LA MIA ROCCIA

Nella mia debolezza voi solo

siete la mia roccia.

Nella mia debolezza

solo voi siete la mia forza.

Nella mia perdizione solo voi

siete in grado di farmi adorare

ciò che più detesto.

Nella mia fragilità

voi siete quel porto in cui la mia anima

trova rifugio.

Voi solo siete per me Signore e Padrone,

e nessun altro è pari a voi, nel vedere in me

il vostro desiderio realizzato.

Ogni vostra volontà è legge,

ogni vostra parole è scolpita sul mio petto,

ogni mio sogno ha solo i vostri occhi.

Nelle vostre mani io mi sento bene,

nelle vostre mani io mi sento me stessa.

Ogni pensiero, ogni mia emozione

diventeranno vostri,

perchè vi adoro mio Signore.

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L’ULTIMA ARMA

Deposta l’ultima arma inconscia

sui petali di rosa che avete strappato

dai mie capelli ribelli;

io depongo la mia guerra

sulla tua corazza senza buchi

e lascio che il vostro potere

mi entri dentro la gola assetata

del vostro ardore.

Ogni amore è limitato

da un sogno impossibile,

ma il nostro legame è una cosa superiore.

Superiore l’ardimento che mettete

nel tenermi prostrata ad aspettare

una vostra parola, un vostro intento.

E il tormento squisito della mia corsa

verso il vostro congegno mentale

mi rende gustosa ogni vostra pietanza interiore.

Io sono la bimba che volevate da divorare,

poichè l’Orco digerisce le mie spine e il mio veleno,

senza alcuna esitazione, e in un solo rigurgito

vien fuori il mostro che siete e il mostro che io sono.

Riposta l’ultima arma, io fedele vi sono, con anima e corpo,

e ogni visione di voi è solo di voi, poichè siete il solo demone

ad avermi carpito il senno che non avevo riposto ancora

nella mia custodia di legno ben chiusa.

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LABBRA SUADENTI

Bendata per non scoprire nei vostri occhi

il forte desiderio di avermi con voi ogni notte.

Bendata dalle vostre mani che chiudono i miei occhi

io posso assaggiare le vostre labbra suadenti

che spirano dentro le mie labbra desideri segreti.

Respiri dentro respiri che non danno pace,

sospiri dentro sospiri che non danno luce.

Il vostro oscuro fiato mi è entrato in gola

e dalla mia anima non vuole uscire.

Mio Signore, mi avete stordita

col vostro malvagio essere immortale,

ed io ormai sono presa in un incantesimo spettrale,

che mi lascia gelida e insensibile a chiunque altro non siate voi.

Nessuno è come voi, solo voi esistete, solo voi siete ciò che io desidero.

Voi siete fuoco dentro di me e brucio di passione immorale.

Io brucio mio Signore, sulla croce del vostro altare,

mentre voi siete chissà dove

ed io mi lascio crocifiggere dal dolore

di non potervi sedere accanto

mentre le strade si confondono

e la meta spero di essere sempre e solo io.

DUE PORTE NERE

Carne della mia carne,

sangue dal mio sangue,

due porte nere spalancate

dal tuo immenso potere,

due porte nere

che non sapevo esistessero,

legate prima col fino di rose rosse,

ora aperte dalle tue astute mosse.

Le porte nere della Lussuria,

che apri dentro al mio inferno

non hanno serratura

eppure tu hai trovato

la chiave giusta per poter entrare,

mentre rimango sulla soglia

tu stai già coi piedi sulla mia schiena;

mio Signore, tu sei più veloce

di un velocissimo animale,

e senza fiato mi lasci

quando ti sento ansimare

per il desiderio di avermi

e non potermi conquistare.

 

CASTELLI DI DOLORE

Hai costruito così bene

castelli di dolore sulla mia anima

che dopo il tuo perdono

le torri continuano a svettare

contro il cielo azzurro.

Hai cucito così bene

le mie labbra e la mia lingua

che anche dopo aver tolto il morso

io rimango zitta e non chiedo di parlare.

Sei così subdolo e perfido

da costruire tutto e non farlo da solo,

perchè le emozioni che procuri

sai che dentro di me già ci sono,

e le volgi a tuo favore

come un bravissimo prestigiatore.

Hai già scavato sotterranei nel castello

così da poter arrivare a me

senza farti nemmeno vedere,

ed io nel cortile che cavalco

non mi rendo conto di galoppare

sul desiderio di poterti avere.

Magicamente impressa

la tua faccia sul mio viso,

non so come hai incollato

questo tuo ghigno

al mio sorriso,

ma mi rimane dentro

la tua figura di mostro

che adoro più di ogni principe che conosco.

 

ORGE DI GIOIA

L’angoscia a forma di pelle

mi aveva strisciato dentro fino a torcermi ogni capello,

ma ora il perdono ha rischiarato le regioni interiori.

Orge di gioia rimangono chiuse dietro le sbarre,

poiché nulla è certo nel cammino di un’anima abissale.

Il mio cuore ridotto a brandelli

prima di esser spezzato dai colpi del silenzio,

il mio cuore annaspante ritorna a battere,

dopo aver sospeso il respiro

sgocciolando tra le labbra

la mia sottomissione.

L’angoscia a forma di pelle

che attende il codice del Signore,

per sbloccare il volere della mia carne scalpitante,

l’attesa e la certezza della sua punizione

mi rendono insicura, docile, remissiva.

L’aver sfiorato la perdita

e l’aver patito il pericolo dell’abisso

mi ha sfinito i sensi e il palato.

Orge di gioia camminano

danzano nel mio stomaco

e la fame di vita è scomparsa

perché ho solo fame di te.

SULLO SPIEDO

Lasciami gridare nella tua frusta,

lasciami entrare nella tua pelle,

lascia che io odori della tua perversione.

Lasciami entrare nel tuo buio,

in fondo dove nessuno ti può vedere,

dove credi di essere solo.

Voglio leccare i tuoi paradisi carnali,

voglio gustare le tue corde dure,

non c’è null’altro che il mio spirito agogna,

e potrò strisciare a terra come una biscia,

e sotto il tuo piede sentirmi schiacciare.

Lasciami entrare dentro la tua memoria,

non chiudermi fuori dalla tua storia:

benda i miei occhi e fammi vedere cosa sei.

Voglio morire nelle tue grinfie,

non ricordarmi di me,

essere come mi vuoi,

essere dentro di te.

Legami a te,

legami sempre di più,

io arrostirò sullo spiedo

e tu girerai il tuo filetto a puntino,

e lascerai che il succo scenda dalla tua carne

per dissetare la mia immonda sete.

Ogni mosca smetterà di volare,

ogni campana smetterà di suonare,

ogni filo d’erba sarà spezzato,

solo tu ed io potremo esistere

come due ombre che si penetrano

senza oscurarsi mai.