COME SI SCEGLIE UN PADRONE

Sembra piuttosto scontato dire come si sceglie un padrone ossia la prima risposta che viene da dare è scegliendo colui che sa comandare. Ebbene di qualità e capacità un buon padrone ne deve avere molte però una su tutte deve esser cercata da una slave che vuole vivere un’esperienza appagante, ossia la capacità emotiva o empatia.

Ci sono parecchie persone abituate al comando sia per mestiere che per carattere ma non tutte queste persone hanno empatia o capacità emotiva, che vuol dire il modo di percepire e interagire con l’altra persona. Se un padrone sceglie una slave ma non si lega allora per questo padrone una schiava non è molto diversa dalla propria macchina che usa ogni giorno.

Allora come può una slave fare una buona scelta? Ovviamente usando tutto il tempo che ha  a disposizione, e che un bravo padrone le mette a disposizione, per conoscere il suo futuro sovrano. Così da poter sapere se effettivamente oltre alla capacità di condurre, guidare e istruire la propria slave egli sarà anche capace di tenerla nel proprio cuore e farne la propria regina.

Poichè non è il ruolo di slave a fare di questa una subalterna o una suddita del sovrano ma un vero padrone pur sottomettendo l’altra al proprio potere la considera sempre al proprio livello, sia mentalmente che psicologicamente. Quindi se un padrone ha queste accortezze allora sarà un vero padrone, se invece tratta una donna solo come un pezzo di carne o un animale allora sarà alla stregua di tutti quei maschi che sanno solo usare e gettare le loro conquiste.

Una slave ha molto modi per capire se un padrone la amerà davvero e si prenderà cura di lei per molto tempo. Un padrone non deve solo mostrare bravura nell’ordinare e punire ma avere anche la voglia di conoscere, apprezzare e considerare la propria slave un elemento essenziale della propria vita.

Si fa presto a comandare e a trovare persone che subito calino la testa. Ma un sovrano è colui che prima di tutto scende dal suo trono per accogliere la nuova venuta, la sfama con ciò di cui ha bisogno e la porta nelle sue camere segrete per condividere con lei non solo il letto ma anche una parte importante della propria vita.

Se un sovrano non prova dei sentimenti ma solo un desiderio di sfogo o di utilizzo fisico della propria schiava allora una slave saprà che prima o poi egli passerà ad un altro corpo senza alcun rimorso e come si cambia un paio di scarpe con un altro allo stesso modo farà quel padrone che non ha per la propria slave un minimo di sentimento.

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IL LEONE

Il Re dei predatori non aspetta,

non teme, non esita mai,

guarda la preda, le si avvicina,

non pensa a cosa le farà ma lo fa.

Il leone ruggisce forte

e la sua forza è la più potente,

gli altri animali

non hanno il tempo di fiatare

che lui è già con i suoi artigli

sulla preda migliore.

Il leone ha preso terreno,

ha fatto un passo dopo l’altro

per conquistare l’ambito posto

che spetta a colui che dimostra

la vera forza e predomina sugli altri.

Il Leone sa ciò che vuole

e sa come ottenerlo:

non riflette, non aspetta,

agisce e cattura, prende, possiede.

Dagli occhi del predatore

una sola energia potente

magnetizza e paralizza l’anima intera:

che possa esistere un essere umano

così forte da rendere tutto così naturale

come l’assalto di un temporale estivo.

Non si hanno più difese,

non si capisce più nulla,

tutto si confonde

quando il Leone procede

nella sua conquista.

Lo senti, lo percepisci,

il respiro soltanto dice è lui,

il Re di questa foresta

e si prende ciò che vuole

senza esitazione.

DAMMI DOLORE

Dammi dolore, dammi altro dolore,

perchè così tanto ne ho sopportato

e potrò sopportarne ancora di più.

Il mio cuore è di cemento,

il mio corpo è di ferro,

la mia mente è d’acciaio.

Dammi la sofferenza,

perchè l’amore è solo rovina,

perchè l’amore è solo tormento,

ed io voglio lasciare queste idiozie terrene,

per volare più in alto,

per scoprire un nuovo posto

dove poter vedere tutto così lontano.

Dammi ciò che mai hai dato di te a nessuna,

dammi quella parte intoccabile

che nessuna unghia ha mai sfiorato.

Io ti dono una rosa senza petali

e tu le metti le spine al posto dei petali.

LIBERAMI DI TE

Liberami di te

come si libera un corpo ferito

da una freccia avvelenata.

Liberami di te,

come si libera un cuore ferito

da una pugnalata di ghiaccio.

Liberami e imprigionami di più,

perchè il vento si è fermato

quando ho sentito questo respiro

farsi più svelto e le foglie cadere

ai nostri piedi senza fare il minimo rumore.

SPIRALE DI CORDE

Lasciami spirare in pace,

nella pace della spirale di corde

che mi legherai alle caviglie

per farmi affondare nelle tue membra.

Lasciami spirare in pace,

nella pace di quell’oblio che toglie la polvere

alle cose che non furono e che mai saranno.

Stringi di più l’anello che metterai il mio collare,

così che mai possa scappare da questo martirio

che mi stai donando.

Solo uno stretto nodo

mi può restituire il dolore che ho provato

privandomi di te fino a questo momento.

Solo intrecci stretti possono sconfiggere

i ricordi di speranze vane.

E tu, Signor “addestratore”

detta le regole e accendi il braciere,

sulla griglia rovente io porrò la mia carne

e tu potrai girarla e porle la tua spirale di corde,

fino a farmi un sarcofago di pensieri e desideri

da cui non potrò più uscire.

L’ORCO CATTIVO

Del frutto proibito un solo morso non mi bastò

e mangiai tutta la mela,

per questo riesco a vedere oltre gli occhi

dell’orco cattivo.

Era in un sogno, era in due sogni,

sempre lo stesso volto, era una precognizione?

Era in un incubo, era in due incubi, era una ossessione?

Mentre gli alberi azzurri scomparivano

e mentre volavo sopra i mari pieni di alghe,

il volto dell’Orco Cattivo, rimaneva a guardare

come avrei fatto a sfuggirgli senza uscire dal sonno.

Quando mi addormentavo sul cuscino

mi risvegliavo senza.

Quando mi tormentavo sul letto

mi risvegliavo senza aver riposato.

L’Orco Cattivo era sempre in agguato,

io ero solo una piccola cucciola,

e lui era così grande, così mostruoso,

io lo sognavo e lo vedevo ogni notte,

ed ora si è materializzato.

Un volto in un sogno,

lo stesso volto in due sogni,

gli stessi occhi che mi guardano,

Lo stesso incubo visto più volte.

Chi è questo mostro?

Chi sono io per questo gigante?

Una piccola bimba dorme

e sogna boschi, mostri, tesori e canzoni.

L’Orco Cattivo ha saputo aprire

le palpebre della fanciulla

senza toccarla con un solo dito.

E’ l’alba e la bimba si alza per seguire

il suo nuovo amico.

 

 

OSCURAMI CON LA TUA LUCE

Angeli erano scesi

Per portarmi nei cieli assisi

ma tu hai fermato il loro canto

con la tua voce imponente.

Angeli erano scesi

per salvare la mia anima

ma tu l’hai afferrata

prima che andasse altrove.

Angeli erano scesi

per contrastare i demoni

che mi strozzavano il fiato

ma tu hai fatto scomparire questi e quelli

impossessandoti di me

come uno spirito dannato.

Angeli erano scesi

per farmi dimenticare il tuo nome

ma tu l’hai scritto sulla mia fronte

ancor prima che ti dicessi

d’esser tua.

Angeli erano scesi sulla terra

per vanificare la mia scelta

ma infine tu stesso sei volato in mezzo a loro

e ti sei mostrato come colui che tra tutti

ha il maggior fulgore e la maggior potenza,

e hai scelto la tua magnifica luce

per oscurarmi.

(english version)

Angels were down

To take me in heaven

but you have stopped their singing

with your voice impressive.

Angels were down

to save my soul

but you’ve grasped

before he went elsewhere.

Angels were down

to counter the demons

I choked the breath

but you got rid of that and the

impossessandoti me

as a spirit damned.

Angels were down

to make me forget your name

but you’ve written on my forehead

even before I told you

of being yours.

Angels had descended on earth

to frustrate my choice

but ultimately you yourself are flown in their midst

and you have proved yourself as one who among all

has the greatest splendor and the greatest power,

and you’ve chosen your magnificent light

to block out.