DEAR DADDY

tumblr_37c26b0aed3872938db8ad5906649b8c_29921b3d_1280Forse ti verrebbe voglia di piangere.
Forse ti verrebbe voglia di non obbedire.
Forse potresti ribellarti.
Ma sei la mia schiava devota.
E diventi soltanto mia quando la musica inizia.
Fiori per la tua vita offerta a me in un mazzo d’intenzioni confuse, vita che io sistemerò con precisione.
Gestirò la tua piagnucolosa ossessione per il tuo Padrone e diventerò il tuo unico Signore.
Lacrime sciolte sulla mia mano scrivo desideri che non hai mai confessato a nessuno.
Credevi di poter evitare questo passo ma adesso ai miei piedi hai scoperto il tuo abisso e me l’hai donato.
Sei sincera e mordi ancora le tue labbra tremolanti.
Piccola bambina che cerca un severo padre, io non sarò la sua ombra ma il tuo consigliere.
Seguirai la mia mente prima che io profferisca una parola e la mia educazione per te sarà sconvolgente.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SOFFERENZE DIVINE

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Dentro al tuo laccio piccole stelline brillanti.
Sul tuo braccio piccole parole di cielo.
Ami il tuo dolore come se fosse fiamma che ti riscalda.
Senti l’intensità della tua anima espandersi e andare oltre i confini del tuo amore.
Ami e godi da non poter amare senza dolore.
Sofferenze divine come martìri volontari.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

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In un’ora imprecisa il Coniglio Bianco faceva il suo giro di conquiste.

Farfalle fedifraghe, uccelletti dispersi, tori da monta e insetti intriganti.

Tutto andava a finire nel suo brodo.

Ma esisteva una Alice che sostava all’imbocco del cunicolo e quel giorno lui la vide.

Lei aveva quei capelli rossi che il sole adorava e il suo sguardo era di una ingenuità disarmante.

Il Coniglio Bianco si fermò di scatto rischiando un tamponamento e poi suonò il clacson, aspettandosi una reazione da parte di lei.

Ma Alice non aspettava nessuno e quindi rimase ferma immobile a fissare gli alberi della strada.

Il Coniglio Bianco si spazientì e all’improvviso accelerò adirato.

Quella ragazzetta aveva sfidato la sua buona intenzione.

Così quando quella sera la rivide al pub, mezza ubriaca, volle farle pagare la sua indisposizione.

Ma la fanciulla era in buona compagnia e le stavano attorno diversi ragazzi tutti sorridenti.

Il Coniglio Bianco si fiondò davanti a lei, la prese per mano e le parlò.

Alice sgranò gli occhi e non credendo a quelle parole tornò al suo entourage.

Il Coniglio Bianco offeso e nervoso uscì a fumare cento sigarette.

Dopo l’intossicamento autolesionista andò a prendere la macchina, dichiarando la sua sconfitta, ma sul cofano vide seduta la ragazzetta  astrusa.

Quindi, aprendo lo sportello con gentilezza, fece salire la sua nuova schiavetta, dimenticandosi dell’intera fauna della foresta metropolitana.

E Alice, seduta comoda sul sedile di pelle freddo, aveva già le mani legate e il morso alla bocca e sorrideva per aver sedotto il suo secolare Padrone.

( Copyright della storia di Amleta Bloom)

NESSUN AMORE MI POSSIEDE

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Cammino dentro la notte del tuo perverso desiderio.
Mi riposo nel colore scuro della tua pelle.
Le mie labbra danno un nome alla mia vita, ma lo sento pronunciare da troppe persone.
Nelle onde dell’aria sta danzando la nebbia magica e bianca, e ti calpesto coi miei tacchi di metallo.
Calpesto le tue dita che disegnano sogni di amori infiniti.
Io sono sovrana di dissoluzioni e non di amori.
Cammino accanto allo spazio della tua mancanza segreta; ciò di cui necessiti sono le mie punizioni.
Sei un ridicolo debolissimo insetto indegno di sostare sotto la mia ombra.
Sono coperta dalla mia notte e mi risveglio con tanti pensieri indossati a caso.
Aspetto la primavera per far suonare il mio corpo sopra il tuo cadaverico stupore.
Sei una pianta che cerca il mio calore e la mia linfa azzurra. Ma io sono l’edera che ti avvinghia e ti soffoca.
Mi libero del tuo dolore come una regina si libera dei serpenti velenosi e ceno col sorriso di non averti di fronte.
Riposami accanto ma non giacere sui miei vestiti.
Sono rosa e verde, gialla e blu e tu li annusi come reliquie preziose.
Giaccio come un arcobaleno sul tuo lenzuolo mentre tu dormi a terra.
Io non ti guardo perchè tu esisti.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL SIGNORE DELLA NOTTE

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Mai incontrai il vostro cuore perchè gelidissimi sono i vostri occhi e non ammirano nulla di ciò che offro.

Come una vittima del sacrificio rituale vengo presa da uno spostamento emozionale che non comprendo.

Il mio senno giace ai vostri piedi e la notte è più buia della notte del giorno.

I semi della dominazione stanno germogliando nel terreno fertile della mia inettitudine.

Sono piena di schemi che solo la vostra ferrea volontà può rompere.

I meccanismi incerti delle mie voglie vi fanno ridere e scostate tende aggrinzite per coprire meglio la mia goffagine.

Sono acerba come una luna a metà ma voi siete la notte che mi avvolge e mi rende piena.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

FELINA

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Di ogni mio mentale cibo preferito voi fate una poltiglia immangiabile.

Mi domate come si doma un felino mai addomesticato.

Non lasciate traccia della vostra inclinazione verso il mio diletto a miagolare invano.

Mi fate stare come un animale in perenne attesa del suo pasto.

E i miei neri capelli sono il mio collare: voi non sciogliete mai il giogo del vostro volere.

Ahi quanti versi devo ancora fare per attirare la vostra perdizione sulla vostra gattina preferita!

E la tana che mi preparate è ancora più scomoda poichè so quanto vi piace farmi disperare su cuscini di velluto secco.

O mio domatore astruso, il vostro sigillo su di me avete posto e adesso per la mia anima non rimane più alcun posto.

Vi guardo nell’aria e mi dico che ho già perso di me ogni mio infinito.

( Copyright della poesia di amleta Bloom)

 

SMASKERAMENTI

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Dentro la notte di cristallo nell’angolo più cinereo, io trovo il bisogno di quelle mani che schioccano sulla carne.

Ogni volto di fiamma diventa fuoco di un ricordo ritrovato.

Scende il sipario sul mio sguardo e riposo la mia mente nel tuo pensarmi.

Il mio cuore di pietra ha una sottile linea nera che arriva al mio polso legato.

Attraverso dei cancelli di carne, che risuonano della tua voce, che ritorna in vita dal passato di marmo.

Ogni passo che mi concedo ha il respiro di un sospiro nascosto.

Il sapore segreto delle nuove catene mi rende spudoratamente avvilita dalla tua mancanza.

Quando sosti nella tua mente io rimango sulla soglia e aspetto il tuo desiderio che mi coglie di sorpresa.

Nel mare della mia malinconia tu diventi un passaggio sotterraneo in cui mi rifugio e ti sento arrivare come un Padrone solerte ed enigmatico.

E ogni tuo enigma è una soluzione per ogni mia esitazione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DESIDERIA

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Il sogno dentro all’occhio che guarda fisso alla sua desiderata schiava.

L’occhio nel sogno che ammira la prossima meta del dolore.

Il silenzio della mia bocca.

Il silenzio della tua corda.

Per legare il nostro legame bisogna impazzire come due immortali.

Accosta il tuo occhio al mio cuore, stritola ogni cellula perchè io resisto ad ogni abbandono.

E mi dirigo verso il tuo occhio fisso che mi sogna in silenzio.

Oh Sir quanto è nera la tua anima?

Quanto sarà oscuro il mio percorso e cosa rimarrà di me?

La tua nera corda si erge come un serpente animato che avvinghierà ogni mio respiro.

Mordi la mia anima prima di consumare tutto il mio corpo.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LA LUNA SOVRANA

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Eri a pezzi quando hai sentito cadere l’ululato dei lupi

ma la luna sovrana ti aveva avvistato:

Smarrito, affamato, stremato.

La luna che tu pagano hai invocato, giunge a te per la tua malasorte.

Sei finito nelle grinfie della Lupa sovrana e al suo pelo rimarrai attaccato.

Sfinito e asservito al suo nudo seno stillerai ogni goccia della tua passione per saziarla.

Ogni latrato che darai lei ti punirà di più perchè solo la sua voce dovrà udirsi in tutta la valle.

E tu sarai fortunato se rimarrai vivo dopo ogni suo succulento pasto.

Inginocchiati e dona il tuo collo alla sua luce metallica.

Sii suo nel regno selvaggio della Luna Sovrana e camminerai sulle sue orme.

Non perdere te stesso dietro al suo potente riflesso perch’ella non desidera un pivello ma un lupo vero.

Rinnega la tua natura metropolitana e inginocchiati alla forza della sua Natura Sovrana.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

LA REGINA RAPACE

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Artigli per ghermirti

Vorace e vogliosa

Regina del tuo sonno

Sovrana della tua volontà.

Apri le ali e lasciati graffiare,

questi segni rimangono solo nel tuo cuore.

Nulla sfiora il petto della Regina Rapace,

poichè tu sei il mio diletto agnellino

ed io ti sacrifico ogni giorno

sull’altare della mia perversione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)