IL MIO PADRONE

Il mio Padrone è sole raggiante,

stella cocente e calore d’infinito.

Il mio Padrone è asfalto sicuro

e immenso precipizio

dove cadere a braccia aperte

sicura d’esser presa.

Un colore differente in mezzo ad altri colori,

un colore che ancora non conoscevo,

un colore che sa di cattura, perdizione,

metallizzata passione di entrambi

legati da una corda in perenne tensione.

Il mio Padrone è notte fonda,

respiro oscuro e abissale dominazione,

spina all’occhiello e cintura piegata

sul mio collo.

Il mio Padrone è gigante

e mi rende piccola,

come una formica

davanti ad un formichiere.

Il mio Padrone è regno

dove trovo il fiume che mi ristora,

il vento che mi accarezza i capelli,

e la frusta che mi spezza la schiena.

Egli è creatura di rugiada e acciaio,

mischia fuoco e ghiaccio insieme,

per sorridere di me

e farmi annichilire,

con la sua perfida ragione mentale.

Il mio essere intero fibrilla,

quando egli istilla in me la sensazione

di essergli essenziale, e ciò mi rende forte

senza esser più forte di Lui.

Il mio Padrone veglia sul mio sonno,

e mentre io sogno di lui,

lui non sognerà di me

poichè io sono soltanto

la mano con cui mi ama

e si dona completamente a me.

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IL PIU’ FORTE

Il più forte getta uno sguardo che non ha dubbi

Il più forte guarda vicino e non ha bisogno di vedere meglio

Il più forte già muove le dita per arrivare alla tua carne.

Il più forte non è mai sorpreso delle cose che dici.

Il più forte non ha bisogno di provare, sa già cosa fare.

Il più forte non esita mai, va dritto al sodo.

Il più forte non tentenna la testa, rimane fermo.

Il più forte non ha bisogno di spiegarsi, si fa intuire.

Il più forte non ha bisogno di mostrare muscoli o strumenti di punizione,

la sua arma peggiore è se stesso.

Quando il più forte esce dall’ombra,

come un lupo nero in mezzo a quelli grigi,

si sente nell’aria un odore diverso.

Già da lontano tu capisci che è arrivato,

che lui è comparso,

che non c’è bisogno di prove e lotte varie,

è il più forte e gli altri rimangono silenziosi.

Non sono le fauci che impauriscono,

non è lo sguardo negli occhi che scansa tutti,

non sono gli artigli affilati,

non è il pelo così scuro e infernale.

Egli porta dentro di sé il cuore della sua schiava,

conquistato dalla sua mente subdola,

e questo gli dà la potenza ch egli altri non avranno mai.

Il più forte è il più vicino alla carne dei sogni

di una debole anima, i sogni che dicono: “VIENI! VIENI!”