soltanto dice è lui,

il Re di questa foresta

e si prende ciò che vuole

senza esitazione.

DAMMI DOLORE

Dammi dolore, dammi altro dolore,

perchè così tanto ne ho sopportato

e potrò sopportarne ancora di più.

Il mio cuore è di cemento,

il mio corpo è di ferro,

la mia mente è d’acciaio.

Dammi la sofferenza,

perchè l’amore è solo rovina,

perchè l’amore è solo tormento,

ed io voglio lasciare queste idiozie terrene,

per volare più in alto,

per scoprire un nuovo posto

dove poter vedere tutto così lontano.

Dammi ciò che mai hai dato di te a nessuna,

dammi quella parte intoccabile

che nessuna unghia ha mai sfiorato.

Io ti dono una rosa senza petali

e tu le metti le spine al posto dei petali.

LIBERAMI DI TE

Liberami di te

come si libera un corpo ferito

da una freccia avvelenata.

Liberami di te,

come si libera un cuore ferito

da una pugnalata di ghiaccio.

Liberami e imprigionami di più,

perchè il vento si è fermato

quando ho sentito questo respiro

farsi più svelto e le foglie cadere

ai nostri piedi senza fare il minimo rumore.

SPIRALE DI CORDE

Lasciami spirare in pace,

nella pace della spirale di corde

che mi legherai alle caviglie

per farmi affondare nelle tue membra.

Lasciami spirare in pace,

nella pace di quell’oblio che toglie la polvere

alle cose che non furono e che mai saranno.

Stringi di più l’anello che metterai il mio collare,

così che mai possa scappare da questo martirio

che mi stai donando.

Solo uno stretto nodo

mi può restituire il dolore che ho provato

privandomi di te fino a questo momento.

Solo intrecci stretti possono sconfiggere

i ricordi di speranze vane.

E tu, Signor “addestratore”

detta le regole e accendi il braciere,

sulla griglia rovente io porrò la mia carne

e tu potrai girarla e porle la tua spirale di corde,

fino a farmi un sarcofago di pensieri e desideri

da cui non potrò più uscire.