IL SADOMASO NON E’ UN GIOCO

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Non faccio che leggere articoli in cui si parla del sadomaso del gioco del momento. Lo si consiglia in pausa pranzo, o alla sera quando si torna a casa stressati dal lavoro. Lo si consiglia come passatempo o scaccia pensieri. Ma che razza di stronzate!

Insomma il sadomaso viene preso così alla leggera che si pensa che tutti possano farlo, tutti possano provare e farne un puro divertimento per passarsi le noiose serate in compagnia.

Questo tono di leggerezza che gli si attribuisce, paragonandolo ad una qualsiasi pratica erotica vanilla, mi fa davvero rizzare i capelli ( ed io ce li ho lisci) perchè in questo modo non si fa altro che creare ancora più confusione in giro e si alimenta l’idea che non si sia master per natura ma che tutti lo possono diventare solo seguendo un corso su come si frusta o su come si lega.

Sono veramente arcistufa di dover spiegare di continuo che il sadomaso non è un hobby e che non serve contro la noia ma pare che ormai questa sia l’idea che tutti hanno e continuano a giocare senza prendere alcuna precauzione per la sicurezza e a combinare guai anche.

Non si informano, non leggono niente, non vogliono nemmeno sapere nulla di quello che è veramente il sadomaso, ma gli importa soltanto divertirsi quella mezz’oretta e dimenticare la moglie o il marito. Non hanno idea di cosa sia il dolore vero e come ci si arriva. Si accontentano di quattro sberle e tutti contenti ritornano a casa sollevati e convinti di aver fatto del sadomaso.

Ma che razza di stronzate! I giochi erotici si fanno, è vero, e possono essere incluse anche coccole vanilla, bacetti, insomma, mille altre cose, ma da qui a ritenere che il sadomaso sia un giochino come tanti davvero mi cadono le braccia.

Siamo tutti presi in causa perchè quando si parla di sadomaso stanno parlando di noi, capite? Quindi io spero che almeno qualcuno che abbia ancora la lucidità e l’intelligenza di sapere cosa sia il sadomaso ci sia tra di voi.

Andassero a leggersi cosa significa sadismo!

Andassero a leggere cosa significa masochismo!

Sono stanca di spiegare che il sadomaso non è un gioco, soprattutto a chi ha letto degli articoli di riviste in cui qualche autrice ( al di fuori di questo ambiente) paragona tutto ad un mero giochino erotico per adulti che non include il dolore. Ebbene il dolore, mentale o fisico, è alla base del sadomaso.

Per non parlare di quelle operette rosa che hanno attirato tante lettrici curiose e avide di storie d’amore con matrimoni, fidanzato ricco e felice finale.

Chi vuole conoscere il sadomaso serio deve tenersi lontano da tutte queste corbellerie messe in giro per far soldi. Da chi si propina maestro di tali discipline e da chi dice di poter spiegare tutto riguardo al piacere che deriva dal dolore.

Diffidate da persone che cercano solo di accumulare prede per i loro harem e che non vi spiegano nulla di vero su ciò che è il sadomaso.

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

IL BISOGNO CRUDELE

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Il bisogno non è desiderio, non è fantasia occulta o mistica regia di una scena voluta.

Il bisogno è crudele fame di ciò che fa male, di ciò che fa sentire l’essere più forte così gradito e necessario.

Non si segue la legge di Natura ma l’arsura della carne debole che vuole il suo Padrone.

E nessun gioco può seguire regole non scritte perchè ciò che si scrive sul corpo è un’obbedienza feroce al dolore.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

THE COLD MASTER

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La presunta freddezza di un Master, il suo distacco, la lontananza emotiva sono delle caratteristiche peculiari di un buon Padrone o sono delle mosse progettate per rendere la slave più bisognosa?

Ovviamente una donna vanilla non resisterà molto tempo aspettando dei gesti di affetto romantico e subito andrà a cercare altrove ciò di cui necessita.

Ma una slave, degna di questo nome, non cerca affetto dal suo Signore ma è appunto quel distacco, che le dona quel dolore di cui necessita per esistere e per sentirsi devota totalmente a colui che è capace di simile stato mentale, che ella ricerca ossessivamente.

Un Master insicuro o sempre riscaldato dai propri desideri diventa facile preda di se stesso e vittima di quei desideri che lo sballottolano tra le mani di presunte donzelle che vogliono fare le schiave.

Ma non si diventa schiave di una persona, semmai si può essere schiave di una volontà che non è la propria.

Questa sottile differenza spesso le slaves in cerca di principe sadico o marito Master non la colgono e dunque hanno un’idea molto distorta di ciò che è un Master.

Un Master non è il principe azzurro, dolce, affettuoso e soccorritore. Non è qualcuno a cui appoggiarsi perchè si è bisognose d’amore o di sesso.

Un Master, che sia degno di questo nome, avrà la sua freddezza come simbolo della stabilità della sua forte mente e volontà.

Così come una pietra non si fa spostare dal vento, allo stesso modo un Padrone sarà fermo, immobile e deciso nel suo essere dominatore.

Quindi la sua freddezza e il suo distacco sono parte di quel dominio che non ha vacillamenti.

Se non fosse così allora non si tratterebbe di un Master ma di un qualsissi uomo che sa donare amore ma che non sa cosa sia elargire sofferenza.

L’ETERNO DILEMMA

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Accontentarsi di una pet se non si può avere una slave?

Accontentarsi di una donna curiosa se non si può avere una sub?

Accontentarsi di una switch se non si può avere una Domme?

A volte il desiderio delle persone bisognose deve fare i conti con quello che si trova in giro.

E mentre una Domme per esempio ha vasta scelta su chi sottomettere, sceglendo appunto solo chi ritiene adeguato per se stessa.

Così non può fare un sub o uno slave perchè l’ampiezza di scelta è minore.

E anche un Master, che nonostante possa incontrare centinaia di donne, visto che al mondo ce ne son tante, avrà più difficoltà a trovare una vera slave.

Molta gente recita più ruoli. Recita appunto. E c’è chi accontenta.

Ma c’è più piacere nell’odorare una margherita facile da cogliere e senza profumo oppure aspettare la rosa vellutata dall’intensa fragranza?

Devo ammettere che nella cerchia degli esseri umani i più frettolosi son gli uomini che prendono di tutto pur di esercitarsi e soddisfare il proprio desiderio di piacere.

Ma il desiderio di piacere non appaga il desiderio di potere, ossia di dominazione.

Allo stesso modo gli slaves scodinzolano a chiunque e son ben lieti di seguire qualunque tacco a stiletto.

Le donne invece attendono il legame, l’appartenenza reale, profonda. A parte quelle galline che frequentano diversi pollai all’insaputa del loro Signore.

Comunque c’è questo dilemma, che alcuni appunto non hanno, poichè si abbuffano di qualsiasi cosa, tra lo scegliere ciò che più si confà ai nostri bisogni oscuri oppure prendere la prima cosa afferrabile.

Così alcuni slaves si accontentano delle attrici col frustino in mano e alcuni Master si accontentano delle gonnelline svolazzanti delle farfalle primaverili.

Ma poi, trovano soddisfazione per i loro impulsi? Molti mi hanno detto di no.

Ma mentre uno slave ha un bisogno assoluto di una mano ferma che lo guidi, poichè è pressato dai propri impulsi.

Un Padrone o una Padrona, intendo quelli veri, non hanno fretta di cogliere facili fiori da esporre al ludibrio del pubblico ma aspettano il gioiello unico che sia degno del loro potere.

LEGAMI DISSOLUBILI

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A volte si crede che ciò che è considerato un legame diverso non soggiaccia alle stesse leggi dell’amore vanilla. Eppure passano fiumi sotto i ponti e nomi vengono persino dimenticati. Imprinting cancellati e slave liberati da ogni costrizione. Esiste allora qualcosa che sopravvive allo sfacelo? Niente sembra esser diverso dal solito finale e anche qui, calato il sipario, ognuno ritorna al proprio quotidiano copione. Cosa c’è di speciale che tu cerchi in questo girone? Cosa c’è che manca al resto della commedia umana?

L’IMMAGINARIO DEI MASTER

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  1. Calze a rete, tacchi alti, gonna, autoreggenti, intimo sexy.
  2. Calze velate, tacchi alti, collant, gonna corta, intimo sexy.
  3. Calze a rete, tacchi alti, vestito corto, intimo sexy.
  4. Autoreggenti, tacchi alti, vestito sexy, intimo sexy.
  5. Idem.
  6. Idem.
  7. Idem.

 

 

L’apparenza esteriore della schiava, nell’immaginario dei master, pare non si discosti per niente da quello che è il desiderio erotico di qualsiasi altro uomo  comune.

La differenza sta solo nel fatto che mentre l’uomo comune consuma il prodotto così com’è, il master ha bisogno dei suoi attrezzi per far diventare quell’oggetto erotico perfetto per lui. Quindi la schiava, vestita in quel modo, verrà bendata, legata, riempita di mollette, pinzette, catene ecc…

Nell’immaginario maschile comune e anche in quello dei master la schiava è sempre in versione “slut” cioè in quella veste sexy, e spesso volgare, che ne degrada l’identità al fine di renderla puro oggetto sessuale, proprio come una qualunque donna di malaffare.

Mai mi è capitato di vedere o sapere di un padrone che volesse una schiava in versione zingara, vergine, studentessa, guida naturalistica, cuoca, ecc..

L’immaginario maschile comune ha dei simboli quasi fissi che vengono richiesti da molti uomini, uno di questi è l’uso delle calze autoreggenti, i tacchi alti, l’intimo sexy e la gonna o il vestito corto. Questo stesso immaginario ho riscontrato nei master e devo dire che la cosa mi ha molto stupito.

Il motivo è questo: quando si parla di master ci si riferisce a degli individui perversi. Quando si parla di perversione di pensa subito a qualcosa al di fuori del comune. Quindi un perverso dovrebbe dimostrare un immaginario erotico diverso rispetto a quello comune maschile.

La perversione è una modalità sessuale che spesso si nutre di particolari ben precisi e fuori dall’ordinario. Di solito è fissata ad un evento “eccitante” della vita infantile strano e non adeguato all’età del bambino, così da rimanere nel suo immaginario per moltissimi anni fino a riaffiorare come impulso e desiderio solo per quel tipo di situazione.

Quando una donna si veste in maniera sexy sa benissimo che quella sua esteriorità è molto potente e che serve a sedurre gli uomini. Infatti la maggior parte di quelli che hanno un ‘immaginario comune di fronte a tacchi alti e intimo sexy subito si lasciano prendere dal desiderio del possesso dell’oggetto erotico.

Quindi in questo modo la donna è in una posizione attiva, è lei che agisce e seduce e l’uomo non può che soccombere.

L’aspetto di una donna manager infatti spesso esprime proprio questo stile sia di abbigliamento che di modalità seduttiva nei confronti di quegli uomini che appunto hanno quell’immaginario erotico comune.

Ma siccome i master sono loro a dover esercitare il potere, e anche la seduzione, su una possibile schiava, io mi chiedo come mai il loro immaginario sia pure quello descritto sopra.

Io credo sia più umiliante per una schiava non vestirsi come per andare a una cena di San Valentino. Credo che lo stile di abbigliamento sexy sia un chiaro simbolo di potenza, di sicurezza, di autorità e dominio. Una donna vestita in questo modo non ispira affatto passività e sottomissione.

Quindi mi chiedo come mai nell’immaginario dei master ci sia sempre e solo questo tipo di donna e non piuttosto una versione diversa della donna schiava. La prima cosa che mi viene in mente è il legame con la madre ovviamente. Ho sentito dire da alcuni master che la loro madre era severa o troppo rigida. Nel caso di un uomo che diventa schiavo egli di solito ricerca una donna che rispecchi la figura autoritaria femminile familiare. Ma nel caso di un master sembra quasi che il suo vero intento sia quello di trovare una schiava forte, come la madre, di cui non ha potuto sfidare o contrastare l’autorità ( essendo piccolo) e di volerlo fare in età adulta, con un forte senso di rivalsa.

Non è raro infatti che alcuni master preferiscano addirittura far diventare schiava magari una mistress, così da potersi sentire più soddisfatti in quella che è la sottomissione di una personalità forte e sicura. Un po’ come quando si rimane soddisfatti per la vittoria di un nemico astuto e bravo piuttosto che di una vittoria di un nemico debole.

Addirittura nel desiderio di immobilizzazione della schiava, presente nell’immaginario di alcuni master, sembra quasi affacciarsi il desiderio di rendere inerme colei che può nuocere, che può esser troppo presente, così come magari lo può esser stata una madre troppo invadente.

Il desiderio comune di molti uomini è quello di avere una donna assoggettata al proprio volere e dicui poter fare ciò che si vuole. Lo stesso dicasi per i master. Ma mentre un uomo comune attua la possessione tramite l’atto sessuale in sé,a volte anche realizzato in modo violento;  il master ha bisogno di distruggere, umiliare e rendere debole la sua prescelta per far sì che trionfi il proprio potere e questo lo a utilizzando varie tecniche più o meno estreme per seviziare e distruggere la volontà e la forza della schiava.

Ma nell’uno o nell’altro caso sembra che questo bisogno di imporre la propria forza sia una conseguenza di uno smacco interiore subito in una certa età e a cui si vuole ovviare capovolgendo i ruoli. Quindi l’unico motivo che vedo nel concedere alla schiava di rispettare quello stile sexy è il fatto di voler distruggere quella figura interiore forte, materna in questo caso, che si portano nell’inconscio e che li rende più orgogliosi quando riescono ad avere la resa di una di queste donne dall’apparenza forte e sicura.

Ovviamente ci sono le eccezioni, date di più da chi predilige l’Age Play per esempio, in cui le vesti da far adottare alla schiava si discostano un po’ da questo modello erotico comune. Chi ha questi gusti preferisce per esempio le classiche calze bianche da scolaretta, le scarpe basse, l’intimo fanciullesco e un certo modo di mostrarsi più imberbe possibile per il padrone, il cui immaginario è fissato ad una donna ancora non adulta e quindi ingenua e indifesa, da circuire e sottomettere usando la propria figura autoritaria con modalità quasi paterna o da maestro.

Quando mi sono avvicinata a questo mondo in effetti mi aspettavo che ‘immaginario dei master fosse pieno di donne indifese, vittime e figure femminili dall’evidente bisogno di una figura di riferimento forte, che dovrebbe essere costituita da quella del padrone.

Ma poi ho scoperto invece che in quell’immaginario ci sono donne con uno stile che rispecchia di più quello di una mi stress che quello di una schiava, ossia uno stile aggressivo, forte e potente. Questa ovviamente è solo una riflessione che mi è venuta dopo aver conosciuto e parlato con molti master e aver ascoltato i loro gusti in fatto di schiave o aspiranti tali.

VOGLIO LASCIARE IL BDSM

Da quando sono entrata a far parte di questo mondo sadomaso ho imparato piano piano alcune cose. Grazie a tutte le persone conosciute in vari siti diversi,e non sono poche, con cui ho scambiato opinioni e riflessioni ho capito alcune cose basilari:

1-      Il bdsm è un gioco per persone superficiali e in cerca di divertimento facile.

2-      Il bdsm è un modo per sfogare la rabbia e lo stress da lavoro o di altro tipo.

3-      Il bdsm è un modo per fare sesso senza sentimenti e avere modo per convincere le donne a fare cose che magari in altre situazioni non sarebbero mai disposte a fare.

4-      Il bdsm è fatto di sessioni o sedute in cui ci si incontra, si fanno delle cose e poi ognuno ritorna alla propria vita.

5-      Il bdsm è il segreto per eccellenza che molte persone vivono e di cui tengono all’oscuro i rispettivi partner o coniugi.

6-      Il bdsm è fatto per persone che non si fanno scrupolo di usare, manipolare e influenzare altre persone deboli per i loro biechi scopi erotici.

7-      Il bdsm è fatto di persone che voglio trasgredire nella loro vita reale e trovare nuovi stimoli.

8-      Il bdsm è vissuto da persone che di sé non mettono nulla né nei rapporti con l’altro, a livello intimo, né nel rapporto con se stessi, a livello interiore.

9-      Il bdsm è un mondo in cui tutti possono fare tutto senza pensare mai alle conseguenze sull’altro e i possibili danni a livello soprattutto interiore.

10-   Il bdsm richiede strafottenza, noncuranza, assenza di empatia e affetto, assenza di sentimenti e di qualsiasi tipo di relazione vera ed emotiva.

11-   Il bdsm è consigliato a quelle persone che pur di fare sesso sono disposte a recitare un ruolo, per poter avere un’amante quando gli fa comodo o una che semplicemente gli fa da “prostituta” gratis.

12-   Il bdsm include feticisti, edonisti, voyeuristi, insicuri, narcisiti, curiosi, scambisti, confusi, mercenari/e, maestri di tutto e di niente.

13-   La stragrande maggioranza delle persone che si definiscono sadomaso non sa nulla né del sadismo né del masochismo.

14-   La stragrande maggioranza delle persone che si definiscono sadomaso non sa cosa sia la relazione sadomaso.

15-   Gli switch sono i corrieri del sesso e vanno con chiunque, senza distinzione, adeguandosi ai desideri di ogni occasionevole individuo che gli si offra.

16-   I padroni vogliono la schiava, vogliono il legame, vogliono l’appartenenza, ma loro stessi appartengono a mogli e fidanzate di cui subiscono il potere.

17-   Le schiave sono donne quasi prive di carattere che a seconda del momento vanno col migliore offerente senza farsi scrupolo di servire tutti e di darsi a tutti.

18-   Gli schiavi sono uomini quasi privi di carattere che desiderano solo donne cattive e pseudo mamme per ricevere punizioni e umiliazioni più o meno pesanti da qualsiasi donna riesca a recitare quel ruolo.

Sicuramente ci sono delle eccezioni, mi direte, e sicuramente esistono eccome persone diverse da quelle che ho personalmente conosciuto. Ma in parecchi mesi il quadro che mi è stato presentato è proprio quello descritto sopra. So che sembra squallido o anche troppo diverso da quello che ognuno crede che dovrebbe essere questo mondo. Io ho solo riportato le mie impressioni personali dopo mesi e mesi di frequentazione di siti e persona varie, anche dal vivo.

Non sapete quanto mi dispiace aver dovuto scrivere questa lunga lista e quanto sia delusa da quel mondo in cui credevo di poter trovare ciò che cercavo. Ora mi rendo conto che non è molto diverso da quello in cui vivevo prima di entrare a farne parte.

Ho avuto una esperienza positiva, anche se i nei non mancano pure a questa, e voglio davvero sperare che nelle persone e nella loro vita esista qualcos’altro al di là del sesso. Perchp sinceramente la mia impressione non è molto diversa da quella che ho avuto in passato girando siti di “amicizia” in cui lo scopo principale è sempre e solo il sesso.

Si dice che l’uomo è un animale sociale, intelligente e capace di molte cose ma da quello che risulta mi pare che l’uomo sia ancora molto legato al suo istinto primordiale, solo che diversamente dagli animali, lo sa nascondere bene.

Anche quelle persone che si dicono o si credono razionali non fanno che seguire, anche se per vie traverse, l’istinto sessuale, e spesso ne sono del tutto dipendenti senza rendersene conto. Ho trovato infatti spesso una certa ossessività nella ricerca di sessioni a buon mercato o incontri “take away” di tipo sadomaso, che sinceramente non mi sembrano così diversi dagli incontri a luci rosse.