SULLO SPIEDO

Lasciami gridare nella tua frusta,

lasciami entrare nella tua pelle,

lascia che io odori della tua perversione.

Lasciami entrare nel tuo buio,

in fondo dove nessuno ti può vedere,

dove credi di essere solo.

Voglio leccare i tuoi paradisi carnali,

voglio gustare le tue corde dure,

non c’è null’altro che il mio spirito agogna,

e potrò strisciare a terra come una biscia,

e sotto il tuo piede sentirmi schiacciare.

Lasciami entrare dentro la tua memoria,

non chiudermi fuori dalla tua storia:

benda i miei occhi e fammi vedere cosa sei.

Voglio morire nelle tue grinfie,

non ricordarmi di me,

essere come mi vuoi,

essere dentro di te.

Legami a te,

legami sempre di più,

io arrostirò sullo spiedo

e tu girerai il tuo filetto a puntino,

e lascerai che il succo scenda dalla tua carne

per dissetare la mia immonda sete.

Ogni mosca smetterà di volare,

ogni campana smetterà di suonare,

ogni filo d’erba sarà spezzato,

solo tu ed io potremo esistere

come due ombre che si penetrano

senza oscurarsi mai.

 

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