LA VOCE DEL PIACERE

Si dice che la donna che cerca il piacere abbia qualcosa di quel calore materno che attira filiali ardori. Ma non sempre questa storia è reale. Il più delle volte magari sono già presenti dinamiche diverse e più comlicate nel rapporto sadomaso. Ma la sua voce non mente mai quando esprime quello che il cuore sente di dire. A volte gli schiavi sono così disattenti! Così sbadati e superficiali. Non sanno che i particolari fanno la differenza. Che la notte ha una sua voce, che il sentimento ha una sua sfumatura. Che le notti non sono tutte eguali.

 

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NODI PIU’ STRETTI

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Più stretti quei nodi che allargano la stretta

tra schiava e padrone che si contendono il trono.

Più strette quelle conquiste divenute campo di battaglia

per desideri scomposti e indigesti.

Più strette le corde necessarie ad una nuova esplorazione

sul sentiero di guerra contro il dolore.

Quei valenti pensieri che spianavano la strada

son ridotti a pezzucole che bendarono ferite

ancora pulsanti.

Più stretti quei nodi che si son sciolti

prima ancora di cementarsi e diventare unici.

Più forti le sorti di un animale spavaldo

che ha sbranato per non sbranare.

Quanti intrecci infiocchettati

dal ben volere e dissolti nel nulla!

Sulla barella giace la vittima

attaccata al filo di una flebo così labile

e insicura di poter guarire

da quella malattia insufflata

da un Orco indimenticabile.

LE FERITE DEL GHIACCIO

Amoretriste

Brecce, serracchi, fessure, fratture, ferite in quel ghiaccio eterno

dove io dormo senza dormire.

Appaiono ogni tanto ombre,

ma rimangono ombre soltanto.

Il freddo grida nel vento,

la mia carne gela senza il calore

di quella mano che diceva di regnare su di me.

Gli occhi non vengono bendati e vedono tutto.

Le mani non vengono legate e fanno tante cose.

Il cuore non viene sedato e scorre via nella sera.

Anima pesante in una veste leggera,

che muove i passi per danzare una danza di ombre.

Gli uomini sono ombre, rimangono sul muro,

non toccano mai il pavimento

per unire i loro passi ai miei.

Uomini inconsistenti, inermi, fraudolenti.

Quel ballo che le notti agognano

diventa solo agonia per me.

Ma cosa aspettarsi da miseri esseri

che non sanno sentire altro che bisogni fisici?

Cosa aspettarsi da lemuli dalle corazze ben definite

e dai fremiti invisibili che non fanno altro che nascondersi

nella sabbia delle loro misere vite?

Quanti cadono nella fossa

prima ancora di attraversare il ponte!

E quanti rimangono nello stagno

in cui hanno cresciuto così bene

le loro infime passioni

e vengono a supplicarmi di legarli

col filo e col dolore!

Non sono degni nemmeno

del nome che cercano di darsi:

schiavo è solo colui che non sa di esserlo!

MAGISTER LUDI

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Mio Magister,ogni ora è feconda per la conoscenza sublime

di un mondo di perle bianche in cui io sono l’unica nera.

Antica è la memoria che non inganna l’allieva.

La conoscenza suprema solo da un saggio bere potrà.

Ogni vuoto è radice di una sola lezione.

Dove risiede la gioia?

Dove batte il cuore che scrive ancora pagine senza trovare quiete alcuna?

Tormento è l’inizio. Il resto come sarà?

Piccola l’allieva dalla grande curiosità.

Piccola la fantasia che nella vostra ragione immensa diventerà.

La sete, la sete, l’arsura, il bisogno di bervi cogli occhi!

UCCELLI DI CARTA

UCCELLI

Mi girano intorno uccelli di carta, leggeri, superficiali, colorati come delle illusioni.

Mi girano intorno stupidi somari che credono d’esser pronti a sputare sangue per me.

Mi girano intorno leggiadri puledri che scalciano per avere la mia sella.

Nessuno di loro è tale da poter avere il mio giogo.

Nessuno di loro è tale da poter meritare il mio frustino.

Nessuno di loro sa davvero cosa sia “essere di qualcuno”.

Piccoli disastrosi mostriciattoli che zampettano, squittiscono, svolazzano

come passeri in cerca delle mie briciole.

Invano si posano sulla mia mangiatoia,

non sono buoni nemmeno per beccarsi tra di loro.

Ignobili e schifosi uccellacci del malaugurio

che non sanno adorare nemmeno un pezzo di pane.

Centinaia di anime sperdute di cui non so che farmene,

che piegano le ali senza che io apra le loro piume

e son pronti a obbedire come se fossi un vero generale.

Non ho bisogno di nessuno di voi, parassiti,

perchè non siete degni che di qualche allevatore

che vi metta in gabbia e vi tagli il becco

per esser contenti e credervi finalmente schiavi.

No sapete fare la differenza tra un seme e un chiodo

ecco perchè ingoiate solo merda!

IL FILO SOTTILE AL PETTO

Soffrirò bene, te l’assicuro

perchè  m’incarno in ogni croce che vedo al muro

e spiro come quell’uomo misero e infelice.

Scopri la mia pasta di argilla religiosa,

fammi pregare sulle tue ginocchia

e punisci le mie preghiere con le tue catene arruginite.

Voglio sprofondare nel seme della tua sapienza,

voglio sprofondare nell’orribile sogno di me che non ti voglio.

La tua ombra mi insegue ma non mi trova,

la tua faccia mi rimane come un aforisma ancora non letto.

Quale sguardo avrai mentre ritorcerai il tuo cervello

dentro al mio?

Quale sguardo avrai mentre sceglierai di proseguire

la strada che porta alla dissoluzione di entrambi?

I miei occhi ti vedono,

i miei occhi ti guardano,

nel buio ti vedo desiderare ciò che è già tuo.

Mi riduco in polvere di dolore

per farmi prendere dalla tua scopa,

mi riduco in silenzio per rendermi degna

del tuo silenzio.

Cosa sarò io per te, mio stregone crudele?

Cosa sarai tu per te, signore delle magie perverse?

Ogni legame è un nodo scorsoio,

quante costole hai strofinato

prima di arrivare al cuore delle cose?

Il mio petto è vergine,

e nessun filo ha mai fatto segno

e finora ho respirato infelicità

perchè non conoscevo il tuo dono.

https://www.youtube.com/watch?v=izmJepISIeg

SOLO LA TUA TESTA

La tua fortuna è stata tornare sui tuoi passi

e risalire i gradini attorno alla piramide

da cui gettavo teste tagliate

a coloro che ti hanno preceduto.

Io che sono sacerdotessa

del serpente piumato

ho riconosciuto in te

il giaguaro feroce

che cercava la mia mente

per poterla sbranare.

Il viaggio che hai fatto

nella mia giungla selvaggia

è stato così lungo

ma non ti sei mai stancato.

Tu sei fatto di una diversa tempra,

e il tuo esperto palato

ritiene l’attesa la migliore arma

per sfinire il mio cuore.

Sul mio altare di piume colorate,

io distendo il mio corpo nudo

così che tu possa vederlo a distanza

anche quando piove e danzando

rimanermi accanto

a cogliere quelle gocce di cervello

che hai schiacciato col tuo piede straniero.

Diletto mio Signore, l’Eldorado

è il vostro regno ed io la vostra

umile regina a cui avete tolto la corona di spine.

( english version)

Your luck has been retrace your steps

and go up the stairs around the pyramid

which threw severed heads

to those who have preceded you.

I who am priestess

the feathered serpent

I recognized in you

the fierce jaguar

he was looking for my mind

to be able to tear.

The trip you’ve done

in my wild jungle

has been so long

but you never got tired.

You are made ​​of a different mettle,

and your experienced palate

believes the wait the best weapon

to wear out my heart.

On my altar of colored feathers,

I lie down on my naked body

so that you can see it from a distance

even when it rains and dancing

rimanermi next

to seize those drops of brain

you crushed with your foreign foot.

My beloved Lord, the Eldorado

is your kingdom and I am your

humble queen who have taken away the crown of thorns.