AL MIO MAESTRO

Tu, mio maestro di spine e croci,

tu che porti l’oscurità sulla tua pelle,

tu insegnami a distruggere ciò che sono.

Tu, mio signore tatuato, mio sublime padrone,

insegnami ad uscire dalla mia vita per diventare dea.

Tu che sei stato iniziato da un sovrano eccelso,

tu abbi pietà di me e guidami nella strada di pietre

dove possa morire sul selciato correndo per venire da te.

Tu hai guardato e visto ciò che mi angoscia,

tu hai porto la tua mano per farmi rialzare,

tu, mio maestro, senti ciò che porto dentro il mio cuore.

La mia disperazione è nera, la mia anima è nera,

tu la ricoprirai con la tua pelle oscura.

Ti prego, maestro, fa di me un nulla che possa servirti.

Quella sera, potevi trafiggermi, potevi uccidermi,

e invece mi hai salvata.

Mio Re Scorpione, mio leone del deserto,

portami nella terra dove il fuoco è davvero caldo.

Voglio bere da te l’essenza della morte infernale

ed essere degna della tua mente sublime.

Mio maestro, eviscerami con cautela,

prendi le mie valvole cardiache e riducile in poltiglia,

voglio morire per mano tua ed essere morta!

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LA VOSTRA MANO SU DI ME

La vostra mano possente e sicura

ha reso il mio essere più profondo

così leggero da esser rinchiuso tutto

nel vostro gesto di dominio su di me.

Là nell’angolo di me che voi avete scoperto,

c’era stato soltanto il vento e il mio fiato.

Ora, mio Re Scorpione, so che posso darvi

tutto di me senza dubitare che voi lo accogliate

nelle vostre membra forzute e nella vostra anima dolcissima.

E per essere degna io mi legherò

alla vostra lingua viscida che mi bagna l’anima

e porterò nei miei capelli il vostro sublime odore.

Costante sarà la mia gioia nel rivedere

gli occhi che mi desiderano e la vostra mano

che non riesce a fermarsi per avere ciò che più desidera.

O mio Re Scorpione, nessun altro ha saputo vedere

la meravigliosa gioia di potervi appartenere,

e solo i miei occhi vi guardano, con l’ardore di una schiava,

attendono le vostre parole come formule magiche

che cambiano in vile piombo in oro.

IL DOLORE

Terra e dolore

Terra e implorazione, supplica,

terra e pietre, polvere e profumo di fiori

nel buio di un bosco senza luce,

ho piegato il mio capo sotto la tua mano enorme.

Ogni segno lasciato dalla prima prova

non sarà mai dimenticato.

Poiché il buio ha racchiuso

Il segreto di due anime perverse

che si sono affidate l’uno all’altro

nell’oscurità del verde

che tutto rende silenzioso.

Sei stato misericordioso

e le mie urla hai raccolto

nel palmo della tua mano

che mi esplorava.

La mia bocca grida il tuo nome,

la mia paura è scomparsa,

e adesso voglio ciò che più mi ha  spaventato!

UN FIORE DELICATO NELLE VOSTRE MANI

La vostra potenza è dominio della natura,

vibrazione immensa e tremenda:

come fermare un toro che ha tutta l’energia

dalla sua parte?

Io, misero fiore, delicato e sensibile,

finito sulle pietre, in ginocchio,

per offrirvi solo il mio dolore.

Io, fiore puro e candido,

che avete strapazzato con mano forte,

con estenuante rispetto e passione,

ha già i segni delle vostre mani e l’odore del vostro corpo.

Dura è la condanna per me, giovane anima,

ma la vostra verga saprà raddrizzare

ciò che è cresciuto storto.

La mia chioma profuma del vostro frutto

e la mia gola ha il vostro stesso sapore.

Tutte le mie fantasie si son realizzate

in un solo incontro perché la vostra bravura è amore,

perché voi riducete il mio spirito in briciole

e lo divorate con la vostra fame.

Adesso non posso sognare altro

se non la vostra potenza su di me

che piega il piccolo fiore

per farlo sbocciare meglio.

UN VERO MAESTRO

Un leone in mezzo ai lupi

Non ha bisogno di ruggire per catturare

La sua preda.

Un leone in mezzo ai lupi

Dimostra la sua forza senza esitazione.

Una risposta a tante mie domande,

un dominio fisico e interiore.

Occhi che vedono al di là

del corpo e delle paure,

mani che prendono la carne

con la passione di un animale:

ero solo materia grezza

ma tu hai saputo mettermi in ginocchio

per iniziare a plasmare la mia vita;

e col pianto che ti ho dato

hai scelto e liberato il mio cuore

dal peso di tutto il mio passato.

Un vero maestro si riconosce

da come riesce a vedere già il capolavoro

che ricaverà dalla sua allieva.

 

 

IL RE SCORPIONE

Una ressa di bestie incalzava sulla preda,

una ressa di padroni desiderosi di carne fresca.

Nel caos generale di intenti e decisioni non prese,

uno scorpione scorgendo la preda indifesa

ha allungato la sua coda appuntita e, punta la preda,

l’ha tirata a sé con forti braccia e potenza mentale.

Il suo colore è diverso, il suo animo è istinto puro,

la sua mente scivola sul cuore senza sfiorarlo neanche.

Il Re Scorpione è nero come il buio,

nero come l’oscurità che si porta dentro,

nero come la passione che ispira i suoi intenti.

Mani di fantasia e cuore di carne.

Occhi che mostrano le viscere dell’anima.

Senza voce, senza parole, senza spingere nemmeno

è entrato inesorabile dentro la mia mente.

Nessuna magia, nessun sortilegio,

nessuna progettata conquista,

soltanto una presa sicura e la preda è catturata.

La dolcezza del suo sguardo e la potenza della sua volontà

hanno reso il mio spirito vittima del suo volere.

Ora ogni cosa sarà scoperta, ogni cosa sarà esplorata,

ogni pezzo di me avrà il suo segno e il suo amore.

Il Re Scorpione è arrivato nella mia vita e regnerà sovrano.