LA CORREZIONE

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Sei così imperfetta e ti credi già una schiava esperta.

Chi ha deviato i tuoi pensieri molesti?

Ti vesti di obbedienza e rumini desideri.

Ma tu non dovrai avere alcun desiderio.

La mia catena ti porterà dove io vorrò e tu sarai il mio giocattolo schifoso.

Nulla di te è perfetto e solo io posso agire sul tuo volere e sul tuo vivere.

Sei stata tu a voler dimenticare ciò che sei stata e adesso che vuoi diventare il mio gioiello dovrai esserne degna.

Non ho pietà, non ho sentimento, non ho nessun perdono per ogni sbaglio che farai.

E il tuo viso sarà coperto di nulla se non del mio disprezzo per te, piccola insulsa stronzetta.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LA PURIFICAZIONE

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Docile dev’essere il tuo sguardo e non osservare mai altrove.

La tua Padrona è l’unica visione consentita.

Docile dev’esser la tua nuova vita, votata alla costruzione di una volontà raffinata dalle mie istruzioni.

Pulita la tua anima da ogni precedente passato, ogni dolore, ogni delusione.

Tu sola, interamente mia, saprai soddisfare la mia fame del tuo futuro.

Sempre offerta e aperta al mio desiderio oscuro.

Piegherai ginocchia e occhi a terra. Non guarderai mai la tua sublime visione preferita, ossia la tua Sovrana.

Il tuo cirpo sarà il mio regno, perciò lo purificherò da ogni lerciume maschile.

E tu sarai la mia nuova bambola di porcellana fine e potrò frammentarti con un soffio.

Tu bruco deforme e inutile ed io farfalla meravigliosa.

Questa immagine infonderai nel tuo pessimo cuore corrotto.

E col fuoco imprimeremo la tua perdizione mistica.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SORELLA DELLA NOTTE

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Sorella della notte

non cambierai la tua decisione,

e il cielo diventerà nuvoloso solo per me stanotte.

Io sentivo due ma tu sentivi uno.

Dolcissima sorella,

io tremo per te,

perchè ti farai male

ed io non potrò asciugare le tue lacrime.

Sorella della notte,

è triste sapere che queste parole

non hanno emozione per te.

Il tuo desiderio corre veloce

sul cuore di quest’uomo

che ha già preso il meglio di te.

Io posso soltanto disperarmi

perchè non hai nemmeno pensato

ad un altro modo di esser felice.

Quando le nuvole compariranno nel mio cielo

io dipingerò te, luna, perchè solo tu

sei sorella della mia viva carne solare.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LA PICCOLA MICINA

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C’è una piccola micina

che è svanita dai miei sogni stanotte,

ha preferito stare con un cane.

C’è una piccola micina

che non vuole stare nel mio cuore,

e rimane a mangiare in altrui ciotole.

Io le lasciavo aperta la porta,

e lei non entrava mai.

Fa le fusa a chi le da pedate,

fa le fusa a chi la bastona,

fa le fusa a chi la tratta male,

non ne vuole sapere di vero amore.

Poi dicono che le schiave hanno un cuore,

forse lo hanno dentro la bocca soltanto

quando parlano di volere cose buone.

No, questa micina non si ama,

non si ama per nulla,

si fa strapazzare dai cani del quartiere,

miagola a quelli che la pestano,

si lascia avvicinare da tutti,

fa lo zerbino di ogni signore.

Io le lascio la porta aperta,

una ciotola di latte caldo,

ogni giorno,

perchè è questo il vero amore:

non avere nulla di te

eppure ricordarmi sempre che esisti.

UNA BRICIOLA

Una parte di me, una briciola soltanto

è speranza di poterti stringere tra le braccia.

Una parte di me, una briciola minuscola,

è solo desiderio di saperti felice,

anche se non sei con me.

Una parte di me dice che non ci sei,

che non ci sei ancora, che devo aspettare,

indecisa, confusa, tu sei come un fiore

che non vuole sbocciare, eppure

avresti la terra più adatta

a diventare amore.

I PENSIERI DELLA PIOGGIA

Ogni goccia di pioggia che cade

rimane sul pensiero di te che guardi questa stessa pioggia.

Ogni goccia di cielo che cade

rimane sui miei occhi che guardano fuori

e sperano di vederti nella pioggia.

Ogni goccia di pioggia che cade

non scivola via col tuo nome

ma rimane incastrata tra le ciglia mie

quando immagino di vederti arrivare.

LA MATRIGNA DI BIANCANEVE

Dal mascara che si scioglie non scendono lacrime:

la matrigna non ha cuore per la sua piccola principessa,

la matrigna non vuole, la signora non vuole.

Dalla bocca di rosso scarlatto non scendono gocce di sangue:

la matrigna non ha amore per la sua piccola principessa,

la matrigna non vuole, la signora non vuole.

Stringere di più le corde ai polsi per non farla scappare,

questo la Matrigna farebbe senza esitare.

Stringere di più la sua veste alla gonna alzata

della piccola principessa, questo la Matrigna dovrebbe sognare.

Nella sua stanza la Matrigna non vede,

nella sua stanza la Matrigna non sa cosa Cenerentola sogna.

La piccola principessa sporca di polvere e cenere,

striscia a terra, invocando il suo nome,

chiama a gran voce la sua dominatrice.

“ Lasciami entrare, ti prego”  lei la implora.

La matrigna non può sapere cosa la fanciulla vuole,

la signora si guarda allo specchio per cercare dove finisce il suo sguardo,

ma non vede l’altra che per lei sta già soffrendo.

“ Biancaneve, che stai facendo?” le chiede la signora

che la vede a terra quasi svenuta.

La piccola principessa non riesce nemmeno a parlare,

non riesce a respirare, non riesce a rispondere.

Dal mascara non scendono lacrime

perché la Matrigna non ha cuore.

Dalla bocca rosso scarlatto non escono baci:

la Matrigna è capace di amare?

Quali parole può trovare

per questa ragazza che sogna il suo dolore?

La matrigna non mostra mai il suo sguardo,

rimane a sentire il petto della sua vittima ignara,

la sua farfalla infilzata con un guanto di gomma,

che rimane tra le sue braccia

mentre spira la sera.

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CHIUSA DENTRO LA TORRE

L’ombra dei muri dentro la torre,

l’ombra dei limiti dentro ai muri:

la fanciulla vuole rimanere dentro la torre.

L’ombra di una libertà negata,

l’ombra di una volontà rubata

da chi racchiude il segreto del perduto amore.

La fanciulla ha chiuso la porta,

ha messo un pesante lucchetto,

vuole seppellire il suo dolore

dentro i muri della passione.

Vuole essere alba solo per le ombre.

Sparge i suoi capelli sul letto,

conta le scure ciocche,

come se leggesse delle scritte:

su ognuna di esse c’è scritto un solo nome.

Ripiega la testa, si abbandona alla disperazione.

La fanciulla conosce il dolore,

quell’ombra senza testa che la insegue,

che le tiene legate le mani,

che la tiene prigioniera.

Quell’ombra senza testa,

che la tiene in una gabbia invisibile,

le lascia la porticina aperta ma le impedisce di andare via.

Perché rincorri un altro cavaliere?

Perché fuggi da me, mia alba segreta?

Nel giardino di rose poteva sgorgare

la fontana del nostro mare,

ma invano aspettai dentro la torre

che ti ricordassi di essere “Padrona” come me.

Quell’ombra rimane sui muri,

viene e va a suo piacimento,

sul mio giaciglio non dormo più

e ho lasciato che le rose divenissero cenere.

Non sospirare, non sospirare per me,

io conosco bene lo strazio

di non avere ciò che più amo.

LA COLOMBA VOLATA VIA

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Piccola rosa bianca di piume,

piccola voce persa nel sole,

tu che eri colomba bisognosa d’amore,

tu ti sei lasciata prendere da un falco senza cuore.

Ignota era la strada che portava

a quella finestra aperta per darti calore e riparo.

Ignara tu eri forse di questo sicuro nido?

Eppure lontano sei volata senza esitazione

e tra gli artigli del falco hai iniziato a soffrire.

Una rosa bianca di piume come te doveva dormire

sul letto di rosa rossa di sangue, per poter unire l’amore al dolore.

Ma piccola e bisognosa di cure hai volato

da chi ti dona solo punizione.

Invano la finestra rimase aperta,

invano dai vetri colei che ti disegnò un cuore

aspettò il tuo ritorno:

l’amore era dentro

e tu lo hai cercato fuori.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

PUNIRTI

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Punirti perché mi ribolle il sangue!

Punirti perché mi  sale una rabbia esplosiva!

Punirti perché non capisco nient’altro!

Punirti perché mi freme il cuore dannato!

Maledette le mie mani che non possono toccarti!

Bruciano!

Bruciano!

Poter dare anche a te

questo dolore di fuoco!

Poter dare solo a te

questo amore terribile!

Punirti perché ancora non sei stato mio!

Punirti perché ancora non ho deciso io!

Punirti perché hai già trovato il mio punto debole

e sei tu!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)