SONNAMBULA

La-Sonnambula-007

Aprimi la tua notte.

Cosa sogni nella tua notte?

Aprimi i tuoi sogni,

lasciami camminare

sulle stelle che coprono la notte.

Lasciami camminare

sui tuoi occhi che sognano.

Io ti vedo nel buio.

Io ti vedo sopra di me.

Io ti vedo con me.

Come la luna che cerca

il proprio riflesso in ogni stanza oscura,

così io mi aggiro per casa,

cercando la tua ombra.

Come una sonnambula

tormentata da un desiderio

striscio sul parquet i piedi nudi

e vago come una larva di fata.

Dentro questo petto

le ramificazioni di dolore

hanno messo radici,

e non cessano di espandersi.

Come una malattia mortale

io sento dentro di me

giungere la fine di me stessa.

In mezzo alla notte,

io apro il mio petto,

le mie viscere

e guarda!

Guarda cosa c’è dentro!

Non sapevo che una fiamma potesse mordere così tanto!

 

DELIRYA

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Sono come un vampiro

in astinenza di sangue.

Sono come un licantropo

in assenza di luna piena.

Sono come un drogato

a cui manca l’ecstacy.

Mi rigiro e mi agito

come un’anima dannata.

Perchè ho scelto voi?

Perchè ho scelto di soffrire?

Questa cosa mi fa troppa paura,

mi fa astinenza nelle vene,

mi ribolle nello stomaco,

dentro tutta la carne

c’è una cosa che mi dissangua.

Voi non siete solo in questo momento,

e anch’io non sono sola:

perchè vi ho scelto così simile

alla mia condizione?

La notte è un’agonia!

Mi manca l’aria!

Dormo nuda e la mia carne grida.

Da quando ho assaggiato il vostro cuore

sto morendo di una malattia che non comprendo.

Questo non è dolore, questa non è sofferenza.

Ditemi cos’è, ditemi vi prego cos’è.

Il mio cuore sta uscendo di senno,

sono impazzita?

Cosa mi sta succedendo?

L’astinenza dalla vostra forza

è una morte peggiore

di quella fisica.

IO VI VOGLIO!

 

 

PURPUREO FIORE

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Solo per Te

il mio purpureo fiore

sboccia di petali, nettare e amore.

Solo per te

il mio purpureo fiore

si avvicina alla luce

per risplendere meglio

del suo vivido colore.

Solo per te, mio Signore,

dipingo il mio vestito

di rosso fuoco

perchè vediate

la passione che mi accende

e l’ardore che ho per voi.

Il mio purpureo fiore

si colora del vostro colore,

per sbocciare meglio

tra le vostre mani-

Il dono del mio rosso fiore

non è simbolo solo simbolo di domani,

ma segno che solo su questo rosso tramonto

io mi spezzerò il cuore per darvelo

e farvelo ricomporre,

ponendolo sullo stelo del vostro frustino,

così da potermi frustare

col mio stesso roseo destino

di esser finita sul vostro fertile terreno

ed esser sbocciata solo grazie al vostro calore.

Solo per Te, io apro i miei petali,

e ti lascio guardare cosa in fondo io sono

e cosa potrò diventare.

 

IL MIO CUORE POLARE

cuore gelido

Annaffia la mia pura acqua

con la tua forte birra,

mordi la mia morbida carne

con le tue fauci affilate.

Strappa da me ciò che ti appartiene,

non un urlo soltanto,

ma tutte le grida che ho gridato invano finora,

prima che arrivassi tu, mio Signore.

Estirpa da me ogni oltraggiosa resistenza,

fa che il corpo non vibri da solo

e non sia mai sazio del vibrare del tuo corpo.

Innesta la tua mente nel mio pensiero:

io non sono vaso vuoto

ma tu lo svuoterai

per metter dentro

ciò che tu solo hai deciso.

Mi lecco il labbro, irrequieta,

perché ancora non so come sarà

il tuo attacco frontale.

Finora solo minuscoli assalti

per ridurmi il cuore in briciole,

ma presto userai l’artiglieria pesante

per sbloccare ogni sotterraneo

e innescare le tue bombe migliori

per farmi esplodere di dolore e piacere.

Fonderai il mio cuore col tuo calore?

Fonderai questo mio cuore polare

per farlo sciogliere nel tuo?

Il mio cuore non è corruttibile,

poiché spirito e non materia

aleggia nel suo nucleo.

Il mio cuore batte, sì,

batte per te,

ma non si sgela.

Piegare il mio corpo è semplice,

il desiderio mio ti vuole,

ma piegare il mio ghiaccio

è sfida migliore per la tua forza infuocata.

Sublima il ghiaccio e rendilo vapore,

così che io possa farti respirare

ciò che è racchiuso da moltissimi anni

nel buio del mio mondo interiore.

THE KING

Principi sono passati in molti

sotto le finestre del mio castello.

Cavalieri alati e non,

con spade fiammeggianti

ed elmi argentei e infrangibili.

Guerrieri di ogni tipo,

coraggiosi e ardimentosi,

tutto dichiaravano

lo stesso amore,

lo stesso desiderio.

Ogni loro arma era buona

per farmi cambiare decisione,

ogni loro rosa era un dono così scontato

che mai le ho messe in un solo mio vaso!

Quanti canti e quante poesie ho ricevuto,

io, piccola sovrana di un regno così oscuro,

ch’essi non ne hanno mai visto il confine.

Quante lotte hanno fatto

per donarmi il frutto migliore,

colto dall’albero del mio giardino,

scontrandosi per ottenere il mio dolce favore.

In mezzo a tanto caos di guarnigioni bellicose,

senza cavallo, senza spada, senza rosa

giunse un uomo che aveva per unica arma

le sue mani e la sua mente.

Io chiusi la finestra,

non volevo vedere

quella luce oscura

che mi attirava fuori,

ma dovetti scendere fino all’ultimo scalino

dalla mia torre dorata

per sentirmi dire ch’ero proprio io

la fortunata.

Con un solo sospiro nero

feci sparire tutti i guerreggianti

dal mio giardino,

aprii la porta,

e accolsi Lui.

Un Re si riconosce

non dalla corona,

ma dalla forza

che porta sempre

nel cuore .

 

 

 

IL MIO PADRONE

Il mio Padrone è sole raggiante,

stella cocente e calore d’infinito.

Il mio Padrone è asfalto sicuro

e immenso precipizio

dove cadere a braccia aperte

sicura d’esser presa.

Un colore differente in mezzo ad altri colori,

un colore che ancora non conoscevo,

un colore che sa di cattura, perdizione,

metallizzata passione di entrambi

legati da una corda in perenne tensione.

Il mio Padrone è notte fonda,

respiro oscuro e abissale dominazione,

spina all’occhiello e cintura piegata

sul mio collo.

Il mio Padrone è gigante

e mi rende piccola,

come una formica

davanti ad un formichiere.

Il mio Padrone è regno

dove trovo il fiume che mi ristora,

il vento che mi accarezza i capelli,

e la frusta che mi spezza la schiena.

Egli è creatura di rugiada e acciaio,

mischia fuoco e ghiaccio insieme,

per sorridere di me

e farmi annichilire,

con la sua perfida ragione mentale.

Il mio essere intero fibrilla,

quando egli istilla in me la sensazione

di essergli essenziale, e ciò mi rende forte

senza esser più forte di Lui.

Il mio Padrone veglia sul mio sonno,

e mentre io sogno di lui,

lui non sognerà di me

poichè io sono soltanto

la mano con cui mi ama

e si dona completamente a me.

CHE INFERNO SIA!

Vorrei salvarmi dal dolore che mi darai

e di cui non potrò fare a meno.

Evitare di ingoiare il mio futuro incerto

senza poterlo digerire nel mio cuore.

Vorrei stupirti dicendoti che non ho più nulla da desiderare

se non te, così come sei e come mi prendi.

Vorrei evitare che il morso di un legame stritoli il mio collo

ancor di più che la stretta di un collare,

ma è troppo grande questa cosa per me:

l’inevitabile bisogno di te.

Troppo intensa l’ansia che palpita nel mio corpo,

troppo immensa la voglia del tuo potere su di me.

Se questo è solo l’inizio non oso immaginare

come sarà straziante il resto che dovrò vivere,

perché ormai mi sei così essenziale, così inevitabile,

così viscerale e non posso fare a meno di volerti.

Sono spaventata dall’idea di esser buttata via

alla fine del percorso e messa sul calendario

delle tue slaves consumate e lasciate.

Non è possibile per me accettare mai

di esser messa in un mucchio di altre,

e la mia dannazione ormai è farne parte.

Il mio dito è già tra le labbra, quando ti penso

questo è il gesto che faccio, perché desidero,

desidero la tua carne sulla mia anima,

e se inferno dev’essere che inferno sia!

sometida

IO AUDACE

Quali pensieri ha Egli

in questo momento?

Quali preoccupazioni,

quali timori,…?

Che decisioni deve prendere?

Che situazioni sta vivendo

ed io non gli sono accanto?

Quale cuore batte

nel suo cuore

in questo momento?

Quale riposo riposa

nel suo corpo?

Io sono audace

a credere ch’Egli beva come me,

che cammini come me,

che faccia le cose che faccio io,

che sia simile a me.

Quante volte Egli ha scacciato

la mia immagine dalla sua mente?

Quante volte avrà cercato

di non pensare a me?

Quale altro modo avrà trovato

per vivere senza vedermi, toccarmi, baciarmi?

Quale piacere lo coglierà

quando le nostre anime diventeranno carne insieme?

RAPIMENTO

Quando mi rapisti

che io non me ne accorsi neanche?

Quando giungesti

al mio capezzale,

per prenderti le mie ora di sonno,

che non ti vidi nemmeno arrivare?

Quando mi portasti via da me

senza nemmeno usare l’acceleratore,

e guidando senza di me?

Così me ne andai da me stessa

per arrivare a te, mio Signore,

come una sonnambula,

cogli occhi chiusi

e l’immagine di voi dentro le mie pupille.

Voi mi rapiste con un gesto veloce,

così come il vento rapisce una debole fiamma

ad una candela posta sulla finestra aperta.

IL RAGNO E LA FARFALLA

ROVENTE CARNE

Io mi chiedo

co’abbia di rovente

questa carne mia

per bruciare così tanto?

E mi chiedo ancora

cos’abbia questa mente

di malsano

per provare simile emozione

che divora l’intero mio animo?

Cosa fa di Lui, il mio Padrone,

una così speciale presenza

che non tollero

la più minima assenza?

Cosa lo rende a me

così necessario

che non mi seda nessun altro tipo

di pensiero o uomo?

Io mi chiedo ancora

perchè il risveglio mio

abbia portato me

al suo terribile dominio?

Perchè sia l’unico a poter fare di me

qualcosa che io sento così desiderabile,

perchè è così dentro di me questo bisogno atroce?

La confessione peggiore

è di aver creduto

di poter fare a meno

di un simil potere!

La medicina migliore

per la mia malattia

è il tocco del suo virus peggiore

nel DNA dell’anima mia.

fan