LA COLOMBA FERITA

Colomba_con_sangue

 

Figlia del Male: occhi di sogno e costole di uccello nero.

Vi ho lasciato strappare le mie piume contorte per risvegliarvi i sensi.

Docile sarò per non appassire: cruda carne e crudo sangue.

Come fiore maledetto che non si piega a niente, nemmeno alla morte,

io resisterò al vostro infernale sangue.

Quando il solco che si scava nel petto diventa fiume,

che erode il cuore, ci si aspetta che giunga alla foce

ma invece torna indietro e risale fino alla cima dello strazio.

Risalire in cima per farmi legare dalle vostre corde,

farmi liberare e insieme legarmi di più alle vostre mani.

Il mio silenzio vuole che ci sia ancora un domani,

un poi, un di nuovo, un insieme.

Che grande ostinazione ho, lo so bene!

Sotto un albero il violino è leggero,

persino il fumo vola via senza lasciare odore,

ma rimane qualcosa sul mio cuore

che non ha ancora parola per dire cos’è.

Sbriciolata contro il muro,

piegata da una forza maggiore: serpente dalla bocca lussuriosa,

voi siete occhi di seduttore, esigete il mio sguardo

per riconoscere la vostra potenza su di me,

piccola colomba spennata viva.

Carne e sangue e veleno di sudore,

sulle pietre ho versato il mio sangue,

ai vostri piedi soltanto, come una vittima sacrificale,

una colomba ferita.

Voi camminate ancora,

io non posso svelare il dolore che mi avete dato,

il mistero che ci tiene uniti.

L’ultimo pezzo di me l’avete rapito con un bacio.

Uccidetemi ancora ma non fatemi morire più.

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