SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

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In un’ora imprecisa il Coniglio Bianco faceva il suo giro di conquiste.

Farfalle fedifraghe, uccelletti dispersi, tori da monta e insetti intriganti.

Tutto andava a finire nel suo brodo.

Ma esisteva una Alice che sostava all’imbocco del cunicolo e quel giorno lui la vide.

Lei aveva quei capelli rossi che il sole adorava e il suo sguardo era di una ingenuità disarmante.

Il Coniglio Bianco si fermò di scatto rischiando un tamponamento e poi suonò il clacson, aspettandosi una reazione da parte di lei.

Ma Alice non aspettava nessuno e quindi rimase ferma immobile a fissare gli alberi della strada.

Il Coniglio Bianco si spazientì e all’improvviso accelerò adirato.

Quella ragazzetta aveva sfidato la sua buona intenzione.

Così quando quella sera la rivide al pub, mezza ubriaca, volle farle pagare la sua indisposizione.

Ma la fanciulla era in buona compagnia e le stavano attorno diversi ragazzi tutti sorridenti.

Il Coniglio Bianco si fiondò davanti a lei, la prese per mano e le parlò.

Alice sgranò gli occhi e non credendo a quelle parole tornò al suo entourage.

Il Coniglio Bianco offeso e nervoso uscì a fumare cento sigarette.

Dopo l’intossicamento autolesionista andò a prendere la macchina, dichiarando la sua sconfitta, ma sul cofano vide seduta la ragazzetta  astrusa.

Quindi, aprendo lo sportello con gentilezza, fece salire la sua nuova schiavetta, dimenticandosi dell’intera fauna della foresta metropolitana.

E Alice, seduta comoda sul sedile di pelle freddo, aveva già le mani legate e il morso alla bocca e sorrideva per aver sedotto il suo secolare Padrone.

( Copyright della storia di Amleta Bloom)

ANELLO DELLA MIA CATENA

0_5zVgKlcruEiP8BtoQuante catene vuoi dentro di te?

Sono più pesanti di una storia di libertà interiore.

I miei anelli segnano simbiotici cicatrici sulle braccia e sui piedi.

Sei pronto a uscire dal tuo ovile e rimanere appeso al mio dominio?

Sembri un cucciolo impaurito dal cammino sconosciuto e il tuo tremore è sublime.

La carne duole più dell’anima perchè riceve più amore di quanto ne possa sopportare.

Sono generosa e uso catene più lunghe per slacciare i tuoi pensieri dai tuoi desideri.

Sei spossato e ridotto all’ultimo fiato ma non demordi e vuoi soddisfare ogni mia voglia interiore.

Devi respirare ancora tanto, così incatenato, per accedere alla mia Volontà e sospendere ogni piacere per il mio ludibrio su di te.

Abbassi gli occhi perchè sai che l’inizio è cominciato e mi sono permessa di farti finire nelle mie mani.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DOLCI LEGACCI

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Nel nido di corde custodisco il silenzio dell’obbedienza.

Rendi ogni filo più stretto e ogni legame più astringente.

Vedo di te la tua arrendevolezza al mio abbraccio di iuta.

Diventi il tronco attorno al quale annodo le mie radici.

Sei calma e tenera con questa dolce imbracatura.

Non ho bisogno di legarti più stretta perchè sei come una preda non costretta e afferrata dai miei legacci selvaggi.

È un gioco da Padrone esperto, quello che ti lascia il respiro sudato.

Un meraviglioso abbraccio che ti dono con la maestrìa di un rapinatore di sospiri.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

UN CUORE IN SOSPESO

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Dominio di rosse passioni appese alla luce del cuore.

Luccichi quando diventi mia.

Luccichi quando vai via e mi lasci da solo.

Quando ti appoggi al mio cuore e diventi una schiava sei soltanto un cuore appeso alla mia mano.

C’è un nemico dentro di te che io devo sempre mettere all’angolo: il tuo orgoglio devastante che ti rende subdola.

Vuoi imporre il tuo volere, a me tuo Padrone, ma diventi una serpe che si morde la coda.

E ti appendo ad una catena sottile come la tua pena.

Il tuo dolore mi è necessario perchè io sono l’unico che può aprire i tuoi battiti e unirli tutti a me stesso.

Sei così diversa dagli altri cuori infranti.

E i pezzi che mi offri sono così preziosi e così brillanti che li tengo sempre stretti in mano per ricordarmi della tua devozione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)