ANIMALIZZATO

 

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Specchio specchio delle mie anime chi di questi tori è il più pusillanime?

Chi guarda la bandieruola rossa e non corre contro questo velo macchiato di vita?

Sanguinaria l’ardita speranza del mio battesimo esistenziale sulla tua rossa corazza.

Abbiamo guardato e visto cose diverse.

Abbiamo guardato e sentito pensieri diversi.

Ogni sigilli della tua pelle è stato svelato.

Aspettavamo che cosa?

Il procedere del tempo e del desiderio dentro le ore vuote?

Il consumarsi di speranze inespresse date dagli spiragli di luce?

Eravamo su un letto nero e noi eravamo il bianco.

Abbiamo legato corde al soffitto per sorreggere l’abbandono fisico.

Poi abbiamo tirato catene per togliere ogni difesa.

Ci sono campane che suonano solo a festa.

Ti ho messo un sonaglino, come ai gattini, perchè dovevi sentire la tua anima.

E l’hai persa.

Cosa si prova a diventare una ragazza?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

CHRISTMAS SLAVE

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Albero di Natale decorato e cresciuto all’aperto.

Concimato con tanta dedizione e innaffiato con regolarità.

In offerta per chi ha un piccolo spazio libero in salotto e vuole un tocco esotico.

Albero umano colorato da mille lucine che potrete regolare voi stesse.

Offerta last minute a chi sa apprezzare l’essenza del legno maschile muschiato.

Obbediente e diligente, uno schiavetto per aprire i regali sotto l’albero.

Non “Made in China” ma rigorosamente italiano.

Chi offre di più?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DESIDERIA

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Il sogno dentro all’occhio che guarda fisso alla sua desiderata schiava.

L’occhio nel sogno che ammira la prossima meta del dolore.

Il silenzio della mia bocca.

Il silenzio della tua corda.

Per legare il nostro legame bisogna impazzire come due immortali.

Accosta il tuo occhio al mio cuore, stritola ogni cellula perchè io resisto ad ogni abbandono.

E mi dirigo verso il tuo occhio fisso che mi sogna in silenzio.

Oh Sir quanto è nera la tua anima?

Quanto sarà oscuro il mio percorso e cosa rimarrà di me?

La tua nera corda si erge come un serpente animato che avvinghierà ogni mio respiro.

Mordi la mia anima prima di consumare tutto il mio corpo.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

STAND BY

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Un attimo di luce spenta.

Uno scroscio di pioggia che sembra fatto di pietre.

La testa che entra ed esce dalla finestra per il dolore dell’attesa pungente.

E tu schiavo ti ripeti:

“Io per Lei non sono niente.

Io per Lei non sono niente.

Io per Lei non sono niente.”

La vita sta tutta dritta sui tuoi peli.

I tuoi timpani in stand by aspettano di sentire il suono dei suoi tacchi.

I suoi passi arrivano ma la porta non si apre.

Adesso senti la sua voce che parla con qualcuno.

Un altro.

Un altro.

Si è stancata di te?

Perchè non entra?

Perchè non ti dice niente?

Almeno ti rimproverasse per il gelato che hai versato a terra!

Almeno ti dicesse che questo è l’ultimo giorno che aspetti i suoi ordini.

Ma Lei va via.

Senti i passi e la pioggia e il tuo cuore pesante sempre più pesante.

Assapori il dolore di non poterla vedere.

Attraversi i vetri con lo sguardo come se potessi vederla.

Ma sei al decimo piano e neanche se ti alzassi potresti scorgerla.

Ma tu sai che Lei sa che tu sei lì, a sperare di vederla, a credere che lei alla fine sceglierà te.

Sospiri.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

 

LA MENTE IN UNA STANZA

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Chiusa dentro una stanza.

Pomeriggio dentro e mente fuori.

Chiusa dentro una stanza,

legata ad un letto

ma senza catena,

neanche una corda,

nemmeno un filo.

Nessuno che ascolta,

nessuno che sente:

sola con la Sua mente.

Stivali sudati,

slip bagnati.

Non posso andare da nessuna parte.

Non ancora.

Non ancora.

Tic Toc.

Tic Toc.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

BENDATA

Cose che non voglio vedere, cose che non voglio sentire,

ignorata dal buio e sfiorata dalla visione di un desiderio spento.

Chiusi gli occhi, posate le pupille, chiuso il cuore,

dimenticato ogni sospiro, perchè non ingerisco lacrime d’amaro veleno?

Perchè non sacrifico il fiore del silenzio al rumore della lussuria?

Non gradisco.

Non concepisco.

Non odo nessun suono di gemiti felici, di carezze infinite.

Non vedo, non sento.

Il bacio del chiasso ha lasciato l’uscio aperto ma non è entrato nessuno.

Io non permetto a nessuno di calpestare il mondo che ho costruito.

Ecco il recinto, il cancello, il limite dei miei occhi è quello.

Bendata  come una lumaca cieca, non si vede nulla.

Non si ode nessuno.

Ed è una sensazione spasmodica e piovosa.

E la benda non è nera ma di candido cotone.

( copyright della poesia di Amleta Bloom)

( immagine: giovane bendata di John Divano)

 

LA VOCE DEL PIACERE

Si dice che la donna che cerca il piacere abbia qualcosa di quel calore materno che attira filiali ardori. Ma non sempre questa storia è reale. Il più delle volte magari sono già presenti dinamiche diverse e più comlicate nel rapporto sadomaso. Ma la sua voce non mente mai quando esprime quello che il cuore sente di dire. A volte gli schiavi sono così disattenti! Così sbadati e superficiali. Non sanno che i particolari fanno la differenza. Che la notte ha una sua voce, che il sentimento ha una sua sfumatura. Che le notti non sono tutte eguali.