SPINA DI VETRO

Conficcata in alto, nel ventre, 

nel fianco, nel condotto costale, 

nell’organo anormale

in cui la materia si strugge

per il dolore della punizione.

Dentro, conficcato al centro, 

come una freccia nel bersaglio,

come un pugnale sottilissimo,

una spina di vetro,

che mi taglia in due l’addome, 

sento il calore del freddo che mi donate, 

sento la sofferenza del male che mi farete.

Mi lasci giù, mi fai cadere,

mi sospendi per aria

col solo pensiero del tuo volere,

io rimango a metà

tra dolore e torace,

tra il collo e la tua pace,

perchè altro non so fare

che possa rimediare al male.

Affilata la spina di vetro,

le tue mani l’hanno spinta dentro,

non hanno nemmeno forzato molto

per raggiungere quel posto dove il mio Io è già morto.

Ogni ora che passa, 

alimentate una severa angoscia

e la spina di vetro

raschia tra le vene del mio bisogno interiore,

io vi vedo davanti a me,

come un Gigante che mi calpesterà

e mi darà la sua fine.

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One thought on “SPINA DI VETRO

  1. mi inchino alle parole……e della musica che devo dire?……..solo che me li godro’ insieme a laura a luglio a milano…….ciao amleta…….meo

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