ALI DI CERA

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Di quelle ali per raggiungere le tue altezze

avevo il segno sulle scapole quando mi morsi la carne.

Di quelle ali che volevi mettermi per togliermi la ragione

e diventare un soffio di vento nelle tue mani

avevo già il segno quando ancora non c’eri.

Come si scioglie il proprio potere nella luce delle candele?

Come si scioglie il dolore sulla propria pelle?

Non conosco calore che sia abbastanza forte

da distruggere il tuo silenzio stratificato.

Non conosco amore così forte che non abbia distrutto

ogni distanza impossibile.

Vigorose fessurazioni già spuntano sulla colonna vertebrale

ma il mio angelico midollo non è pronto alla tua trasfusione.

Non lasciarmi spirare mentre mi trapianti le tue braccia

per possedere il mio cuore.

Non lasciarmi respirare mentre crederò di morire

per la prima volta.

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IL CANNIBALE

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Bestia selvaggia

animale feroce

tu più di tutti miri alla carne

come unico sanguinoso portale

per arrivare al mio cuore.

Anima di saliva, sangue di dolore,

spargi nelle mie membra quel desiderio

di dissoluzione che solo le tue mani

possono donare.

Sono folle, sono folle di paura

perchè mi vuoi sbranare

e non ho ancora sentito il morso

di quell’animale che mi rende cenere.

Per la prima volta ho paura di morire di dolore,

per la prima volta so che avrò a che fare con un cannibale.

L’antico canto nelle vene piene di calore primordiale,

l’antico passato che ti porti nel corpo

dove hai tatuato l’enigma della tua vita.

Io sono il domani e il ieri,

io sono il viaggio e l’arrivo,

la fine di questo inizio che mi terrorizza.

Tu sei un animale feroce,

tu sei fauci e ardore carnale,

tu sei fuoco e amore dissoluto

ed io ti farò morire dentro al piacere.

Sbranami ma non farmi male,

sbranami ma rispetta la mia legge di vittima innocente,

che si porrà sul tuo altare per essere sacrificata

a questo desiderio misto di amore e morte

in cui due cervelli e due corpi si uniranno

per darsi la reciproca distruzione.

Ho paura di te, Cannibale!

 

IL CALORE DI UNO SPIRITO MORTO

CAPELLI

La tristezza d’estate era diventata inverno.

Ma la tristezza invernale è diventata calore.

Sotto le vesti del tormento di non avere più un sogno.

Sotto le vesti dove la carne rimane solitaria,

uno spirito venuto dal nulla scopre il suo tesoro.

In quel rossore che diventa fuoco di sera,

e in quell’odore che mangia l’anima

che ingoia baci come se ingoiasse colori.

In quel profumo che odora di saliva,

che desidera bramare tutto ciò che è possibile,

in cui il tuo naso ha messo la scintilla,

in cui sparisce ogni dita della tua mano.

Dove le ombre osano,

dove le ombre si baciano,

rimane secco legno e un uccellino sbiadito.

Dove le ombre osano unirsi,

dove due ombre si scoprono senza parlare,

là rimane un suono che è sole e notte.

Mistiche dimenticanze ed estatici ritrovamenti

di spasimi esaltati dal godimento inatteso.

Baciare uno spirito morto

non ha prezzo,

e trovare in quella morte una vita

non ha spiegazione.

Tirami addosso il tuo spirito morto

e non lasciarmi respirare un attimo.

Tirami addosso il tuo cadavere

e riportami in vita.

 

 

LE LACRIME DI GINEVRA

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Oh Ginevra, triste sovrana che ha visto scomparire il suo Lancillotto,

non piangere altre calde lacrime perchi ti ha fatto quel torto.

Un cavaliere che rinnega la sua dama da un giorno all’altro

non è degno nè del tuo amore nè della tua corte.

Tu sovrana potente non piangere più quel giovane combattente

che per te nemmeno una guerra ha vinto,

nè oltre quel recinto spinato si è spinto

per dimostrarti il suo valore.

Oh Ginevra, mia anima in pena,

riprendi la tua strada e torna al castello,

colui che voleva fuggire con te

non è venuto più a ripararsi sotto il tuo ombrello.

Quest’uomo sì vile non aveva corazza

e la sua debolezza non è degna della tua corona,

signora, riprendi la vita che ti è stata portata via

e donati un pò di riposo da quel pianto

che sciupa le tue notti di tormento.

Felice colui che non ha te non sarà mai!

Felicità colui che non ti è devoto non troverà mai.

Il tuo regno e il tuo potere meritano altri cuori

più coraggiosi e pronti solo a te servire.

Coraggio, apri quella porta

e lascia in tasca la chiave,

ciò che ti aspetta sarà solo luce

ed eterno calore.