PIEGATA DAL BUIO

buio (1)

Mio Signore, il buio è arrivato

e mi sto preparando per la trasformazione finale.

Il mio cuore ha smesso di battere,

il mio cuore è pronto per il dolore.

Al suolo già sono,

a terra, per piegarmi al vostro volere.

Io sola, con questo manto di carne pulsante,

la mia anima volata via per sempre.

Vi prego scrivete sul mio corpo

tutto ciò che è vostro ordine,

ed io eseguirò ogni vostra perversione.

La mia morte ve la offro,

la mia vita ve la offro,

non c’è nulla ormai

che si oppone al vostro comando.

Legatemi.

 

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LA STABILITA’ DELLA SLAVE

William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_The_Youth_of_Bacchus_(1884)

Ci sono schiave che girano come il vento. Elemosinano punizioni di qua e di là. Si fanno legare e possedere da chiunque. Elemosinano dolore ad ogni porta di master che le accolga come bisognose cagnoline su cui sfogare i propri ardori.

Anime perse, instabili, che non conoscono altro che la voce del corpo, del desiderio di sofferenza e che non hanno la più pallida idea di cosa sia appartenere.

Che bisogno hanno tali donne se non quello di essere maltrattate e basta! Per ognuna di loro va bene qualsiasi uomo, qualsiasi frusta e qualsiasi sguardo.

Esse chiedono solo punizione e sofferenza e questa la possono sempre ottenere da chiunque. Non hanno la minima coscienza di sè e dell’altro. Sono annegate nel bisogno di essere battute e questo solo conta per loro.

Non cerano emozione, amore, legame, protezione. Sono come quei cani randagi che prendono il cibo da qualunque mano glielo porga e non distinguono un maniaco da un vero padrone.

Queste donne mi fanno pena, perchè si considerano schiave, ma schiave di chi? Se invece di un collare ne portano molti allora non ha senso dirsi di qualcuno in particolare.

Esse sono schiave che girano come il vento, vanno col primo che la prende, non gli importa se ci sia ardore, passione o devozione. E gli uomini, non li chiamo padroni perchè non lo sono affatto, che se le prendono sono degne di loro.

Ben diversa è la scelta di una slave che ha deciso di donarsi ad un solo padrone. Poichè il donarsi è una cosa speciale. Non è un fatto fisico, non è una questione d’amore, nè una cosa solo mentale.

Una schiava che sceglie di servire un unico Signore e Padrone, si dona senza riserve, si dona completamente e mantiene stabile la sua adorazione per la stessa persona; qualsiasi burrasca venga e qualsiasi vento possa soffiare, ella si tiene ferma ai piedi del suo Padrone e non vive della sua punizione ma della gioia di poterlo far felice con qualsiasi cosa ella sia capace di fare e sopportare per Lui e solo per Lui.

 

 

QUANDO UNA SCHIAVA DICE “NO”

Quando mai nella  storia umana mondiale si è visto uno schiavo che si lascia incatenare senza prima ribellarsi? In quale circostanza o situazione bellicosa una persona può accettare di diventare schiava senza prima tentare una ribellione o un’evasione?

Se si pensa che una persona che non è mai stata resa schiava si arrenda senza prima provare a mordere la mano che la vuole imprigionare o ribellarsi a quel potere che la vuole dominare, non si conosce l’anima di una persona libera.

Una persona libera ha un suo orgoglio, una sua autostima, la percezione di un proprio valore e perciò quando a tale persona si vorrà dire cosa fare e come farlo è chiaro che la prima reazione sarà l’aperta ribellione, l’opposizione, il tentativo di fuga e colui che tenta di mettere il giogo a questo spirito libero avrò non poche delusioni, visto che invece si aspettava una resa facile e totale.

Quando si avvicina la possibilità che le catene si stringano al collo, ai polsi o ai piedi, alte saranno le nostre resistenze e tutto il nostro essere si opporrà a tale imposizione. Se esistono persone che non si oppongono e che docilmente accettano subito il ruolo di sottomessi/e allora queste persone non hanno carattere, personalità, senso di sé e orgoglio.

Ogni essere vivente normale si ribella alla costrizione  e alla forza che un altro essere vuole esercitare e che gli viene imposta, poiché il senso della libertà è così insito nell’essere umano che quando si prospetta una situazione in cui questa libertà verrà tolta la prima reazione è negativa.

Una schiava che dice “NO” non lo dice perché non è umile o non sa cosa significa lasciarsi andare. Questo NO deve essere inteso come ribellione logica di un essere che cerca di non venire imprigionato in un ruolo che gli viene dato dal padrone. Il potere che gli viene imposto dal padrone è così forte che la prima reazione è un NO di sfida quasi e questo un bravo master dovrebbe metterlo in conto specialmente quando ha a che fare con una persona che non è mai stata sottomessa.

Più un padrone è forte e deciso nel suo intento e più dovrebbe tener conto di queste ribellioni come di un comportamento normalissimo in una slave non esperta. Il primo NO della schiava deve essere considerata una prova per dimostrare la pazienza e la cura che il padrone metterà nell’affrontare ogni tentativo di ribellione e di opposizione ai suoi comandi e ordini.

Se il padrone al primo NO rinuncia alla sfida vuol dire che non dà il giusto valore alla sfida e alla condizione di libertà della schiava da modificare. Ci vuole molto tempo perché una persona che si considera libera possa affidare se stessa al potere di un altro. Ancor più difficile se la schiava ha un carattere forte e una personalità ben precisa.

E’ fin troppo facile piegare colombelle pronte a dire sempre sì, mentre una schiava che dice no, che si oppone, che ragiona, che sfida, è più impegnativa ma ciò deve spronare il padrone ad esprimere ancor di più il proprio valore e la propria potenza su di questa.

Non esiste una persona libera che possa davvero amare la perdita della propria libertà ed è per questo che un padrone deve dimostrare la sua tenacia e la sua pazienza nell’insistere pacificamente nei tentativi di mettere il morso alla giovane puledra.

Quando si tenta infatti di domare una puledra selvaggia molte volte il domatore cade a terra perché l’animale scalcia e si oppone alle redini e alla sella. Dev’essere il padrone a dimostrare la calma, la pazienza e l’accortezza nel voler condurre l’anima ribelle alla resa totale di sé. Questo richiede tempo e non è una cosa che si ottiene subito, a meno che la schiava in questione sia una vera masochista che desidera solo sevizie e torture.

Così come non si nasce schiavi di nessuno, non lo si diventa certamente quando si incontra un potere maggiore! Ma ci si trasforma in slave quando l’amore del padrone rende tali, attraverso modi comprensivi e gentili. A nulla serve la forza fisica o il dolore per piegare un essere libero. Bisogna usare intelligenza,  astuzia e amore.

cavall

 

( english version)

When ever in human history the world has seen a slave who is left chained without first rebel? Under what circumstances or warlike situation a person may agree to become a slave without first groped a rebellion or escape?

If you think that a person who has never been enslaved to surrender without a first try to bite the hand that wants to imprison or rebel against that power that wants to dominate, do not know the soul of a free person.

A free person has his pride, his self-esteem, a sense of their own value and so when you want to tell that person what to do and how to do it is clear that the first reaction will be open rebellion, the opposition, the attempt escape and who tries to put the yoke I will have this free spirit than a few disappointments, seeing that he expected a yield complete and easy.

When approaching the possibility that the chains are gripping the neck, wrists or feet, high will be our strengths and our whole being will oppose this tax. If there are people who do not oppose that and now meekly accept the role of submissive / and then these people do not have character, personality, sense of self and pride.

Every living being rebels against the normal constraint and force that wants to be another exercise and that is imposed, since the sense of freedom is so inherent in human beings that when promises a situation in which this freedom will be removed before the reaction is negative.

A slave that says “NO” does not say it because it is low or does not know what it means to let go. NO This should be understood as rebellion logic of a being who tries not to be imprisoned in a role that is given by the owner. The power that is imposed by the master is so strong that the first reaction of NO is a challenge and this almost a good master should take this into account especially when it has to do with a person who has never been subdued.

A landowner is strong and resolute in its intention and should take into account most of these rebellions as a normal behavior in a slave is not an expert. The first of the NO bond must be considered as evidence to demonstrate the patience and care that the master will put in dealing with any attempt of rebellion and opposition to his commands and orders.

If the master on the first NO renunciation of the challenge means that does not give the right value to the challenge and the condition of freedom of the slave to change. It takes a long time for a person who considers himself free to entrust herself to the power of another. Even more difficult if the slave has a strong character and a personality very precise.

And ‘all too easy to bend doves ready to always say yes, while a slave who says no, which opposes that thinks, that challenge, it is more challenging but this should spur the owner to express even more of their value and their power on this.

There is a free person who can really loving the loss of their freedom and it is for this reason that an owner must prove his tenacity and his patience in insisting peacefully in attempts to curb the young filly.

In fact, when you try to tame a wild filly many times the tamer falls to the ground because the animal kicks and is opposed to the reins and saddle. It must be the master to show calmness, patience and foresight in wanting to lead the soul rebel to surrender himself completely. This takes time and is not something that you get immediately, unless the slave in question is a true masochist who only want to beatings and torture.

So as not born slaves of anyone, certainly not you become when you meet a greater power! But there becomes slave when the master’s love makes such ways through understanding and kind. It does not help the pain or the physical strength to bend a free being. You must use intelligence, cunning and love.

L’APPARTENENZA

In un bosco pieno di belve dove le fauci stanno sempre spalancate un’anima inquieta perde il suo sonno alla ricerca del padrone. Un’anima che non conosce regole, limiti, confini e leggi. Uno spirito ribelle che non si piega davanti a niente. Un’anima che sfida il cielo e la terra. Che aspira all’inferno mentre respira il paradiso. Boccheggiando si spera di arrivare alla meta ma nel frattempo si può anche annegare.

Uno spirito senza una guida vaga senza meta fino a stancarsi. Un cuore senza marchio rimane sospeso tra le tempeste, viene colpito da tuoni e ghiaccio. Mentre si vola si cade e ci si schianta al suolo se le mani di un padrone non si sporgono a prendere la piuma leggera che ha scelto di cadere.

Il peso della propria essenza viene alleggerito dall’incontrare quella forza opposta e forte che si incastra con la nostra forza debole che sarà all’altra sottomessa. Quando gli occhi del padrone scelgono la preda egli sa già che le sue dita scriveranno il futuro di quell’anima che si è lasciata scegliere.

E così come il cielo sovrasta la terra e non succede mai l’inverso, il padrone entra nella mente della sua schiava come un serpente che infido striscia sul seno di una essenza vergine per corromperla e farla sua. Nessun esempio può calzare a pennello se non quella della prima tentazione per eccellenza, quella di Asmodeo rivolta alla donna di un altro, Eva, che davanti al demone si arrende così facilmente e senza rimorso.

Il demone astuto non usa né un bacio né un approccio fisico ma le sue parole sono così convincenti che l’anima della donna è subito catturata e portata dalla sua parte. A nulla servono le parole di Adamo per distogliere la sua compagna da quel cibo succulento che gli è stato messo davanti.

Per molti secoli si è pensato che la donna fosse associata a quel demone che l’ha così facilmente convinta alla corruzione del corpo e dell’anima. Ma proviamo a immaginare cosa aveva di diverso questo diavolo tentatore che Adamo non possedeva! La forza! Quell’uomo che Dio creò dal fango non aveva la forza di prendere una decisione, non aveva la forza di osare, non aveva la forza di rischiare. Eva invece disse sì, e disse il suo sì ad una forza maggiore che gli si proponeva così apertamente.

Ecco perché un padrone non è un uomo come gli altri. Magari esteriormente può anche essere confuso con uomini qualunque ma un’anima persa sa subito percepire quale forza si cela dietro quegli occhi e affidare se stessa a quella energia oscura che ha un magnetismo invincibile.

Quando l’anima trova la sua ragione di vita, quando viene colta e tolta alle belve feroci che la vedono solo come proprio pasto, allora e solo allora l’anima sa di aver trovato quella mano che sa prendere il frutto e offrirglielo senza indugio e con decisione. E quell’anima sarà per sempre legata a quella mano che gli ha offerto la scelta di poter essere se stessa e uscire da quel Paradiso che le è stato imposto. Così Eva accede alla conoscenza suprema e riconosce d’istinto il suo signore, mentre Adamo rimane nella sua ignoranza e non riesce a smuoversi dalla sua condizione di insicuro e debole.

Appartenere ad un demone non è una scelta, è una cosa che avviene perché nel nostro karma c’è scritto che doveva succedere. Esser scelti da uno spirito oscuro che ci guiderà verso l’abisso è un privilegio unico e non si può spiegare. Appartenere ad un demone non è una necessità del cuore o del corpo ma una necessità essenziale per chi stava perdendo la speranza di poter vivere la propria condizione di schiava come unica strada per esprimere la propria natura.

L’appartenenza è abbraccio ma anche assenza, pensiero e astinenza, cuore e dolore, morte e vita insieme. L’appartenenza richiede la sofferenza estrema di potersi unire finalmente al proprio opposto e ad esso esser legati oltre le leggi umane. Chi dal buio appare e non è buio, non porta con sé la luce ma illumina lo stesso il cammino che prima non si riusciva a vedere.

p

 

( english version)

In a forest full of wild animals where their mouths are always open a restless soul loses his sleep to find the owner. A soul that knows no rules, limits, boundaries and laws. A rebellious spirit that does not bend at nothing. A soul that challenge the heavens and the earth. Who aspires to hell while breathing paradise. Gasping is hoped to reach the goal but in the meantime you can also drown.

A spirit without a guide wanders aimlessly until he was tired. A heart with no mark remains suspended between storms, is struck by lightning and ice. While flying is falling and we crashed to the ground in the hands of a master does not protrude to take the feather-light that has chosen to fall.

The weight of its essence is relieved from meeting the opposing force and strong that fits with our weak force, which will be subject to another. When the eyes of the owner choose the prey he already knows that his fingers will write the future of the soul that is left is to choose.

And just as the heavens are above the earth, and it never happens the other way around, the master enters the mind of his slave as a treacherous snake that crawls on the womb of a virgin to corrupt essence and make her his. No example can fit like a glove except that the first temptation par excellence, to Asmodeus turned to another woman, Eve, in front of the demon surrenders so easily and without remorse.

The cunning demon uses neither a kiss nor a physical approach but his words are so convincing that the soul of the woman is immediately captured and taken his side. In Adam’s words are useless to divert his companion that food succulent that has been pulled over.

For many centuries it was thought that the woman was associated with that demon who so easily convinced of the corruption of the body and the soul. But try to imagine what was different this tempter that Adam did not have! The power! The man that God created the mud had not the strength to make a decision, had not the strength to dare, had not the strength to take risks. Eva instead said yes, and he said ‘yes’ to a force majeure that was proposed so openly.

That’s why a master is not a man like other men. Maybe on the outside can also be confused with any men but a lost soul knows immediately perceived as a force behind those eyes and entrust herself to the dark energy that has a magnetism invincible.

When the soul finds its raison d’être, when captured and taken to wild beasts who see it as their only meal, then and only then the soul knows he has found the hand that knows how to take the fruit and offer it without delay and firmly. And that soul will forever be linked to the hand that offered him the choice of being able to be herself and get out of that paradise that has been imposed. So Eva accesses the supreme knowledge and instinctively recognizes his master, while Adam remains in ignorance and can not budge from his condition of insecure and weak.

Belong to a demon is not a choice, it is something that happens because our karma is written that had to happen. Be chosen by a dark spirit that will guide us toward the abyss is a unique privilege and can not be explained. Belong to a demon is not a necessity of the heart or the body, but a key requirement for those who were losing hope of being able to live his condition as a slave as the only way to express their nature.

Membership is hug but no, thought and abstinence, heart and sorrow, death and life together. Membership requires extreme suffering to be able to finally unite to its opposite and be bonded to it than human laws. Who is the dark and not dark, not light, but brings with it the lights the same way that the first one could not see.

AVERE UN PADRONE

Avere un padrone vuol dire avere la volontà di perdersi in lui e nelle sue mani. Seguirlo in ciò che dice di sè, della sua storia unita alla nostra. Avere una guida significa non sentirsi più soli. Non sentirsi dispersi e confusi.

Avere una persona che si prende cura di te vuol dire che non devi più pensare, non devi dire, non devi aspettare più che tutto questo avvenga. Un solo momento decide ciò che ne sarà di te per il resto della vita. In un solo secondo lui decide cosa sarà meglio per te.

Avere un padrone significa trovare la via, la direzione da seguire per arrivare ad essere ciò che lui desidera che tu sia. La sensazione di dipendere dalle sue decisioni, dai suoi desideri, dalle sue fantasie in qualche modo fa sentire bene, fa sentire sereni.

Non dobbiamo più avere paura di noi stesse e possiamo fidarci finalmente di qualcuno che sa cosa siamo, cosa potremo essere e di cosa abbiamo bisogno. Una persona che possa farci sentire non sbagliati, non diversi, non imperfetti. Questo lo può fare solo un padrone accorto, sensibile, intelligente e gentile.

Perchè noi siamo materia grezza fino a quando non conosciamo una persona che possa plasmarci, che possa trovare dei punti da limare, da valorizzare. Perchè un vero padrone vede il capolavoro che farà di noi e ci renderà tali usando proprio al meglio i nostri difetti peggiori.