IL CANTO DEL CORVO

TheCrowWhyHQ 008

Sotto le radici nere del cuore, radici , stroncate, volutamente schiarite, ripulite;

il corvo realizza la sua guarigione muovendosi sul raccolto del giorno

separando semi cattivi dai buoni, svolazzando come un servo prezioso

sul mantello dell’aria postando pezzi di vento rilucenti di ossessioni.

Là dove la ferita pullula di sofferenza inaudita

là il corvo mette i suoi artigli e i brandelli di carne volano,

le rive si colorano di azzurro e il ponte si schianta sul fiume.

Non c’è un passo che io possa dare senza che tu dia un passo.

Non c’è un passo che io possa concedere senza che tu conceda un altro passo.

Stinte le guance fino alla pelle, stinte le pupille fino alle stelle

dove può arrivare il mio sguardo che cammina lento

arriverà la tua distanza di stanotte.

Prendimi e agita le tue ali sediziose dentro il mio buco stellare

poichè nei voli dei pianeti è scritto che non dobbiamo ancora perire.

Non c’è passo che io possa fare senza che la tua mano si muova insieme al mio piede.

Non c’è passo che io possa concederti senza che tu conceda la stessa direzione alla mia mano.

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