IL CANNIBALE

werewolfk

Bestia selvaggia

animale feroce

tu più di tutti miri alla carne

come unico sanguinoso portale

per arrivare al mio cuore.

Anima di saliva, sangue di dolore,

spargi nelle mie membra quel desiderio

di dissoluzione che solo le tue mani

possono donare.

Sono folle, sono folle di paura

perchè mi vuoi sbranare

e non ho ancora sentito il morso

di quell’animale che mi rende cenere.

Per la prima volta ho paura di morire di dolore,

per la prima volta so che avrò a che fare con un cannibale.

L’antico canto nelle vene piene di calore primordiale,

l’antico passato che ti porti nel corpo

dove hai tatuato l’enigma della tua vita.

Io sono il domani e il ieri,

io sono il viaggio e l’arrivo,

la fine di questo inizio che mi terrorizza.

Tu sei un animale feroce,

tu sei fauci e ardore carnale,

tu sei fuoco e amore dissoluto

ed io ti farò morire dentro al piacere.

Sbranami ma non farmi male,

sbranami ma rispetta la mia legge di vittima innocente,

che si porrà sul tuo altare per essere sacrificata

a questo desiderio misto di amore e morte

in cui due cervelli e due corpi si uniranno

per darsi la reciproca distruzione.

Ho paura di te, Cannibale!

 

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NUTRITI!

vampiri4

 

Nutriti!

I tuoi denti morderanno la mia mente.

Nutriti!

La tua fame mangerà la mia anima.

Nutriti!

Il tuo spirito si è svegliato:

dall’ultimo deserto del tuo mondo

hai fatto ritorno.

Nutriti!

Dalla tua notte eri fuggito,

ma ora io ho le chiavi

per aprire la tua notte.

Nutriti!

Questo cuore è assolutamente perso,

è una creatura a parte, cibatene!

Catturami!

Sii più veloce della tigre,

più astuto del serpente,

più malvagio di un demone.

Coprimi con la tua saliva nera,

non risparmiarmi un goccio della tua vita,

inondami!

Sii quella marea che si abbatte

sulla terra ancora vergine, assetata di semi,

per generare i frutti non ancora vissuti.

Sii quell’onda che sommerge

spogliandomi di ogni ragione fuorviante,

sii te stesso e lasciati nutrire.

Tutte le gabbie sono aperte,

persino la torre sta crollando,

il mio regno intero di tormento

ha smesso di tremare.

Nutriti!

Di questo nettare caldo

che il mio cuore stilla,

poichè il tuo calice sarà pieno

e tu sarai presto rigenerato da me.

Il vecchio mondo che hai conosciuto,

le montagne che hai attraversato,

e i fiumi che scorrono impetuosi nelle tue vene,

ti hanno portato a me per ridarti la vita.

Nutriti di me,

non aver paura di varcare quei confini

che non esistono tra noi,

di oltrepassare i limiti che non ci limiteranno.

Solo un folle come te può osare

cose impossibili.

Solo un folle può nutrirsi

del mio sogno.

Un altro non ha voluto tale sublime godimento,

poichè la follia non a tutti è gradita,

specie a coloro che contano sempre le dita

con cui disegnano futuri migliori e amori sicuri.

Ma noi che siamo esseri selvaggi

conosciamo bene l’abbraccio

di quel canto esistenziale

che il cuore va cercando.

Nutriti, mio cannibale.