SPUNTINO VELOCE

81657d35336cc3b27081ea87dd776ac0.jpg

Stuzzichino, sei il mio spuntino veloce.

Attraverso il mio pasto io ti cibo del mio potere e tu godi come un delfino.

Il mio cibo preferito sei tu ma preferisco anche altro.

E tu aspetti il tuo turno nel piatto.

Io sazia faccio un riposino, dopo lo spuntino.

E tu aspetti.

Aspetti.

Aspetti.

Digiuno.

 

Advertisements

OMBRE

202675746a211a0c0d-l-o

Là dove il sole illumina la mia voglia.

Là dove i ricordi prendono luce dalla tua memoria.

Là riplende la tua devozione per la mia dominazione.

Hai imparato la pace del dolore che porta alle tue rinunce.

Hai imparato a scorgere la tua stella nel buio e sono io a illuminarla,

quando decido io e quando voglio io!

Sei il mio possesso preferito, il mio terreno di coltivazione umana.

Non c’è altra tua speranza che non sia nella mia divina persona.

E tu sei come un monaco ubbidiente che recita sempre la stessa litania:

” Sono tuo. Sono tuo. Sono tuo.”

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LA FORMA DI UN BACIO

a23ccbfa9ff45053aa22b3d2900eb6d1.jpg

Un caso mentale di crinoline attorcigliate.

Un caso patologico di belva non addestrata, liberata dal cuore,

nel buio di un giorno cancellato dal calendario.

Una sconosciuta presenza, una candela divisa a metà.

Due ritratti appesi a due pareti opposte,

due ritratti che ritraggono una sola belva felina.

Uscita da una foresta reclusa da bambina,

parla una lingua magica e mai parlata,

strega, megera, matrona senza figliole.

Una cosa che si posa sugli occhi che dormono,

una cosa mostruosa che serrata detiene il potere

di dire di sì e di no.

Una donna sdoppiata con un bacio:

dove ha piantato la sua ombra

è rimasta solo una figura senza forma.

 

IL CARNEFICE ENIGMATICO

georgegrosz-rememberuncleaugusttheunhappyinventor1919

Un punto interrogativo cablato dentro il nucleo mentale

Abbottonato risente di lame fugaci che addentano il cuore.

Quale rebus mostra il suo sorriso?

Quale enigma dimostra la sua cangiante personalità?

Rivolto ad un passato espropriato dalla sua fonte.

Riscritto dentro la vagina dentale.

Come stregone verde, piagnucoloso,

dalle verdi lacrime gelate.

Ammazzare la colpa della morte,

ammazzare il desiderio contorto della ragione,

è un modo di poterti evitare.

Il disegno di un bianco coniglio sulla mano

dove bruca il tuo verme pineale,

dove la tua urgenza di far del male

rimane escrescenza e segno sulla fronte distesa.

Ogni possibilità tagliata col rasoio

su quel torace che sfida ogni volo con tenacia

ma rimane a terra quando il vento cala.

 

DISGREGAZIONE DELLA VOLONTA’

Tomasz Alen Kopera

Il cipiglio, un libellum, un infingardo sussurro di voce senza voce.

Quello che l’orecchio non ode ma che l’aria sente.

L’hummus che erode ogni strato di pietra del muro di difesa.

Una violenza subdola peggiore del suono del tuono.

Crudele trappola per capovolgere la direzione mentale.

Sonda per l’anima.

Sonar interno incursore.

Suona una nota sempre uguale.

Bussa ad un muro di energia diseguale.

Positiva presa di carne prima di lasciare la presa.

Soddisfazione subliminale per una via traversa.

Unica via per dialogare, tra cervello e cervello,

uno scambio tra livello e livello.

Poderose connessioni cerebrali,

come un fantasma chiami il mio nome,

e rimani appeso al contorno di un suono

che proviene solo da te.

Spargi la mano là dove il fumo

lascia solo la forma della mia mente,

e non si riesce più ad avere quell’anello

a cui agganciare la catena.

IL DESTINO CAPOVOLTO

prigioniero_del_gioco_HD

Afferrato, tenuto in mano, lasciato andare,

gettato via, ripreso, ritrovato, rifiutato.

Destino crudele o nefasto quel dado che male ha girato?

Uno, due, cinque, sei volte lanciato in aria,

caduto, afferrato, schiacciato.

Due punti, sei punti, otto punti,

simili a decisioni prese da un lato

all’altro della vita.

Non si può esser sicuri

se è stato il caso a farci nero e bianco,

o se l’amore era l’unica via per star sotto il volere delle stelle.

Quale ordito è nascosto dietro le facce del cubo?

Chi mai ha scavato nel centro di un simile pensiero ostinato?

Tutto è andato storto, disse il giocatore,

tutto è stato giocato disse il tempo,

ma un posto è rimasto vuoto,

la sedia è calda ancora,

il giocatore dov’è andato?

Il gioco ha avuto la meglio,

e il jolly è scappato con la coda tra le gambe.

IL BOSONE X O ANTIPADRONE

HJc0e9

Colui che distrugge, colui che rovina,

colui che detiene le leggi della devastazione.

Colui che erode il viso, le mani, l’affezione;

colui che nasconde la corteggia del suo grigiore.

Colui che stanca le nocche a bussare dove non è atteso.

Colui che orfano rimane in sospeso.

Colui che emana un nuovo tipo di forza,

che viola le regole divine.

L’antipadrone, il perturbatore,

l’unico disturbatore di traiettorie infinite,

unificatore indiretto di correnti divise.

Pacificatore silenzioso in una guerra scatenata

dentro la ragione in decadimento.

Colui che oltraggia, colui che sbriciola,

colui che inverte la connessione;

colui che germina distanze improbabili,

colui che accerchia, che differisce persino da se stesso.

Bosone che libera la sua materia.

Bosone che diventa antimateriale.

Bosone che annienta ciò che ha creato.

Bosone che diventa nullificato.