UN ANGELO FELINO

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Mai nella morte vidi tanta vita 

come in te, feroce guerriero

che porti dentro la feroce anima

di colui che ti ha nutrito finora.

Mai nella mia morte sentii

così tanto feroce appiglio

al mio materno grembo

come si artiglia a me

quel tuo corpo duro

che cerca la sua ragione di vita.

Figlio, amante, dio potente, padre, angelo, demone,..

non uno solo di questi, nè una sola io sono per te

ma figlia, amante, dea, madre, angelo e demone anch’io

perchè in questa danza feroce io ti ho segnato

col mio sapore e il tuo piacere non sarà mai piccolo

ma immenso diverrà quel mondo

che aspetta solo di poter sfuggire

a tutte le leggi umane

per divenire il nostro amore.

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LA CARNE RIMASTA AL SOLE

corpo

Dalla lunga estate ferita,

la carne è rimasta al sole

aspettando che il ferro dello spiedo

venisse ad infilzare

la gallinella pronta al rogo sacrificale.

La carne marcescente ora grida di dolore

per non esser stata consumata

dal suo vorace padrone.

La scintilla spenta

non si sa se possa far di nuovo fuoco,

poichè troppo a lungo è rimasta

non accesa dalle vostre desiderose parole.

Il corpo dorme, non vuole più nulla.

Marcia è la carne

che non avete avuto ancora

tra le vostre dita.

Il sole l’ha cotta

e voi non l’ha mangiate.