L’ESSERE MALVAGIO

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Dov’è quell’essere malvagio

che doveva venire a rapire la sua preda?

Dov’è quell’essere demoniaco

che ardiva desiderare

la sua schiava come unica fame?

Dov’è quel mostro che si diceva

pronto a legare quest’anima

per non lasciarla sfuggire più?

Dov’è quell’orco

che ha catturato la bimba,

l’ha messa in gabbia

e poi l’ha lasciata da sola?

Io invoco quest’essere spregevole

che procurò tanta sofferenza

per non avere poi nessun premio

al fine di poter godere assieme

di tale appartenenza.

LA CARNE RIMASTA AL SOLE

corpo

Dalla lunga estate ferita,

la carne è rimasta al sole

aspettando che il ferro dello spiedo

venisse ad infilzare

la gallinella pronta al rogo sacrificale.

La carne marcescente ora grida di dolore

per non esser stata consumata

dal suo vorace padrone.

La scintilla spenta

non si sa se possa far di nuovo fuoco,

poichè troppo a lungo è rimasta

non accesa dalle vostre desiderose parole.

Il corpo dorme, non vuole più nulla.

Marcia è la carne

che non avete avuto ancora

tra le vostre dita.

Il sole l’ha cotta

e voi non l’ha mangiate.

 

 

 

L’ASPETTO DEL DOMINANTE

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Mi è capitato di recente di fare un appunto sullo stile del master e volevo scriverlo qui come riflessione personale riguardo all’espressione esteriore di un carattere dominante.

Quando un uomo è dominante lo dimostra anche e soprattutto all’esterno, nel modo di fare, nel tono della voce, nel modo che ha di muoversi e di gestire il proprio spazio. La sicurezza di sè e la cura del proprio aspetto dominante di solito si esprime anche attraverso uno stile preciso, rigoroso, elegante e da leader.
L’uomo dominante è di solito una persona riservata, alcune volte solitaria, non è mai volgare e non ama parlare troppo di sè. Si mette sempre in posizione di superiorità in qualsiasi situazione si trovi e riesce sempre ad imporsi agli altri.
Anche nel modo di vestire sta attento che il proprio aspetto sia sempre curato e di un certo tipo. Perchè il senso del potere deve irradiarsi da lui, dal suo fisico e dal suo aspetto in generale. Per questo molti uomini dominanti di solito cercano di mostrarsi al meglio del loro modo di essere.
L’essere dominante è una condizione interiore naturale e non una costruzione. Non si diventa dominanti ma lo si è per natura. Il dominante è un uomo sicuro di sè, sa gestire sempre tutto e tenere sotto controllo anche se stesso oltre agli altri. Si affida solo alla propria forza e il suo desiderio di sottomettere si esplica da ogni cosa che egli fa e dice.
Conoscere una persona del genere è un’esperienza importante per una schiava o aspirante tale. infatti la schiava si affida a questo tipo di uomo perchè sa che egli la saprà condurre, guidare, tenere in riga e prendere in un certo modo. Il suo dominio sarà mentale, fisico e sessuale.
Un uomo dominante si dimostra sempre tale, in ogni occasione, sia quando è solo che quando è in presenza della propria schiava, perchè è così e non perchè recita un ruolo.

IL TUO CUORE INNAMORATO

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Che il tuo cuore di elfo

possa riposare nel mio cuore di terra.

Che il tuo cuore innamorato

possa aprire il mio cuore sofferente.

Che il tuo cuore di terra

possa aprire il mio cuore di fuoco.

Troppo ho sofferto mio elfo,

ed ora solo tu potrai consolarmi.

Troppo ho pianto

e solo tu adesso potrai asciugare

le mie lacrime di terra.

Amami, mio elfo,

amami e adorami,

donami tutto te stesso.

Io sento già il tuo cuore pieno,

innamorato di questa Dama Triste,

e so che il tuo sorriso la salverà dalla morte.

Mio elfo, tu sei giunto a me

come un magico alito di vento,

respiro del bosco che vuole tenere con sè.

Io non uscirò da questo bosco,

poichè io sono dea Diana

e tu sei mio fedele servitore,

mio schiavo fedele,

ad ogni mio passo

tu sarai sempre al mio fianco.

NEL MIO SANGUE ROSSO

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Vieni mio cerbiatto

entra nel mio sangue rosso,

vieni dentro di me,

scorri nel mio spirito di bosco,

prendi la mia mano

e lasciati guidare

in questo posto magico e strano.

Vieni mio cerbiatto,

io ti renderò più selvaggio

ma ubbidiente al mio solo volere.

Vieni a sciogliere il tuo sangue col mio,

e saremo una sola cosa insieme.

Vieni, occhi di cervo,

il tuo manto è superbo

e tu sei un meraviglioso cerbiatto.

Il tuo cuore è così grande,

il tuo spirito così selvatico.

Vieni mio schiavo,

noi saremo Terra e acqua,

noi saremo uniti dal sangue

del bosco eterno

che ci ha generato.

Vieni mio cerbiatto,

inginocchiati a Diana,

io ti ho cacciato

e adesso tu sei MIO!

Adora la tua dea e sii te stesso

in ogni mio comando e mio intento

poichè il nostro fine è l’amore e il piacere.

MIO SPECCHIO

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Mio scudiero devoto,

tu che sei lo specchio

dove si riflette la mia oscurità,

tu che vieni a me a braccia aperte

per avere da me il cielo e tutte le stelle insieme.

Non ti basta un mio sospiro

tu vuoi ogni mio respiro

e questo fa di te un vero cavaliere.

Scoprire con te

cosa può essere l’amore,

scoprire con te

cosa può essere il legame,

lasciarsi andare al cuore,

è il cammino migliore.

Una notte perfetta

per sognare insieme lo stesso sogno,

e credere che insieme si possa vivere

qualcosa di vero e duraturo.

Mio scudiero, mio cavaliere d’argento,

sei quel tesoro che ho cercato

nel fitto del bosco

e che non riuscivo a trovare.

Aiutami a dimenticare,

aiutami ad amare di nuovo,

aiutami ad accendere il mio cuore,

e a rendere meravigliosa questa via lattea

dove muoviamo i primi passi.

Mio specchio,

dove vedo i miei occhi nei tuoi,

dove vedo l’amore che vuoi e che mi dai,

mi guardo e vedo solo te adesso.

ELFO OSCURO

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Mio biondissimo elfo

dov’eri nascosto

in questo mio bosco di pianto?

Mio dolcissimo schiavo,

dietro quale tronco eri nascosto

in questo bosco così nero?

Sei venuto da me,

come un fedele angelo a me devoto.

Sei così premuroso

e così affettuoso,

ed il mio cuore ha ricevuto

il tuo respiro alato.

Mio elfo dalla maschera rossa,

tu sei quel supereroe

che arriva quando la donna

sta per morire.

E così sei comparso

dal buio che mi avvolgeva,

tu coi tuoi occhi chiari

e il tuo cuore di miele.

Mio elfo oscuro

tu solo puoi condividere

la mia perdizione

poichè tu appartieni ai boschi

ma appartieni anche all’amore.

Dimmi ancora parole vitali,

dammi ancora baci

che mi possano far dimenticare il male

che ho ricevuto da chi non mi meritava.

Mio angelo biondo,

tu solo puoi aprire un varco

in questa notte che mi distrugge,

e portarmi dove la luce

rischiara le nostre anime

che si uniscono nel dolore.