THE COLD MASTER

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La presunta freddezza di un Master, il suo distacco, la lontananza emotiva sono delle caratteristiche peculiari di un buon Padrone o sono delle mosse progettate per rendere la slave più bisognosa?

Ovviamente una donna vanilla non resisterà molto tempo aspettando dei gesti di affetto romantico e subito andrà a cercare altrove ciò di cui necessita.

Ma una slave, degna di questo nome, non cerca affetto dal suo Signore ma è appunto quel distacco, che le dona quel dolore di cui necessita per esistere e per sentirsi devota totalmente a colui che è capace di simile stato mentale, che ella ricerca ossessivamente.

Un Master insicuro o sempre riscaldato dai propri desideri diventa facile preda di se stesso e vittima di quei desideri che lo sballottolano tra le mani di presunte donzelle che vogliono fare le schiave.

Ma non si diventa schiave di una persona, semmai si può essere schiave di una volontà che non è la propria.

Questa sottile differenza spesso le slaves in cerca di principe sadico o marito Master non la colgono e dunque hanno un’idea molto distorta di ciò che è un Master.

Un Master non è il principe azzurro, dolce, affettuoso e soccorritore. Non è qualcuno a cui appoggiarsi perchè si è bisognose d’amore o di sesso.

Un Master, che sia degno di questo nome, avrà la sua freddezza come simbolo della stabilità della sua forte mente e volontà.

Così come una pietra non si fa spostare dal vento, allo stesso modo un Padrone sarà fermo, immobile e deciso nel suo essere dominatore.

Quindi la sua freddezza e il suo distacco sono parte di quel dominio che non ha vacillamenti.

Se non fosse così allora non si tratterebbe di un Master ma di un qualsissi uomo che sa donare amore ma che non sa cosa sia elargire sofferenza.

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L’ETERNO DILEMMA

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Accontentarsi di una pet se non si può avere una slave?

Accontentarsi di una donna curiosa se non si può avere una sub?

Accontentarsi di una switch se non si può avere una Domme?

A volte il desiderio delle persone bisognose deve fare i conti con quello che si trova in giro.

E mentre una Domme per esempio ha vasta scelta su chi sottomettere, sceglendo appunto solo chi ritiene adeguato per se stessa.

Così non può fare un sub o uno slave perchè l’ampiezza di scelta è minore.

E anche un Master, che nonostante possa incontrare centinaia di donne, visto che al mondo ce ne son tante, avrà più difficoltà a trovare una vera slave.

Molta gente recita più ruoli. Recita appunto. E c’è chi accontenta.

Ma c’è più piacere nell’odorare una margherita facile da cogliere e senza profumo oppure aspettare la rosa vellutata dall’intensa fragranza?

Devo ammettere che nella cerchia degli esseri umani i più frettolosi son gli uomini che prendono di tutto pur di esercitarsi e soddisfare il proprio desiderio di piacere.

Ma il desiderio di piacere non appaga il desiderio di potere, ossia di dominazione.

Allo stesso modo gli slaves scodinzolano a chiunque e son ben lieti di seguire qualunque tacco a stiletto.

Le donne invece attendono il legame, l’appartenenza reale, profonda. A parte quelle galline che frequentano diversi pollai all’insaputa del loro Signore.

Comunque c’è questo dilemma, che alcuni appunto non hanno, poichè si abbuffano di qualsiasi cosa, tra lo scegliere ciò che più si confà ai nostri bisogni oscuri oppure prendere la prima cosa afferrabile.

Così alcuni slaves si accontentano delle attrici col frustino in mano e alcuni Master si accontentano delle gonnelline svolazzanti delle farfalle primaverili.

Ma poi, trovano soddisfazione per i loro impulsi? Molti mi hanno detto di no.

Ma mentre uno slave ha un bisogno assoluto di una mano ferma che lo guidi, poichè è pressato dai propri impulsi.

Un Padrone o una Padrona, intendo quelli veri, non hanno fretta di cogliere facili fiori da esporre al ludibrio del pubblico ma aspettano il gioiello unico che sia degno del loro potere.

LEGAMI DISSOLUBILI

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A volte si crede che ciò che è considerato un legame diverso non soggiaccia alle stesse leggi dell’amore vanilla. Eppure passano fiumi sotto i ponti e nomi vengono persino dimenticati. Imprinting cancellati e slave liberati da ogni costrizione. Esiste allora qualcosa che sopravvive allo sfacelo? Niente sembra esser diverso dal solito finale e anche qui, calato il sipario, ognuno ritorna al proprio quotidiano copione. Cosa c’è di speciale che tu cerchi in questo girone? Cosa c’è che manca al resto della commedia umana?

L’IMMAGINARIO DEI MASTER

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  1. Calze a rete, tacchi alti, gonna, autoreggenti, intimo sexy.
  2. Calze velate, tacchi alti, collant, gonna corta, intimo sexy.
  3. Calze a rete, tacchi alti, vestito corto, intimo sexy.
  4. Autoreggenti, tacchi alti, vestito sexy, intimo sexy.
  5. Idem.
  6. Idem.
  7. Idem.

 

 

L’apparenza esteriore della schiava, nell’immaginario dei master, pare non si discosti per niente da quello che è il desiderio erotico di qualsiasi altro uomo  comune.

La differenza sta solo nel fatto che mentre l’uomo comune consuma il prodotto così com’è, il master ha bisogno dei suoi attrezzi per far diventare quell’oggetto erotico perfetto per lui. Quindi la schiava, vestita in quel modo, verrà bendata, legata, riempita di mollette, pinzette, catene ecc…

Nell’immaginario maschile comune e anche in quello dei master la schiava è sempre in versione “slut” cioè in quella veste sexy, e spesso volgare, che ne degrada l’identità al fine di renderla puro oggetto sessuale, proprio come una qualunque donna di malaffare.

Mai mi è capitato di vedere o sapere di un padrone che volesse una schiava in versione zingara, vergine, studentessa, guida naturalistica, cuoca, ecc..

L’immaginario maschile comune ha dei simboli quasi fissi che vengono richiesti da molti uomini, uno di questi è l’uso delle calze autoreggenti, i tacchi alti, l’intimo sexy e la gonna o il vestito corto. Questo stesso immaginario ho riscontrato nei master e devo dire che la cosa mi ha molto stupito.

Il motivo è questo: quando si parla di master ci si riferisce a degli individui perversi. Quando si parla di perversione di pensa subito a qualcosa al di fuori del comune. Quindi un perverso dovrebbe dimostrare un immaginario erotico diverso rispetto a quello comune maschile.

La perversione è una modalità sessuale che spesso si nutre di particolari ben precisi e fuori dall’ordinario. Di solito è fissata ad un evento “eccitante” della vita infantile strano e non adeguato all’età del bambino, così da rimanere nel suo immaginario per moltissimi anni fino a riaffiorare come impulso e desiderio solo per quel tipo di situazione.

Quando una donna si veste in maniera sexy sa benissimo che quella sua esteriorità è molto potente e che serve a sedurre gli uomini. Infatti la maggior parte di quelli che hanno un ‘immaginario comune di fronte a tacchi alti e intimo sexy subito si lasciano prendere dal desiderio del possesso dell’oggetto erotico.

Quindi in questo modo la donna è in una posizione attiva, è lei che agisce e seduce e l’uomo non può che soccombere.

L’aspetto di una donna manager infatti spesso esprime proprio questo stile sia di abbigliamento che di modalità seduttiva nei confronti di quegli uomini che appunto hanno quell’immaginario erotico comune.

Ma siccome i master sono loro a dover esercitare il potere, e anche la seduzione, su una possibile schiava, io mi chiedo come mai il loro immaginario sia pure quello descritto sopra.

Io credo sia più umiliante per una schiava non vestirsi come per andare a una cena di San Valentino. Credo che lo stile di abbigliamento sexy sia un chiaro simbolo di potenza, di sicurezza, di autorità e dominio. Una donna vestita in questo modo non ispira affatto passività e sottomissione.

Quindi mi chiedo come mai nell’immaginario dei master ci sia sempre e solo questo tipo di donna e non piuttosto una versione diversa della donna schiava. La prima cosa che mi viene in mente è il legame con la madre ovviamente. Ho sentito dire da alcuni master che la loro madre era severa o troppo rigida. Nel caso di un uomo che diventa schiavo egli di solito ricerca una donna che rispecchi la figura autoritaria femminile familiare. Ma nel caso di un master sembra quasi che il suo vero intento sia quello di trovare una schiava forte, come la madre, di cui non ha potuto sfidare o contrastare l’autorità ( essendo piccolo) e di volerlo fare in età adulta, con un forte senso di rivalsa.

Non è raro infatti che alcuni master preferiscano addirittura far diventare schiava magari una mistress, così da potersi sentire più soddisfatti in quella che è la sottomissione di una personalità forte e sicura. Un po’ come quando si rimane soddisfatti per la vittoria di un nemico astuto e bravo piuttosto che di una vittoria di un nemico debole.

Addirittura nel desiderio di immobilizzazione della schiava, presente nell’immaginario di alcuni master, sembra quasi affacciarsi il desiderio di rendere inerme colei che può nuocere, che può esser troppo presente, così come magari lo può esser stata una madre troppo invadente.

Il desiderio comune di molti uomini è quello di avere una donna assoggettata al proprio volere e dicui poter fare ciò che si vuole. Lo stesso dicasi per i master. Ma mentre un uomo comune attua la possessione tramite l’atto sessuale in sé,a volte anche realizzato in modo violento;  il master ha bisogno di distruggere, umiliare e rendere debole la sua prescelta per far sì che trionfi il proprio potere e questo lo a utilizzando varie tecniche più o meno estreme per seviziare e distruggere la volontà e la forza della schiava.

Ma nell’uno o nell’altro caso sembra che questo bisogno di imporre la propria forza sia una conseguenza di uno smacco interiore subito in una certa età e a cui si vuole ovviare capovolgendo i ruoli. Quindi l’unico motivo che vedo nel concedere alla schiava di rispettare quello stile sexy è il fatto di voler distruggere quella figura interiore forte, materna in questo caso, che si portano nell’inconscio e che li rende più orgogliosi quando riescono ad avere la resa di una di queste donne dall’apparenza forte e sicura.

Ovviamente ci sono le eccezioni, date di più da chi predilige l’Age Play per esempio, in cui le vesti da far adottare alla schiava si discostano un po’ da questo modello erotico comune. Chi ha questi gusti preferisce per esempio le classiche calze bianche da scolaretta, le scarpe basse, l’intimo fanciullesco e un certo modo di mostrarsi più imberbe possibile per il padrone, il cui immaginario è fissato ad una donna ancora non adulta e quindi ingenua e indifesa, da circuire e sottomettere usando la propria figura autoritaria con modalità quasi paterna o da maestro.

Quando mi sono avvicinata a questo mondo in effetti mi aspettavo che ‘immaginario dei master fosse pieno di donne indifese, vittime e figure femminili dall’evidente bisogno di una figura di riferimento forte, che dovrebbe essere costituita da quella del padrone.

Ma poi ho scoperto invece che in quell’immaginario ci sono donne con uno stile che rispecchia di più quello di una mi stress che quello di una schiava, ossia uno stile aggressivo, forte e potente. Questa ovviamente è solo una riflessione che mi è venuta dopo aver conosciuto e parlato con molti master e aver ascoltato i loro gusti in fatto di schiave o aspiranti tali.

VOGLIO LASCIARE IL BDSM

Da quando sono entrata a far parte di questo mondo sadomaso ho imparato piano piano alcune cose. Grazie a tutte le persone conosciute in vari siti diversi,e non sono poche, con cui ho scambiato opinioni e riflessioni ho capito alcune cose basilari:

1-      Il bdsm è un gioco per persone superficiali e in cerca di divertimento facile.

2-      Il bdsm è un modo per sfogare la rabbia e lo stress da lavoro o di altro tipo.

3-      Il bdsm è un modo per fare sesso senza sentimenti e avere modo per convincere le donne a fare cose che magari in altre situazioni non sarebbero mai disposte a fare.

4-      Il bdsm è fatto di sessioni o sedute in cui ci si incontra, si fanno delle cose e poi ognuno ritorna alla propria vita.

5-      Il bdsm è il segreto per eccellenza che molte persone vivono e di cui tengono all’oscuro i rispettivi partner o coniugi.

6-      Il bdsm è fatto per persone che non si fanno scrupolo di usare, manipolare e influenzare altre persone deboli per i loro biechi scopi erotici.

7-      Il bdsm è fatto di persone che voglio trasgredire nella loro vita reale e trovare nuovi stimoli.

8-      Il bdsm è vissuto da persone che di sé non mettono nulla né nei rapporti con l’altro, a livello intimo, né nel rapporto con se stessi, a livello interiore.

9-      Il bdsm è un mondo in cui tutti possono fare tutto senza pensare mai alle conseguenze sull’altro e i possibili danni a livello soprattutto interiore.

10-   Il bdsm richiede strafottenza, noncuranza, assenza di empatia e affetto, assenza di sentimenti e di qualsiasi tipo di relazione vera ed emotiva.

11-   Il bdsm è consigliato a quelle persone che pur di fare sesso sono disposte a recitare un ruolo, per poter avere un’amante quando gli fa comodo o una che semplicemente gli fa da “prostituta” gratis.

12-   Il bdsm include feticisti, edonisti, voyeuristi, insicuri, narcisiti, curiosi, scambisti, confusi, mercenari/e, maestri di tutto e di niente.

13-   La stragrande maggioranza delle persone che si definiscono sadomaso non sa nulla né del sadismo né del masochismo.

14-   La stragrande maggioranza delle persone che si definiscono sadomaso non sa cosa sia la relazione sadomaso.

15-   Gli switch sono i corrieri del sesso e vanno con chiunque, senza distinzione, adeguandosi ai desideri di ogni occasionevole individuo che gli si offra.

16-   I padroni vogliono la schiava, vogliono il legame, vogliono l’appartenenza, ma loro stessi appartengono a mogli e fidanzate di cui subiscono il potere.

17-   Le schiave sono donne quasi prive di carattere che a seconda del momento vanno col migliore offerente senza farsi scrupolo di servire tutti e di darsi a tutti.

18-   Gli schiavi sono uomini quasi privi di carattere che desiderano solo donne cattive e pseudo mamme per ricevere punizioni e umiliazioni più o meno pesanti da qualsiasi donna riesca a recitare quel ruolo.

Sicuramente ci sono delle eccezioni, mi direte, e sicuramente esistono eccome persone diverse da quelle che ho personalmente conosciuto. Ma in parecchi mesi il quadro che mi è stato presentato è proprio quello descritto sopra. So che sembra squallido o anche troppo diverso da quello che ognuno crede che dovrebbe essere questo mondo. Io ho solo riportato le mie impressioni personali dopo mesi e mesi di frequentazione di siti e persona varie, anche dal vivo.

Non sapete quanto mi dispiace aver dovuto scrivere questa lunga lista e quanto sia delusa da quel mondo in cui credevo di poter trovare ciò che cercavo. Ora mi rendo conto che non è molto diverso da quello in cui vivevo prima di entrare a farne parte.

Ho avuto una esperienza positiva, anche se i nei non mancano pure a questa, e voglio davvero sperare che nelle persone e nella loro vita esista qualcos’altro al di là del sesso. Perchp sinceramente la mia impressione non è molto diversa da quella che ho avuto in passato girando siti di “amicizia” in cui lo scopo principale è sempre e solo il sesso.

Si dice che l’uomo è un animale sociale, intelligente e capace di molte cose ma da quello che risulta mi pare che l’uomo sia ancora molto legato al suo istinto primordiale, solo che diversamente dagli animali, lo sa nascondere bene.

Anche quelle persone che si dicono o si credono razionali non fanno che seguire, anche se per vie traverse, l’istinto sessuale, e spesso ne sono del tutto dipendenti senza rendersene conto. Ho trovato infatti spesso una certa ossessività nella ricerca di sessioni a buon mercato o incontri “take away” di tipo sadomaso, che sinceramente non mi sembrano così diversi dagli incontri a luci rosse.

L’ASPETTO DEL DOMINANTE

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Mi è capitato di recente di fare un appunto sullo stile del master e volevo scriverlo qui come riflessione personale riguardo all’espressione esteriore di un carattere dominante.

Quando un uomo è dominante lo dimostra anche e soprattutto all’esterno, nel modo di fare, nel tono della voce, nel modo che ha di muoversi e di gestire il proprio spazio. La sicurezza di sè e la cura del proprio aspetto dominante di solito si esprime anche attraverso uno stile preciso, rigoroso, elegante e da leader.
L’uomo dominante è di solito una persona riservata, alcune volte solitaria, non è mai volgare e non ama parlare troppo di sè. Si mette sempre in posizione di superiorità in qualsiasi situazione si trovi e riesce sempre ad imporsi agli altri.
Anche nel modo di vestire sta attento che il proprio aspetto sia sempre curato e di un certo tipo. Perchè il senso del potere deve irradiarsi da lui, dal suo fisico e dal suo aspetto in generale. Per questo molti uomini dominanti di solito cercano di mostrarsi al meglio del loro modo di essere.
L’essere dominante è una condizione interiore naturale e non una costruzione. Non si diventa dominanti ma lo si è per natura. Il dominante è un uomo sicuro di sè, sa gestire sempre tutto e tenere sotto controllo anche se stesso oltre agli altri. Si affida solo alla propria forza e il suo desiderio di sottomettere si esplica da ogni cosa che egli fa e dice.
Conoscere una persona del genere è un’esperienza importante per una schiava o aspirante tale. infatti la schiava si affida a questo tipo di uomo perchè sa che egli la saprà condurre, guidare, tenere in riga e prendere in un certo modo. Il suo dominio sarà mentale, fisico e sessuale.
Un uomo dominante si dimostra sempre tale, in ogni occasione, sia quando è solo che quando è in presenza della propria schiava, perchè è così e non perchè recita un ruolo.

UN UOMO COME GLI ALTRI?

Cos’è un padrone che io debba legarmi ad un padrone?

Cos’ha di particolare un padrone che io debba amarlo più di quanto ami un uomo?

Cos’ha di diverso un legame perverso?

Una relazione normale inizia, si sviluppa, si complica e poi finisce.

Una relazione perversa come si svolge?

Ha un inizio, ha un percorso e poi finisce.

Allora qual’è la sua particolarità?

La quantità di dolore fisico o interiore è superiore?

La forza delle emozioni è diversa?

Che forse anche in una qualsiasi relazione normale non c’è una buona dose di sofferenza,

anche se magari psicologica e non fisica?

Il desiderio è comune in entrambi i casi, i dubbi, i problemi da affrontare, le tragedie, la gelosia, l’ossessione,…

rabbia, odio, sfogo, pianto,…

Cosa allora contraddistingue il legame perverso dall’amore vanilla?

Non sono i frustini o le corde a fare la differenza.

Forse la vis trasformativa è più insita in questo tipo di legame perverso perchè si scoprono e si realizzano aspetti di sè mai tenuti in considerazione e mai sperimentati.

Portar fuori da sè delle parti così ben nascoste, così tenute a freno per anni, così controllate ogni giorno a costo di scoppiare per qualsiasi altro motivo, sono difficili anche da gestire a livello psichico.

Cosa rende questo legame più forte se poi questo legame ha pure esso una fine?

Molte schiave/i cambiano padrone e molti padroni cambiano schiave/i, quindi non c’è niente di diverso nell’iter del rapporto a due che non sia quello proprio della relazione vanilla.

La relazione sadomaso è speciale perchè due persone opposte riescono ad agganciarsi e ritrovare un opposto che ci completa?

Il più delle volte, nelle relazioni vanilla intendo, ci si aggrappa ad un’altra persona per quell’idea di anima gemella, quella stupida idea di trovare un completamento nell’altro, e poi magari ci si fonde in un tutt’uno che diventa infernale e soffocante.

Nel rapporto perverso invece i due soggetti non si fondono mai, poichè le loro nature sono così opposte da unirsi sì, ma da non fondersi, mantenendo così il proprio spazio e non confondendo mai se stessi con l’altro.

Uno schiavo non può così pensare di essere lui che domina, così un padrone non può pensare di essere lui il dominato.

I confini sono ben delimitati e ogni essere ha coscienza di sè come di una persona a sè stante.

Nel rapporto vanilla spesso i ruoli si capovolgono e le persone si invischiano fondendosi in una entità deforme che rende l’uno e l’altro vittime dell’amore stesso che hanno ricercato, trovato e poi distrutto con una unione di tipo amebico.

Ho visto addirittura qualche volta coniugi o fidanzati che si vestono persino cogli stessi vestiti, cancellando così ogni segno anche esteriore di una loro individualità.

Ciò che invece un rapporto perverso non contempla è proprio questa insana confusione e fusione di identità che non sta a significare un legame stretto ma solo una infantile dimostrazione di attaccamento all’altro come ad una figura da “imitare”.

Perchè dunque io debbo amare un padrone?

La risposta mi sembra ovvia: la sua persona e il suo modo di essere è così diverso e distinto dal mio che insieme siamo bianco e nero ma mai grigio. Questa distinzione tra me e lui è una cosa che rende il tutto più chiaro e sicuro.

Non mi aspetterei mai per esempio che un padrone si rivelasse un Peter Pan come molti uomini vanilla si dimostrano dopo anni di matrimonio o convivenza. Perchè un padrone è una persona adulta, matura e cosciente di sè.

E non mi aspetterei che un padrone diventi un parassita come certi uomini vanilla che pendono dalle labbra delle loro mogli-pseudomamme da cui si fanno trattare come bimbi malati.

Ecco, questi sono soltanto due motivi dei molti che fanno sì che una donna possa amare un padrone.

Un padrone ha anche dei difetti, questo è chiaro, ma il suo difetto non sarà mai quello di non avere coscienza di ciò che egli è. Ed è la sua natura che lo rende differente dal resto degli uomini vanilla, che sono per lo più confusi e indifesi.

Un padrone lo si ama perchè, anche nel gruppo si capisce sempre che è lui colui che comanda.

Chi comanda ha una bella responsabilità ma se lo fa lo fa perchè la sua natura gli dona la forza per fare ciò, e non è da tutti potersi gestire e gestire tutto con serietà, fermessa e decisione.

Di uomini ce ne sono molti, di padroni pochissimi. La differenza la si può percepire soltanto dopo averne scoperto uno vero in mezzo a tanti falsi.

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