I FIORI DEL DOLORE

Fleur du Mal I

 

Dai fiori secchi posson crescere rose.

Dai fiori marci posson crescere margherite.

Dai fiori secchi posson nascere cose misteriose.

Ogni stelo scrive sulle corolle con linfa nera.

Ogni stelo scrive su ogni petalo

con linfa amara.

Dalle anime secche posson nascere gemme.

Dalle menti ritorte posson nascere cristalli.

E tu che sei giardiniere dei numeri infiniti

puoi far crescere ramificazioni di iperboli

dai cespugli di rose fino ai bordi di margherite.

Nelle tasche porti i semi della tua Primavera

ma indossi uno sbiadito grigio che ti sotterra

nei vasi dei sogni che annaffi con tanta attenzione.

Arbori di dominio sono bagliori di albe ancora non spuntate

sul vestito dei miei fiori secchi caduti sulle vostre aiuole per caso.

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IL GIARDINO SEGRETO

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Vieni piccola bimba

a giocare dentro al mio giardino segreto.

Cosa ci sia ancora non sai,

cosa vedrai della mia vita tu sola lo saprai.

Dentro le mura ignote

dove l’edera ha fatto un vestito alle pietre

tu sola puoi venire a giocare con me.

Vieni piccola bimba,

questa porta murata

è quella entrata che devi distruggere

per colpirmi al cuore.

La piccola bimba raccoglie fiori di peni,

conosce ogni sapore diverso,

conosce ogni gesto perverso,

e sa che li odia tutti questi organi succulenti.

Il giardino è pieno di strali,

il giardino è pieno di piante

che si sono attorcigliate

a quella statua di uomo di marmo

che sta proprio in mezzo al prato incolto,

quell’uomo il cui volto rimane a lei noto,

da un lontano passato

in cui lei non era ancora nata.

NEL LABIRINTO

leliaburroniL'UOMO-LABIRINTO

 

Nel labirinto, nel labirinto

si entra da una porta senza serratura,

ci si trova dentro a proprio piacimento.

Nel labirinto, nel labirinto

si trova una dama che non si vede ancora,

si trova una strana creatura,

talvolta donna, Arianna,

e talvolta Minotauro.

Nel labirinto, cosa cerca Teseo?

Quel filo che entra ed esce

dalle stanze della mente

è una fila di numeri primi

che s’inseguono come radici di scale

che scendono e salgono nel cuore.

O Teseo, tu che sei il Minotauro,

sciogli quel filo che porta all’unica incognita

che ancora non conosciamo.

Sciogli quel filo che non lega gli spazi

al di là e al di qua dal mare.

Su due isola noi viviamo:

la tua è Terra e la mia è prigione.

Non si vedono sbarre nel labirinto

ma esse ci sono, e s’incrociano

nella mia ragione.

O Minotauro, tu che sei mostro umano,

quale diagonale potrà unire le nostre anime lontane?

Nel labirinto, nel labirinto

c’è una dama oscura che non ha paura,

nella fanciulla un cuore di mostro rimane a vigilare,

e l’entrata dei solchi rocciosi

sembra così verdeggiante

eppure è buia la strada

che non porta a nessuna uscita.