IL CANNIBALE

werewolfk

Bestia selvaggia

animale feroce

tu più di tutti miri alla carne

come unico sanguinoso portale

per arrivare al mio cuore.

Anima di saliva, sangue di dolore,

spargi nelle mie membra quel desiderio

di dissoluzione che solo le tue mani

possono donare.

Sono folle, sono folle di paura

perchè mi vuoi sbranare

e non ho ancora sentito il morso

di quell’animale che mi rende cenere.

Per la prima volta ho paura di morire di dolore,

per la prima volta so che avrò a che fare con un cannibale.

L’antico canto nelle vene piene di calore primordiale,

l’antico passato che ti porti nel corpo

dove hai tatuato l’enigma della tua vita.

Io sono il domani e il ieri,

io sono il viaggio e l’arrivo,

la fine di questo inizio che mi terrorizza.

Tu sei un animale feroce,

tu sei fauci e ardore carnale,

tu sei fuoco e amore dissoluto

ed io ti farò morire dentro al piacere.

Sbranami ma non farmi male,

sbranami ma rispetta la mia legge di vittima innocente,

che si porrà sul tuo altare per essere sacrificata

a questo desiderio misto di amore e morte

in cui due cervelli e due corpi si uniranno

per darsi la reciproca distruzione.

Ho paura di te, Cannibale!

 

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ANIMA MIA RIBELLE

ANIMA

O anima mia ribelle,

quale pelle hai vestito finora?

Quale pelle ti ha rigenerato?

Il latex non ha ancora l’odore del tuo corpo immortale.

O anima mia ribelle,

quale altra pelle vorresti indossare?

Quale altro animale vorresti essere

per fuggire al predatore?

O anima mia ribelle

la scelta non è mai ovvia,

e si schiude un uovo

per ciò che dentro si può sbranare.

Palpitazioni che non siano indolori

non ne conosciamo e dunque peggiore

è la sorte di chi ti ha questa illusione

di poterti domare.

O mia ancella diletta,

tu mia protetta, tu sola guida di me

e della mia mente, tu sola gemella

che non mostra mai la sua ombra,

dì ancora un sì, e sarà l’ultima volta.

IL BACIO ROSSO

Un bacio rosso, tra la donna e l’animale,

tra la bimba e il suo demone.

Un bacio rosso che fa fremere il sangue,

un bacio che sigilla una terribile unione,

tra mostro e vittima.

Memoria di una sola sostanza,

colore di una unica essenza.

Due corpi che non sono corpi,

due sogni che non sono sogni,

due bocche che diventano anime.

Toccata dal bacio del mostro,

non si può dimenticare la forza

di quell’incontro perverso

tra la divinità di ciò che si è

e l’origine ancestrale del sesso:

Due animali si baciano col sangue.

Ciò che rimane registrato dentro le vene,

è l’unione della luce col buio.

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NON VOGLIO CUORI

Non voglio cuori, amori, fiori , misteri.

Non voglio parole, poesie,regali, ossessioni.

Non voglio passioni, desideri, filosofie, meditazioni.

Non voglio unioni, comunioni, intrecci, somatizzazioni.

Tutto questo ho già vissuto,

rose rosse all’alba e al tramonto,

parole dolci e favolose dichiarazioni,

ogni scena di romantico film,

ogni sorta di recitazione sentimentale.

Ho bisogno di istinto animale,

di quello che per regola non esiste

nella tua vita normale,

di quello che reprimi ogni giorno

per renderti efficiente e disuguale,

di quello che nascondi al sole e alla notte.

Non palpita il mio cuore,

non fibrilla la mia testa,

non è sommerso il mio corpo

ma tutto è preso come in un uragano

dove il vento gira troppo veloce,

ed io non ho più coscienza di me.

Io non ho mai volato

al centro di un ciclone,

e stare sospesa sopra le tue frecce aguzze,

non è mia condizione migliore.

Non puntare al mio cuore

ma scocca una freccia

diritta al mio petto,

lì dove il buco nero si fa più stretto

e ci può entrare una belva feroce

che sa cosa prendere e cosa lasciare.

Non fare incantesimi e sortilegi d’amore,

io sono immune dalle storie del normale cuore,

io sono un animale selvaggio e non ho bisogno

di sciogliermi le vene per adorarti.

Tu battiti con la mia oscurità

per avere il mio chiarore d’alba

e mantieniti oltre il confine

tra me e te, io starò sempre

dalla parte peggiore di me.

Sono una mangiatrice di morte,

non ho paura del tuo sopraffino modo

di uccidere le anime storte.

(english version)

I do not want hearts, love, flowers, mysteries.

I do not want words, poems, gifts, obsessions.

I do not want passions, desires, philosophies, meditations.

I do not want marriages, communions, interlacing, somatization.

All this I have already lived,

red roses at dawn and dusk,

sweet words and fabulous statements,

every scene of romantic movies,

all sorts of sentimental drama.

I need animal instinct,

of what a rule does not exist

in your normal life,

of what repress every day

to make efficient and uneven,

of what they hide in the sun and at night.

Not my heart throbs,

not fibril my head,

is not submerged my body

but everything is taken as in a hurricane

where the wind turns too fast,

and I have no more conscience of me.

I have never flown

at the center of a cyclone,

and be suspended above your sharp arrows,

it is not my best condition.

Do not point to my heart

but shoots an arrow

straight to my chest,

there where the black hole becomes narrower

and we can get a wild beast

who knows what to take and what to leave.

Do not do love spells and sorcery,

I am immune from the stories of the normal heart,

I’m a wild animal and I do not need

of melt veins to adore.

You beats with my darkness

to have my light of dawn

and be kept beyond the border

between you and me, I’ll always

the worst part of me.

I am a death eater,

I’m not afraid of your superfine way

to kill the souls wrong.

CATTIVO ANIMALE RIBELLE

Rami spinosi che odorano di gioia,

rami spinosi che si posano sul petto

per dirigere il mio respiro dove la notte riaffiora.

I suoni della tua voce escono da una possente gabbia toracica,

dove i tuoi desideri hanno creato ordini a cui non posso non obbedire.

Strisciando sui rami spinosi, amabili disappunti e grida mie,

gemiti tuoi e solerti abbracci per salvarmi da simile tortura inattesa.

Sono un cigno nero a cui hai strappato le piume bianche.

sono un cigno nero a cui hai stretto il collo per non soffocarmi.

Risuona dentro di me la tua voce, portata come spina di bosco

come lama antica sul mio seno rosso.

La tua voce che spira sulle mie labbra bagnate

mentre baci le parole di buio che adesso ti ho date.

Tu, mio Cattivo Animale Ribelle,

unico solerte cavallo imbizzarrito,

le briglie al mio animo hai posto con dolcezza,

mentre le redini tenevi strette.

Mio lupo cattivo, sai quante spine ancora devi conficcare

per poter creare questa rosa rossa sul mio cuore!

IL LUPO CATTIVO

Gli occhi affilati dalla foresta dove hai vissuto

ti rendono selvaggio e astuto.

Gli occhi di Lupo biancheggiano nel buio

come lame di luna che non ho mai visto in vita mia.

Un essere così forte da piegare gli alberi della mia mente.

Un essere così potente da non usare gli artigli

per prendere ciò che gli serve.

Un lupo maledetto, Capobranco di una tribù svanita nel nulla,

unico superstite di un ardore recluso nei muscoli del cervello.

Sanguigno movimento e zanne ritorte per mordere il mio senno.

Sono senza occhi quando ti guardo.

Sono senza vista quando ti ho visto.

Sono senza tregua quando hai concesso un fremito.

Sono senza difesa ora che mi hai guardata.

Sbrana la tua carne affamata, Lupo,

il calore del silenzio è svanito

e sono piegata da un semplice ciuffo di peli neri

che dalla tua fronte sembrano spuntoni pericolosi

e sono stata trafitta senza esser stata ancora infilzata!

IL PIU’ FORTE

Il più forte getta uno sguardo che non ha dubbi

Il più forte guarda vicino e non ha bisogno di vedere meglio

Il più forte già muove le dita per arrivare alla tua carne.

Il più forte non è mai sorpreso delle cose che dici.

Il più forte non ha bisogno di provare, sa già cosa fare.

Il più forte non esita mai, va dritto al sodo.

Il più forte non tentenna la testa, rimane fermo.

Il più forte non ha bisogno di spiegarsi, si fa intuire.

Il più forte non ha bisogno di mostrare muscoli o strumenti di punizione,

la sua arma peggiore è se stesso.

Quando il più forte esce dall’ombra,

come un lupo nero in mezzo a quelli grigi,

si sente nell’aria un odore diverso.

Già da lontano tu capisci che è arrivato,

che lui è comparso,

che non c’è bisogno di prove e lotte varie,

è il più forte e gli altri rimangono silenziosi.

Non sono le fauci che impauriscono,

non è lo sguardo negli occhi che scansa tutti,

non sono gli artigli affilati,

non è il pelo così scuro e infernale.

Egli porta dentro di sé il cuore della sua schiava,

conquistato dalla sua mente subdola,

e questo gli dà la potenza ch egli altri non avranno mai.

Il più forte è il più vicino alla carne dei sogni

di una debole anima, i sogni che dicono: “VIENI! VIENI!”