LA REGINA RAPACE

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Artigli per ghermirti

Vorace e vogliosa

Regina del tuo sonno

Sovrana della tua volontà.

Apri le ali e lasciati graffiare,

questi segni rimangono solo nel tuo cuore.

Nulla sfiora il petto della Regina Rapace,

poichè tu sei il mio diletto agnellino

ed io ti sacrifico ogni giorno

sull’altare della mia perversione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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IL RAPACE

aquila

Sfinimenti amorevoli e discordie assassine.

Pelle di piume, pelle di animale, pelle disumana.

Cosa hai fatto del nostro nido?

Cosa hai fatto del nostro volo?

Rapace senza preda in volo.

Rapace con la vittima ancora al suolo.

Aquila divoratrice.

Aquila risolutrice.

Noumeno infelice.

Strappata la radice, come crescerà il fiore selvatico?

Era un ballo di piume, artigli e cuore invasato.

Era un sogno di capelli e crateri infossati.

Brivido di ossa.

Brivido di corpulenza carnale.

Cosa hai fatto dell’inferno?

Cosa hai fatto di quello che hai divorato?

Aquila, mangia ancora il tuo topolino,

mangia il tuo piccolo oggetto assassino.

Punta il becco, a caso, e divora il suo sonno,

divora la sua vita ora che ti sfugge

nel riverbero di quelle nuvole che non s’addensano mai.

UN FEROCE SPIRITO ANTICO

Quetzalcoatl

 

Nel sangue della notte

la morte ha riscaldato le fiamme

di uno spirito antico

ritornato per ricongiungersi

alla morte di un altro buio illuminato.

Il tuo spirito di fuoco,

il serpente piumato,

mai sopito nel sonno dei secoli e delle ere,

ha dischiuso il mio petto sfidando la morte.

I tuoi artiglio sono artigli veri,

i tuoi morsi sono morsi veri,

la tua fame è disumana

e la tua forza non è di questa terra.

Un Dio antico ha strisciato sul mio petto

e ha bevuto il mio succo per cibarsi

di quell’universo originario

dal quale la nostra ombra

ha avuto la sua primordiale origine.

Non ho paura della tua morte

che si unisce alla mia morte

per darci la vita

di cui abbiamo bisogno.