GUARDA COSA C’E’ DIETRO

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Mi sono tolta ogni maschera con te,

mi sono tolta lo sfizio di essere me stessa.

Ora guarda cosa c’è dietro questo viso

che ti chiede di risparmiare questa anima

dal tuo tocco infernale.

Questo spirito già corrotto

questo spirito guasto,

lo vuoi davvero?

Guarda che groviglio

sta dietro ai miei occhi smarriti.

Guarda come trema la mia voce

quando pronuncia il tuo nome.

Non è cosa da nulla per me

cercare di vedere oltre,

al di là di questa montagna

che mi sovrasta.

Tu sei una montagna sotto il mio lago,

tu sei il cielo sotto la mia terra.

Tu sei quella cima su cui ho paura di volare,

perchè voglio le tue ali forti su cui reggermi,

io non ce la faccio da sola.

Voi siete un falco, un serpente, un orco…

io sono solo una bimba.

 

STACCAMI LA TESTA

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Staccami la testa,

è l’ultimo ostacolo tra me e il mio cuore.

Staccami i pensieri che corrono veloci

sulla tua testa che si gira per cercarmi.

Dal mio collo stacco ciò che si frappone

tra me e voi mio Signore,

la mia mente che corazza il mio cuore.

Da me slaccio quel nodo che mi opprime,

che mi tiene dalla parte della mia volontà.

Io voglio solo sprofondare nella vostra mente,

voglio solo essere il vostro fiore da sciupare,

il vostro giocattolo da smontare.

Staccatemi la testa,

mi fa male rimanere attaccata

a ciò che non è ancora vostro,

questo rifugio in me che non ha per voi posto.

Questo nido di calabroni

dove mi sistemo sul trono

e mi lascio servire.

Tiratemi giù dal mio piedistallo,

strappatemi la corona,

umiliatemi e distruggete il mio vestito

di pezzetti di gelo interiore.

Io voglio spogliarmi di quel terrore

che mi ferma sulla soglia

quando voi entrerete nel mio sogno.

Venite e toglietevi lo sfizio di non mentire a voi stesso,

poichè ciò che temo io è ciò che voi desiderate insieme a me.

 

OSTAGGIO

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Avete preso in ostaggio un organo ferito,

vivisezionato da molti tiranni interni.

Avete preso tra le vostre dita

questo organo così malandato,

che da anni non riesce ad accendersi.

Un cuore sfinito da troppi amori,

un cuore avvilito da troppi ricordi,

un solo dolore che spalma morte

sulle cellule infette.

Ora voi volete aprirlo,

cambiarne l’interno,

farne una cosa nuova.

Quale arnese vorreste usare

per rimuovere tutto il male

che vi giace da anni?

Quale potere potreste avere

per resuscitare un cuore morto

e renderlo vostro?

Uno spesso strato nero

intralcia il vostro fluido,

uno spesso strato di indigesto passato

intralcia il nostro percorso.

Mordetelo, scuotetelo, afferratelo

perchè io non lo sento più,

non voglio sentirlo,

non voglio perderlo più.

Tiratelo indietro da dove è finito,

tiratelo a voi perchè io soffro già

di quello che sento.

Perch’io già sento troppo

e voi avrete spavento di questo tuono

che terrorizza ogni uomo.

Schiacciatelo piuttosto,

ma non fatemi infartare.

Voi non siete un uomo qualunque,

voi siete il mio Padrone,

voi solo potete osare così tanto!

https://www.youtube.com/watch?v=XmGdSOhBx8E

CYBER SLAVE

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Il mio cuore meccanico esulta di gioie oliose.

Il mio cuore meccanico gioisce di vittorie realizzate.

Ogni battito che ho fatto uscire dal mio scrigno

è tornato al suo posto come prima.

Ogni battito perso dentro la vostra bocca

è tornato dentro le mie labbra.

Ho un’anima cyborg,

non sono umana,

non appartengo alla terra,

ho fiamme di metallo nel cervello.

Il vostro ardore mi sostiene,

mi rende reale, mi fa diventare animale.

Voi mio Serpente, siete prestigiatore accurato,

preciso e magicamente dosato.

Io non sono il fazzoletto che tirate fuori dalla vostra mano,

ma ho così tanti colori che potrei confordervi.

Ciò che vedete di me è una sola

ma cento ce ne sono dietro,

una che vi vuole,

una che vi teme,

una che vi si oppone,

un’altra che vi domanda altro.

Di queste cento anime ch’io sono,

una sola vi appartiene,

poichè il gregge ancora non ha il suo recinto,

e voi mi sentite belare e vi premurate a guidarmi

nel vostro ovile, ma una di me rimane sempre fuori.

Mio Serpente, questo cuore meccanico

non vuole battere, non vuole perdersi,

tenta di attraversare stelle e pianeti

per sfuggire al vostro calvario.

Mio Serpente avvelenatemi e tenetemi in vita.

https://www.youtube.com/watch?v=YOhGMOfg4gw

LA COLOMBA FERITA

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Figlia del Male: occhi di sogno e costole di uccello nero.

Vi ho lasciato strappare le mie piume contorte per risvegliarvi i sensi.

Docile sarò per non appassire: cruda carne e crudo sangue.

Come fiore maledetto che non si piega a niente, nemmeno alla morte,

io resisterò al vostro infernale sangue.

Quando il solco che si scava nel petto diventa fiume,

che erode il cuore, ci si aspetta che giunga alla foce

ma invece torna indietro e risale fino alla cima dello strazio.

Risalire in cima per farmi legare dalle vostre corde,

farmi liberare e insieme legarmi di più alle vostre mani.

Il mio silenzio vuole che ci sia ancora un domani,

un poi, un di nuovo, un insieme.

Che grande ostinazione ho, lo so bene!

Sotto un albero il violino è leggero,

persino il fumo vola via senza lasciare odore,

ma rimane qualcosa sul mio cuore

che non ha ancora parola per dire cos’è.

Sbriciolata contro il muro,

piegata da una forza maggiore: serpente dalla bocca lussuriosa,

voi siete occhi di seduttore, esigete il mio sguardo

per riconoscere la vostra potenza su di me,

piccola colomba spennata viva.

Carne e sangue e veleno di sudore,

sulle pietre ho versato il mio sangue,

ai vostri piedi soltanto, come una vittima sacrificale,

una colomba ferita.

Voi camminate ancora,

io non posso svelare il dolore che mi avete dato,

il mistero che ci tiene uniti.

L’ultimo pezzo di me l’avete rapito con un bacio.

Uccidetemi ancora ma non fatemi morire più.