DUE OPPOSTI UGUALI

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Il fuoco ha mai incontrato il mare?

Il mare ha mai incontrato il ghiaccio?

E cosa c’è mai stato tra due opposti uguali?

Quali leggi sfideremo col nostro essere?

Quali regole infrangeremo col nostro amore?

Più vicini, più vicini ancora, più legati di prima,

cosa potrà farci rimanere così uniti?

Vedi cosa si sprigiona dal dolore e dal piacere?

Vedi cosa porta appartenere ad una essenza doppia?

Quello che sei tu sono io, quello che vuoi tu voglio io.

Non c’è altra dimensione che la nostra,

e quando il fuoco e il mare uniranno l’aria

allora avremo finito di sospirare gemendo insieme

e respirando con lo stesso cuore.

 

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ISOLA INTERIORE

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Sulla mia isola interiore mi preservo da leggere conquiste.

Sulla mia isola di dolore mi procuro rocce da scolpire sul mio cuore.

Perenni nevi e gallerie si scavano nella mia carne con le tue parole

e il piacere riaffiora senza dovermi nemmeno toccare.

Non ho scelta, non l’ho mai avuto

perchè tutto diventa niente

quando tu compari all’orizzonte.

Quella danza di maschera di giullare

che tieni in viso per farmi scordare

quell’essere che dentro di te desidera tutto,

quella danza che vuoi fare solo con me,

in quel ballo che sogni da una vita intera.

Quell’incontro che decide il futuro

delle nostre passioni al di fuori

di quello che viviamo senza volere.

Vestiti solo di te, Mr Hyde,

perchè quel filtro che hai ingoiato

lo avrai direttamente dalla mia bocca

e non sarà dolce come ti aspetti.

Io cammino sopra la mia isola,

e qui aspetto, in mezzo alle rocce,

dentro il mio cuore di pietra,

che stacchi dal tuo viso

quel tuo sorriso che mi ha rubato il mondo.

 

 

CREATURA STRANA

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Sono quella creatura strana che tu chiami simile alla tua.

Sono quella creatura diversa così simile a te.

Sono quell’essere che tu non volevi essere.

Un pò una un pò altra.

Anche tu, un pò uno un pò altro.

Solo di notte congiunti da un sogno segreto,

solo di notte nudi uniamo le nostre anime vestite di mare.

Dentro al tuo corpo risiede il mio spirito,

dentro al mio spirito governa il tuo corpo.

Non dire nessuna parola, respira soltanto.

Ora dormo con te, mio giullare.

Non svegliare il mio sonno,

fa che io creda davvero di poter essere tua.

Fa che domani sia reale come oggi

e che le nostre vite abbiano quel senso

che cercavamo nell’oblio del nostro dolore.

Non svegliarmi, non voglio scoprire che ho sognato di nuovo!

 

IL CORVO BIANCO

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Seduta candidamente sul tuo braccio

su ciò che è rinato da ceneri bianche ghiacciate.

Dal dolore estrapolato dalle preghiere vitali dette senza fiato.

Rimango sul tuo braccio senza volare,

sono rimasta sul tuo braccio

senza mai spiccare il volo.

Tu credi alle lussuriose agonie

che colpiscono al cuore prima che al cervello

e l’infarto dell’orgasmo che ci aspetta

avrà la voce di un corvo bianco.

Rimasta immota come un fardello

da appendere alla tua cintura,

come una chiave che penzola dal tuo stomaco

adesso ti riempi di piume bianche così candide.

ma non sei angelo ma solo corvo bianco.

Riduci la fessura del mio sguardo

perchè l’azzurro potrebbe accecarmi:

non sono più abituata ai fondali del tuo mare,

non ho mai visto i tuoi occhi danzare solo per me.

DITA

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Mi chiamo “Dita” e posso toccare il tuo spirito.

Ti porterò dentro le vertebre del mio mondo, dentro il midollo del mio cervello.

Sono la sciamana delle ombre di fuoco.

Sono la danzatrice dei serpenti di metallo.

Sfrego le mie mani perché ti ho riportato indietro dalla mia morte.

Ho riavuto il tuo scalpo ed ora potrò segnarlo col mio sigillo.

Nella tua mente metterò ogni mio pensiero.

Nella tua vita metterò ogni mia volontà.

Non sarai che il mio devoto prigioniero.

Dentro la tua gabbia potrai costruire vie di fuga

Ma io ti scoverò nell’aria e nella nebbia

e sempre ti riporterò indietro.

Io governo la mia morte e la tua vita.

DIVENIRE FOCO

FUOCO

 

Che io potessi divenire pioggia acida per corroderti.

Che io potessi divenire fuoco per incenerirti.

Che io potessi divenire tua sovrana era scritto in ogni pergamena.

Che io potessi riprendere le fila della storia lasciata a metà.

Che io potessi scovarti nel fondo di ogni tua vita quotidiana.

Che io potessi diventare tua padrona era scritto nelle stelle.

Tu così consumato dal tuo desiderio rinnegato!

Tu così perduto nel tuo disobbediente capriccio di avere un altro destino

Tu così debole da finire dalla mia padella alla mia brace.

Se avessi potuto arrostirti come un uccelletto nei tuoi fagioli

ti avrei risparmiato ciò che invece è stato preparato nel brodo caldo per te.

Non sono stata, non sono stata mai finora, ma è giunta l’ora,

le ali ricomposte di pine dorate, le labbra colorate d’argento,

il mio cuore di metallo che spilleranno i chiodi per il tuo amore

e ti crocifiggerò al mio dominio come un topo nella trappola.

Non sapevi che avresti avuto modo di toccare ciò che ti fa più ribrezzo.

Non sapevi che avresti avuto modo di toccare solo ciò che ti ordino.

Non sfiorerai il mio volto se non obbedirai ai miei comandi.

Non sfiorerai mai il mio volto coi tuoi ignobili occhi

Poiché ti sei voluto privare della mia presenza senza il mio volere

il tuo desiderio di poter vedere i miei occhi sarà straziante.

Poiché hai voluto respirare senza il mio cuore

il tuo desiderio di riavere amore sarà devastante.

Il calice che mi hai fatto bere sarà ancora più velenoso per te,

infedele servitore disobbediente, che hai avuto la presunzione di pensare

di poter fare a meno della tua signora e padrona.

Quel male che hai fatto ti si riverserà fino all’ultima goccia

dentro la tua gola arsa dal desiderio di un bacio mai dato.

UNA MASCHERA DI GIULLARE

giullare

Sempre questa maschera porterai come condanna

alla tua superbia inopportuna, alla tua persistente ritrosia

che ha sprecato notti e giorni per diventare obbedienza.

Sempre questa maschera porterai come condanna

per aver dimenticato quello che dentro di te aveva voce

e per aver coperto i tuoi respiri di quel silenzio atroce

che mi ha dilaniato l’esistenza.

Sempre questa maschera porterai come condanna

per esser rimasto in piedi, a ridere per ogni colpo che sei riuscito a dare,

e questa maschera non toglierai mai perché su di te

è il tuo unico alter ego che riuscirai a sopportare

prima di far morire il tuo cuore nelle mie mani di ferro.