LA FORMA DI UN BACIO

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Un caso mentale di crinoline attorcigliate.

Un caso patologico di belva non addestrata, liberata dal cuore,

nel buio di un giorno cancellato dal calendario.

Una sconosciuta presenza, una candela divisa a metà.

Due ritratti appesi a due pareti opposte,

due ritratti che ritraggono una sola belva felina.

Uscita da una foresta reclusa da bambina,

parla una lingua magica e mai parlata,

strega, megera, matrona senza figliole.

Una cosa che si posa sugli occhi che dormono,

una cosa mostruosa che serrata detiene il potere

di dire di sì e di no.

Una donna sdoppiata con un bacio:

dove ha piantato la sua ombra

è rimasta solo una figura senza forma.

 

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IL CALORE DI UNO SPIRITO MORTO

CAPELLI

La tristezza d’estate era diventata inverno.

Ma la tristezza invernale è diventata calore.

Sotto le vesti del tormento di non avere più un sogno.

Sotto le vesti dove la carne rimane solitaria,

uno spirito venuto dal nulla scopre il suo tesoro.

In quel rossore che diventa fuoco di sera,

e in quell’odore che mangia l’anima

che ingoia baci come se ingoiasse colori.

In quel profumo che odora di saliva,

che desidera bramare tutto ciò che è possibile,

in cui il tuo naso ha messo la scintilla,

in cui sparisce ogni dita della tua mano.

Dove le ombre osano,

dove le ombre si baciano,

rimane secco legno e un uccellino sbiadito.

Dove le ombre osano unirsi,

dove due ombre si scoprono senza parlare,

là rimane un suono che è sole e notte.

Mistiche dimenticanze ed estatici ritrovamenti

di spasimi esaltati dal godimento inatteso.

Baciare uno spirito morto

non ha prezzo,

e trovare in quella morte una vita

non ha spiegazione.

Tirami addosso il tuo spirito morto

e non lasciarmi respirare un attimo.

Tirami addosso il tuo cadavere

e riportami in vita.

 

 

CAN YOU HEAR ME?

Hall_Of_Rites_by_CygX1

 

 

Là dove si nasconde la tua anima

io ti vengo a cercare camminando su suoli di musica

dove le note sono spine affilate.

Io sento una diversa connessione con te,

io sento una diversa comunione con quello che sei.

Là dove tu sei da solo, da solo nella tua solitudine,

quella che non mostri mai,

là io ti vengo a cercare perchè so che hai bisogno di me.

Alla fine di quelle facce che ti tocca usare ogni giorno

nella tua vita e nel tuo lavoro, io riesco a vedere te,

come sei veramente.

Questo tuo essere reale che io vedo,

è quell’Orco nel bosco, che mi segue dovunque io vada.

In ogni luogo io vedo sempre te,

c’è sempre qualcuno che mi ricorda

la tua presenza, la tua fisicità.

Io ti vedo dovunque perchè ti voglio vedere.

Là dove finiscono quelle facce di te

che io non conosco e che tu dismetti

quando sei con me,

là, in quella solitudine che conosco benissimo,

io ti trovo simile a me, per questo ti voglio baciare col cuore.

IL BACIO ROSSO

Un bacio rosso, tra la donna e l’animale,

tra la bimba e il suo demone.

Un bacio rosso che fa fremere il sangue,

un bacio che sigilla una terribile unione,

tra mostro e vittima.

Memoria di una sola sostanza,

colore di una unica essenza.

Due corpi che non sono corpi,

due sogni che non sono sogni,

due bocche che diventano anime.

Toccata dal bacio del mostro,

non si può dimenticare la forza

di quell’incontro perverso

tra la divinità di ciò che si è

e l’origine ancestrale del sesso:

Due animali si baciano col sangue.

Ciò che rimane registrato dentro le vene,

è l’unione della luce col buio.

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