L’ULTIMA ARMA

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Deposta l’ultima arma inconscia

sui petali di rosa che avete strappato

dai mie capelli ribelli;

io depongo la mia guerra

sulla vostra corazza senza buchi

e lascio che il vostro potere

mi entri dentro la gola assetata

del vostro ardore.

Ogni amore è limitato

da un sogno impossibile,

ma il nostro legame è una cosa superiore.

Superiore l’ardimento che mettete

nel tenermi prostrata ad aspettare

una vostra parola, un vostro intento.

E il tormento squisito della mia corsa

verso il vostro congegno mentale,

mi rende gustosa ogni vostra pietanza interiore.

Io sono la bimba che volevate da divorare,

poichè l’Orco digerisce le mie spine e il mio veleno,

senza alcuna esitazione, e in un solo rigurgito

vien fuori il mostro che siete e il mostro che io sono.

Riposta l’ultima arma, io fedele vi sono, con anima e corpo,

e ogni visione di voi è solo di voi, poichè siete il solo demone

ad avermi carpito il senno che non avevo riposto ancora

nella mia custodia di legno ben chiusa.

LABBRA SUADENTI

Bendata per non scoprire nei vostri occhi

il forte desiderio di avermi con voi ogni notte.

Bendata dalle vostre mani che chiudono i miei occhi

io posso assaggiare le vostre labbra suadenti

che spirano dentro le mie labbra desideri segreti.

Respiri dentro respiri che non danno pace,

sospiri dentro sospiri che non danno luce.

Il vostro oscuro fiato mi è entrato in gola

e dalla mia anima non vuole uscire.

Mio Signore, mi avete stordita

col vostro malvagio essere immortale,

ed io ormai sono presa in un incantesimo spettrale,

che mi lascia gelida e insensibile a chiunque altro non siate voi.

Nessuno è come voi, solo voi esistete, solo voi siete ciò che io desidero.

Voi siete fuoco dentro di me e brucio di passione immorale.

Io brucio mio Signore, sulla croce del vostro altare,

mentre voi siete chissà dove

ed io mi lascio crocifiggere dal dolore

di non potervi sedere accanto

mentre le strade si confondono

e la meta spero di essere sempre e solo io.

DUE PORTE NERE

Carne della mia carne,

sangue dal mio sangue,

due porte nere spalancate

dal tuo immenso potere,

due porte nere

che non sapevo esistessero,

legate prima col fino di rose rosse,

ora aperte dalle tue astute mosse.

Le porte nere della Lussuria,

che apri dentro al mio inferno

non hanno serratura

eppure tu hai trovato

la chiave giusta per poter entrare,

mentre rimango sulla soglia

tu stai già coi piedi sulla mia schiena;

mio Signore, tu sei più veloce

di un velocissimo animale,

e senza fiato mi lasci

quando ti sento ansimare

per il desiderio di avermi

e non potermi conquistare.

 

CASTELLI DI DOLORE

Hai costruito così bene

castelli di dolore sulla mia anima

che dopo il tuo perdono

le torri continuano a svettare

contro il cielo azzurro.

Hai cucito così bene

le mie labbra e la mia lingua

che anche dopo aver tolto il morso

io rimango zitta e non chiedo di parlare.

Sei così subdolo e perfido

da costruire tutto e non farlo da solo,

perchè le emozioni che procuri

sai che dentro di me già ci sono,

e le volgi a tuo favore

come un bravissimo prestigiatore.

Hai già scavato sotterranei nel castello

così da poter arrivare a me

senza farti nemmeno vedere,

ed io nel cortile che cavalco

non mi rendo conto di galoppare

sul desiderio di poterti avere.

Magicamente impressa

la tua faccia sul mio viso,

non so come hai incollato

questo tuo ghigno

al mio sorriso,

ma mi rimane dentro

la tua figura di mostro

che adoro più di ogni principe che conosco.

 

DAMMI LA PRIGIONE

La prigione che si sta stringendo

dentro la mia carne,

è così dolorosa,

così inattesa

da non poterla combattere.

Non si può combattere

il proprio bisogno di soffrire,

non si può non finire a terra,

per dimostrare amore.

Rompere la mia abitudine

alla sofferenza per trovare una nuova ragione

di poter avere questa situazione animale.

Una parte di me si sta stendendo

sotto al gelo di quell’essere rabbioso

di cui temo il sincero desiderio

di volermi rivoltare da ogni parte.

Sto rompendo l’abitudine

a farmi del male da sola,

mi rimetto alle mani di un altro,

così da poter avere la ragione

per lacrimare ancora nel buio.

Non sono più confusa,

vedo com’è chiaro il dolore

che sento dentro questo errore

di volermi sottrarre al mio essere

preso nella sua prigione carnale.

PIETRE NELLO STOMACO

Pietre nello stomaco,

un peso per un perdono

che sarà mia dura pena.

Pietre sul cuore che soffre,

tempesta e lacrime,

per la rabbia che dovrò patire

sulla mia pelle vergine.

Pietre nello stomaco

e male dentro l’anima,

la prima prova non superata,

lo sconforto di non essere buona.

Dal collare al vuoto totale,

un solo passo e il baratro si è aperto,

sotto i miei piedi.

Pietre sullo stomaco

che dividono il possibile dalla speranza,

una divisione dentro il mio sogno,

una punizione inaspettata.

Un solo respiro e tutto potrebbe sparire,

in una sola volontà a cui devo obbedire,

una volontà così forte da ridurmi in puro dolore.

 

SOTTOVETRO

Sono una mosca sotto il bicchiere di vetro

che hai posato su di me.

Sono una mosca che hai catturato

senza nemmeno provare a catturarmi.

Sottovetro le mie ali sbattono velocissime,

tu mi guardi e aspetti che io smetta di agitarmi

per mangiarmi in un solo boccone.

La mia carne di mosca bianca ti piace,

non è come quella di plastica che trovi in giro,

la mia carne bianca ti attira e ti rende audace

nel prendermi così sotto la tua protezione.

Io posso cambiare per te,

io posso diventare ciò che tu vuoi che io sia,

posso smettere di essere mosca, farfalla, insetto

e diventare l’animale che tu preferisci.

Anche se porto le ali tu potrai staccarmele,

anche se ho un cuore tu potrai eliminarlo,

anche se ho una voce tu potrai zittirmi,

anche se ho due labbra chiuse tu potrai baciarmi

ed entrare dentro il mio cadavere

per farmi resuscitare da questo letargo invernale

e farmi fiorire come la tua più bella orchidea rosa.

Io vestirò i panni di quel sogno che tu hai sognato finora,

io vestirò dei tuoi pensieri e dei tuoi desideri

e sarà questo il mio vestito migliore.

Presto! Fai presto!

Io non posso più aspettare di morire

nelle tue forti mani.

Ho il crepacuore, sospiro e….

Catturami, non voglio più volare come una mosca

ma voglio stare sottovetro sulla tua scrivania.

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IL SIGNORE DEI MOSTRI

O signore dei mostri, eccelso esemplare di forza e intelligenza,

voi che siete capace di vedere al di là di me ciò che io sono,

il tempo di oscure passioni è finito.

Ora silente vengo ai vostri piedi e mi lascerò tappare la bocca,

per non dirvi sì perché voi già lo sapete,

che sono del vostro sangue,

che sono del vostro desiderio.

Essicca la pioggia sul mio cammino,

fai crescere fiori senza spine,

incatena il mio destino alla tua volontà.

Libera la mia anima usando le tue corde,

nella magia della speranza che ho di potermi

snodare come tu mi vuoi, come tu vuoi che io sia.

Non c’è disagio con te, non c’è difesa,

non c’è poesia da poter usare

per far capire quanto mi illumina

la tua oscurità serena.

Non vacilli mai, non esiti mai,

sei così fermamente deciso,

così fermamente preciso nella tua scelta.

Io non sono che piccola stella

per te che sei cielo così vasto e notte così buia.

Signore dei mostri, mostra la tua scienza raffinata

nel confermare la mia immaginazione ostinata

che ti vede come unico forte Signore eccelso,

che potrà ricevere un premio diverso

per l’ostinazione e la perversione

di ogni suo gesto atto a catturare la mia attenzione.

Quanti mostri e animali in giro mio Signore dei mostri,

ma tu rimani l’unico e solo ad avere la forza

di uscire allo scoperto e lasciarti guardare

perché i tuoi occhi sono magici davvero e singolari,

ed il mio sguardo non può alzarsi da terra

per osservare il tuo sguardo nel vedere me

così già sottomessa come tu non pensavi che fossi.

Mio Signore, hai osato, hai perdurato, hai continuato a insistere,

e la mia resa hai ottenuto.

Ora dai inizio a questa favola e lasciami sentire

la tua potenza senza eguali nel cambiare il mio essere

da nero in rosa con un solo tuo ordine,

un sussurro soltanto che mi fa amare persino

ciò che ho sempre detestato.

IL SEGNO DELLE GRINFIE

Stringerai la mia anima dentro le tue corde,

stringerai il mio corpo con le tue mani,

toccherai l’inferno e lo renderai paradiso,

non posso che vedere dovunque il tuo splendido viso.

Stritolerai ogni mia resistenza,

stritolerai la mia impazienza,

e come una farfallina trafitta

sbriciolerai le mie ali per darmene altre

più forti perché costruite da te,

dal tuo desiderio di farmi volare in mano tua.

Non mi muoverò, mi lascerò immobilizzare dalla tua voce,

la tua faccia sarà nascosta da quella maschera di latex che non ho mai visto.

Non rimarrà nulla di vivo in me,

non rimarrà nulla di vero in questa filigrana di anima,

ogni cosa di me sarà tua e tu sarai la mia aria nera.

Ingoierai la mia resistenza interiore,

divorerai il mio sistema pulsionale cardiaco,

e inizierai la tua finale conquista torcendomi,

strizzandomi e violando quella carne che ha voglia di te.

C’è un solo modo per iniziare ad esistere

e tu mi aiuterai a scoprirlo, mio Orco Cattivo.

Le tue grinfie sulla mia carne lasceranno il segno

della tua passione per ogni mia fiaba,

tu sarai l’unico fortunato possessore

di ogni mio respiro mortale.

La tua carne stringerà la mia carne

e insieme sconfiggeremo l’amore

con la forza che tu mi darai

e con la debolezza che io ti donerò

per essere finalmente la tua bimba nel bosco

ritrovata dal tuo fiuto di mostro.

IL FILO SOTTILE AL PETTO

Soffrirò bene, te l’assicuro

perchè  m’incarno in ogni croce che vedo al muro

e spiro come quell’uomo misero e infelice.

Scopri la mia pasta di argilla religiosa,

fammi pregare sulle tue ginocchia

e punisci le mie preghiere con le tue catene arruginite.

Voglio sprofondare nel seme della tua sapienza,

voglio sprofondare nell’orribile sogno di me che non ti voglio.

La tua ombra mi insegue ma non mi trova,

la tua faccia mi rimane come un aforisma ancora non letto.

Quale sguardo avrai mentre ritorcerai il tuo cervello

dentro al mio?

Quale sguardo avrai mentre sceglierai di proseguire

la strada che porta alla dissoluzione di entrambi?

I miei occhi ti vedono,

i miei occhi ti guardano,

nel buio ti vedo desiderare ciò che è già tuo.

Mi riduco in polvere di dolore

per farmi prendere dalla tua scopa,

mi riduco in silenzio per rendermi degna

del tuo silenzio.

Cosa sarò io per te, mio stregone crudele?

Cosa sarai tu per te, signore delle magie perverse?

Ogni legame è un nodo scorsoio,

quante costole hai strofinato

prima di arrivare al cuore delle cose?

Il mio petto è vergine,

e nessun filo ha mai fatto segno

e finora ho respirato infelicità

perchè non conoscevo il tuo dono.

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