L’ULTIMA PAROLA

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Sarai profeta della mia prigione,

Custode della mia sottomissione.,

grande scoprutore dei miei paesaggi fisici.

Ti darò il mio oceano e berrò il tuo sangue per morire della tua vita immortale.

Oh Sir, si può avere più dolore del dolore di non averti ancora visto?

Un fiore che cresce sotto la luna odia il sole ma aspetta con pazienza colui che illuminerà ogni suo germoglio per farlo sbocciare.

Credimi mio Sir, questa vita senza di te non ha alcuna goccia di sudore e nessun gusto del piacere.

Tutto è insipido se le tue pallide mani non sfiorano il mio collo per stringermi a te.

Abbi compassione di questo cuore in agonia per qualcosa che ancora non ha conosciuto.

E senza voce spiro con un’ultima parola: “Sì, Sir”

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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