L’IMMAGINARIO DEI MASTER

Donna_con_calze_a_rete

  1. Calze a rete, tacchi alti, gonna, autoreggenti, intimo sexy.
  2. Calze velate, tacchi alti, collant, gonna corta, intimo sexy.
  3. Calze a rete, tacchi alti, vestito corto, intimo sexy.
  4. Autoreggenti, tacchi alti, vestito sexy, intimo sexy.
  5. Idem.
  6. Idem.
  7. Idem.

 

 

L’apparenza esteriore della schiava, nell’immaginario dei master, pare non si discosti per niente da quello che è il desiderio erotico di qualsiasi altro uomo  comune.

La differenza sta solo nel fatto che mentre l’uomo comune consuma il prodotto così com’è, il master ha bisogno dei suoi attrezzi per far diventare quell’oggetto erotico perfetto per lui. Quindi la schiava, vestita in quel modo, verrà bendata, legata, riempita di mollette, pinzette, catene ecc…

Nell’immaginario maschile comune e anche in quello dei master la schiava è sempre in versione “slut” cioè in quella veste sexy, e spesso volgare, che ne degrada l’identità al fine di renderla puro oggetto sessuale, proprio come una qualunque donna di malaffare.

Mai mi è capitato di vedere o sapere di un padrone che volesse una schiava in versione zingara, vergine, studentessa, guida naturalistica, cuoca, ecc..

L’immaginario maschile comune ha dei simboli quasi fissi che vengono richiesti da molti uomini, uno di questi è l’uso delle calze autoreggenti, i tacchi alti, l’intimo sexy e la gonna o il vestito corto. Questo stesso immaginario ho riscontrato nei master e devo dire che la cosa mi ha molto stupito.

Il motivo è questo: quando si parla di master ci si riferisce a degli individui perversi. Quando si parla di perversione di pensa subito a qualcosa al di fuori del comune. Quindi un perverso dovrebbe dimostrare un immaginario erotico diverso rispetto a quello comune maschile.

La perversione è una modalità sessuale che spesso si nutre di particolari ben precisi e fuori dall’ordinario. Di solito è fissata ad un evento “eccitante” della vita infantile strano e non adeguato all’età del bambino, così da rimanere nel suo immaginario per moltissimi anni fino a riaffiorare come impulso e desiderio solo per quel tipo di situazione.

Quando una donna si veste in maniera sexy sa benissimo che quella sua esteriorità è molto potente e che serve a sedurre gli uomini. Infatti la maggior parte di quelli che hanno un ‘immaginario comune di fronte a tacchi alti e intimo sexy subito si lasciano prendere dal desiderio del possesso dell’oggetto erotico.

Quindi in questo modo la donna è in una posizione attiva, è lei che agisce e seduce e l’uomo non può che soccombere.

L’aspetto di una donna manager infatti spesso esprime proprio questo stile sia di abbigliamento che di modalità seduttiva nei confronti di quegli uomini che appunto hanno quell’immaginario erotico comune.

Ma siccome i master sono loro a dover esercitare il potere, e anche la seduzione, su una possibile schiava, io mi chiedo come mai il loro immaginario sia pure quello descritto sopra.

Io credo sia più umiliante per una schiava non vestirsi come per andare a una cena di San Valentino. Credo che lo stile di abbigliamento sexy sia un chiaro simbolo di potenza, di sicurezza, di autorità e dominio. Una donna vestita in questo modo non ispira affatto passività e sottomissione.

Quindi mi chiedo come mai nell’immaginario dei master ci sia sempre e solo questo tipo di donna e non piuttosto una versione diversa della donna schiava. La prima cosa che mi viene in mente è il legame con la madre ovviamente. Ho sentito dire da alcuni master che la loro madre era severa o troppo rigida. Nel caso di un uomo che diventa schiavo egli di solito ricerca una donna che rispecchi la figura autoritaria femminile familiare. Ma nel caso di un master sembra quasi che il suo vero intento sia quello di trovare una schiava forte, come la madre, di cui non ha potuto sfidare o contrastare l’autorità ( essendo piccolo) e di volerlo fare in età adulta, con un forte senso di rivalsa.

Non è raro infatti che alcuni master preferiscano addirittura far diventare schiava magari una mistress, così da potersi sentire più soddisfatti in quella che è la sottomissione di una personalità forte e sicura. Un po’ come quando si rimane soddisfatti per la vittoria di un nemico astuto e bravo piuttosto che di una vittoria di un nemico debole.

Addirittura nel desiderio di immobilizzazione della schiava, presente nell’immaginario di alcuni master, sembra quasi affacciarsi il desiderio di rendere inerme colei che può nuocere, che può esser troppo presente, così come magari lo può esser stata una madre troppo invadente.

Il desiderio comune di molti uomini è quello di avere una donna assoggettata al proprio volere e dicui poter fare ciò che si vuole. Lo stesso dicasi per i master. Ma mentre un uomo comune attua la possessione tramite l’atto sessuale in sé,a volte anche realizzato in modo violento;  il master ha bisogno di distruggere, umiliare e rendere debole la sua prescelta per far sì che trionfi il proprio potere e questo lo a utilizzando varie tecniche più o meno estreme per seviziare e distruggere la volontà e la forza della schiava.

Ma nell’uno o nell’altro caso sembra che questo bisogno di imporre la propria forza sia una conseguenza di uno smacco interiore subito in una certa età e a cui si vuole ovviare capovolgendo i ruoli. Quindi l’unico motivo che vedo nel concedere alla schiava di rispettare quello stile sexy è il fatto di voler distruggere quella figura interiore forte, materna in questo caso, che si portano nell’inconscio e che li rende più orgogliosi quando riescono ad avere la resa di una di queste donne dall’apparenza forte e sicura.

Ovviamente ci sono le eccezioni, date di più da chi predilige l’Age Play per esempio, in cui le vesti da far adottare alla schiava si discostano un po’ da questo modello erotico comune. Chi ha questi gusti preferisce per esempio le classiche calze bianche da scolaretta, le scarpe basse, l’intimo fanciullesco e un certo modo di mostrarsi più imberbe possibile per il padrone, il cui immaginario è fissato ad una donna ancora non adulta e quindi ingenua e indifesa, da circuire e sottomettere usando la propria figura autoritaria con modalità quasi paterna o da maestro.

Quando mi sono avvicinata a questo mondo in effetti mi aspettavo che ‘immaginario dei master fosse pieno di donne indifese, vittime e figure femminili dall’evidente bisogno di una figura di riferimento forte, che dovrebbe essere costituita da quella del padrone.

Ma poi ho scoperto invece che in quell’immaginario ci sono donne con uno stile che rispecchia di più quello di una mi stress che quello di una schiava, ossia uno stile aggressivo, forte e potente. Questa ovviamente è solo una riflessione che mi è venuta dopo aver conosciuto e parlato con molti master e aver ascoltato i loro gusti in fatto di schiave o aspiranti tali.

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10 thoughts on “L’IMMAGINARIO DEI MASTER

  1. Benritrovata…….

    Marcello

  2. tilladurieux says:

    Concordo al 100%. Infatti, una volta compresa la questione “materna”, sia per gli slavesss che per i mastersss, m’è venuto un filo di noia: rispecchio fedelmente caratterialmente la figura di una madre forte, autoritaria, decisa, ma anche comprensiva, che si prende cura di. Và da sè che tutti han sempre cercato e amato solo quell’aspetto della mia personalità. Del resto chissenefrega. E non è piacevole.
    In quanto all’aspetto fisico, pur appartenendo alla sponda corrispettiva ed opposta dei mastersss, ma senza pormi rigorosi limiti al riguardo, ho notato l’identità nell’immaginario.
    Per il resto…tutto bene?

    • amleta says:

      Sì, effettivamente la noia mi si è presentata, sopratutto perchè ciò che tutti cercano è di avere questa immagine a loro disposizione, invece nessuno si prende la briga di conoscere veramente me, in quanto persona anche con altre sfaccettature. Devo dire che finora ho avuto a che fare con slaves ( sia maschi che femmine) troppo pecore e master troppo caproni, pretenziosi e senza un briciolo di sensibilità. Ovviamente, l’eccezione esiste eccome 🙂
      Ma scusa, tu quindi hai rinunciato al tuo dominio solo perchè hai avuto a che fare con questo branco di “figlioli” in cerca di mamma? Sai che a me invece finora non mi è mai capitata una proposta da una Mistress? E’ strano, ma non so perchè non sia successo mai. Forse che le padrone preferiscono solo gli uomini? Questo è un punto in cui ancora ho delle perplessità, anche personali, a riguardo. Perchè io invece come slave preferisco una donna ad un uomo 🙂

      • tilladurieux says:

        Ho rinunciato al mio dominio (e non nascondo che è una scelta che pesa da morire e fa male, perchè la natura è la natura) solo perchè non voglio mai più accontentarmi. Ho una idea chiara di ciò che desidero in termini di emozioni e preferisco il nulla in caso contrario. Evito di vivere il bdsm in modo completo. Lo uso appena appena per condire qualche relazione.
        Le Mistress tendenzialmente preferiscono gli uomini perchè un uomo è molto più semplice da gestire di una donna, anche se molto più egoista e farlocco.
        Diciamo che a domanda sempliciotta corrisponde offerta sempliciotta, mettiamola così.

  3. Luca says:

    Ciao.
    Mi avvicino solo ora al mondo del bdsm ho 39 anni anche se il tutto a origini molto precedenti e girando nel web sono arrivato a leggere questo post e quello di “Voglio lasciare il bdsm”.
    Sono colpito, perché parlando con molti Master, l’impressione che ho avuto è proprio questa.Una cosa che mi hanno fatto notare è che sono troppo interessato alle opinioni delle schiave prendendomi anche un po in giro, e ad alcuni ho anche detto che se mi avessero conosciuto avrebbero cambiato il loro ruolo di Master, comunque non mi interessa per me è importante.
    Non sono interessato al rapporto sessuale ma a qualcosa che va oltre
    molto più mentale che fisico ed è qui che ho qualche dubbio, mi spiegherò. Parlando di mente, che è una questione delicata ovviamente, entra in gioco la conoscenza della natura umana sotto ogni aspetto e questa è stata l’origine di molti mie conflitti coi Master. In tantissimi mi dicevano di essere esperti in natura umana, ma il mio dubbio e la mia domanda è questa.
    Sembra strano ma quasi tutti i Master hanno avuto una vita molto regolare, scuola poi lavoro una miriade in ufficio dirigenti di qualcosa matrimonio o convivenza figlio o no, e la cosa che mi ha colpito è l’assoluta devozione delle loro schiave mentali. Come fa una persona così ad avere una conoscenza della natura umana, ha letto Freud? Jung? Forse, ma io ho qualche dubbio.
    Non so se questo è il sistema migliore per porti questa domanda
    mi interessa la tua opinione. Purtroppo ho letto i tuoi post solo ora, spero tu lo possa leggere.
    Tanti saluti e buon anno in ritardo.

    • amleta says:

      Ciao Luca, benvenuto nel mio mondo. Intanto posso dirti che la differenza tra Master e slave è molto precisa. Ossia un master ha un carattere dominante, sicuro, deciso, forte, e una slave ha un carattere insicuro, fragile, indeciso, debole. La devozione nasce dal bisogno e il bisogno nasce da un desiderio. Una slave sente di aver bisogno di un padrone perchè è colui che le dà quella sicurezza e quella forza che le manca.
      Immagina il master come un attaccante calciatore e la slave come un portiere. Solo se c’è un portiere l’attaccante può fare il suo goal. Quindi le due persone sono complementari in questo senso. Quando una slave si lega al suo padrone lo fa perchè ne ha bisogno, ne ha un bisogno viscerale, non riesce a vivere senza quella persona forte che la guidi e le faccia anche da punto di riferimento interiore.
      La devozione non nasce in tutte le schiave, purtroppo, anzi ce ne sono molte che passano il loro tempo con diversi padroni e non provano nulla per loro. La devozione appunto presuppone un legame molto stretto e patologico, che causa una specie di dipendenza.
      Ma sono pochissime le schiave che sono effettivamente di un solo padrone e che servono una sola persona. In giro ci sono molte donne che si fanno frustare da chiunque e che non usano affatto la loro mente nè hanno devozione per nessuno.
      Mi spiace dirti queste cose ma è quello che ho constatato personalmente, anche nel mio ruolo di Mistress, e perciò ho scritto anche quel post in cui ho deciso di lasciare questo ambiente.
      Non c’etra Freud nè Jung, non sono certe letture a fare di una persona quello che è realmente. Ma il più delle volte c’è molta gente che fa credere di essere ciò che non è, è questo il guaio. Anche in questo ambiente, che dovrebbe essere ristrettissimo e selezionatissimo, ci sono invece dei fanfaroni e ciarlatani della peggiore specie.
      Quando parli di rapporto mentale, io posso dirti che è vero, prima di tutto la dominazione nasce nella mente. Cioè è il desiderio che guida la persona a cercarne un’altra che possa darci ciò di cui abbiamo bisogno. Il desiderio non parte dal corpo ma dalla mente, là dove il nostro inconscio governa ogni cosa.
      Il desiderio di certe cose fa iniziare una ricerca ben precisa, di un certo tipo di persona, che non sempre si trova a portata di mano. Quest’altra persona deve avere anche lui un desiderio nella sua mente, per potersi legare appunto al desiderio della sua aspirante slave. Così i due si incontrano e si trovano complementari nel loro desiderio, facendo in modo poi di realizzare quel desiderio mentale nella realtà fisica delle loro vite.
      Non so se mi sono spiegata bene.
      Il master non è una persona che ha avuto una vita speciale ma un normalissimo uomo. Che deve però avere una personalità dominante, questo è il suo punto di forza che attira le schiave. Ma non sempre quei master che ti dicono che hanno avuto o hanno molte donne al loro servizio dicono la verità. Prendi ogni cosa sempre col dubbio se sia vera o no. Ci sono infatti molti master che si vantano di aver piegato chissà quante teste femminili e poi invece non sanno nemmeno cos’è la dominazione!
      Stai molto attento e soppesa sempre le parole che ti vengono dette. Se hai bisogno di altre spiegazioni puoi anche scrivermi. Qui è un pò limitato per lunghe spiegazioni.

  4. Luca says:

    Ti ringrazio molto e ti sei spiegata benissimo, non so bene come funziona il sito ho visto solo dopo dove registrarsi, ho fatto un po di confusione. Ho letto tutto con attenzione, capisco il rapporto tra Master e slave e sono d’accordo è così. Il punto focale però è proprio il carattere dominante, un’uomo normale non può avere, un vero carattere dominante, è la vita e le esperienze accumulate fuori dal bdsm a renderti così, è l’alchimia tra i desideri e il carattere forgiato a rendere una persona un vero Master, di questo ne sono certo, ed è una alchimia rara. Ma come dici tu semplicemente molti mentono. Quello che mi stupisce è che non avendo avuto ancora rapporti diretti sia arrivato a queste conclusioni semplicemente cercando solo di parlare con chi aveva i miei stessi desideri. Evidentemente ho un mio modo di vedere le cose ed è giusto così, e tutto questo è solo una mia riflessione io vado avanti per la mia strada sperando di trovare quello che cerco.
    In effetti avrei una domanda, quanto di quello che un Master da alla schiava, a influenza sulla vita di lei, quanto può ricavarne da usare per se stessa?
    Ti scriverei volentieri ma non so quale sia la email giusta, non sono un gran internauta.
    Ti ringrazio ancora e anche per il tempo che mi potrai dedicare.
    Tanti saluti.

    • amleta says:

      Un uomo normale tu dici non può avere un carattere dominante. Mi spiace smentirti ma ci sono moltissime persone che sono dominante nella loro vita “normale”. Un carattere dominante non lo si crea, ma si sviluppa fin dall’infanzia. Però non tutti gli uomini dominanti sono dei perversi perchè la perversione è una cosa che riguarda la sfera emotiva e sessuale. Quindi anche se per esempio un dirigente d’azienda è dominante, non è detto che sia anche perverso. Così come una persona dal carattere passivo e non dominante nella vita normale non è detto che sia un sub o masochista perverso.
      Non è strano che tu abbia capito queste cose solo parlando con delle persone, infatti anche a me è successo in molti casi di non aver bisogno di procedere con delle esperienze dirette per trarre delle conclusioni. Forse uno sguardo dal di fuori è più obiettivo rispetto a chi ci sta dentro e magari non si accorge di certi particolari.
      E’ scoraggiante vedere con che facilità certa gente che non è nè dominante nè sottomessa si faccia passare per tale, però una mente come la tua capisce subito la differenza tra chi recita un copione e chi no, giusto? Fai bene allora a vedere le cose per come stanno e a trarre delle conclusioni. E’ chiaro che vivere la dominazione è una carta in più per capire di cosa si sta parlando, e spero che magari tu abbia questa opportunità. Ma la prima cosa da fare è saper scegliere bene la persona.
      Vorrei rispondere alla tua domanda via mail perchè qui davvero lo spazio è ristretto e certe volte il commento non viene preso e perdo tutto.
      Quindi ti scrivo la mia mail così puoi rifarmi la domanda sulla schiava e ti risponderò: viperajones@virgilio.i

  5. mastrodesade says:

    L’immaginario (reale), di mastro: come mamma t’ha fatta 🙂
    ridissimo

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