IL MIO RECINTO

stefaniasantarcangelo-hangingontoreality

 

I congegni onirici che riempiono i sogni diurni

appartengono al rosso calore di quella voglia di evasione

che precede l’appartenenza alla vostra assenza.

Legarsi ad un fantasma di tale potenza,

legarsi ad un fantasma con tale esigenza,

con insistenza persino, con pessima costanza.

Potreste essere l’unico, potreste essere il solo,

potreste essere UNO, ma defilate gli obblighi

di tale piacere.

Non scendo nessuna scala, non salgo nessuno scalino,

non proseguo, mi fermo.

Non sono che UNA, inutile presenza superflua

nella vostra vita intensa,

un granello di polvere sulla vostra giacca,

e se cadessi a terra sarei salvata

solo dalla mia mente che non cede mai.

Questo recinto che mi avete messo

per tenermi nell’ovile dove potete attingere

al mio latte prezioso, questo recinto è diventato

così stretto e così desolato

da rendermi bestia selvaggia

nelle mani di altri sparvieri

che mirano alla vostra stessa preda.

Un teatro di muscoli in erezione

che palpano la mia dissoluta ragione

e la mia voglia è solo quella di sparire

non più per mano vostra.

Confesso, non avete il tempo di potermi dare tempo.

Confesso, aspetto la risoluzione migliore per un errore di scelta.

Quando la ghigliottina cadrà sulla mia testa

la mia mente sarà già lontana da tutto questo processo.

 

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