LE FERITE DEL GHIACCIO

Amoretriste

Brecce, serracchi, fessure, fratture, ferite in quel ghiaccio eterno

dove io dormo senza dormire.

Appaiono ogni tanto ombre,

ma rimangono ombre soltanto.

Il freddo grida nel vento,

la mia carne gela senza il calore

di quella mano che diceva di regnare su di me.

Gli occhi non vengono bendati e vedono tutto.

Le mani non vengono legate e fanno tante cose.

Il cuore non viene sedato e scorre via nella sera.

Anima pesante in una veste leggera,

che muove i passi per danzare una danza di ombre.

Gli uomini sono ombre, rimangono sul muro,

non toccano mai il pavimento

per unire i loro passi ai miei.

Uomini inconsistenti, inermi, fraudolenti.

Quel ballo che le notti agognano

diventa solo agonia per me.

Ma cosa aspettarsi da miseri esseri

che non sanno sentire altro che bisogni fisici?

Cosa aspettarsi da lemuli dalle corazze ben definite

e dai fremiti invisibili che non fanno altro che nascondersi

nella sabbia delle loro misere vite?

Quanti cadono nella fossa

prima ancora di attraversare il ponte!

E quanti rimangono nello stagno

in cui hanno cresciuto così bene

le loro infime passioni

e vengono a supplicarmi di legarli

col filo e col dolore!

Non sono degni nemmeno

del nome che cercano di darsi:

schiavo è solo colui che non sa di esserlo!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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IL GIAGUARO

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Cammina sulle ombre del giorno e della sera,

di notte viene fuori come il mostro di ciò che era.

Cammina tra gli abissi di coloro i quali non temono

ciò che egli porta.

La carne e il sangue di quelle interiora

che non si aggrovigliano col volgo,

e che solo il dio di antichi rituali

porta sul suo midollo spinale.

Egli ha percorso moltissimi chilometri

per giungere alla fonte di ciò che ha un senso,

per arrivare all’anima che ha bevuto il suo sangue

quando egli era quel dio di tutte le genti antiche

che si inginocchiavano a lui.

O anima mia, prega la tua ultima preghiera,

perchè il cuore ti verrà strappato dal giaguaro

e la tua mente diverrà piume colorate

che si uniscono alle mani del dio

che ti ha liberata dal dolore dell’addio.

IL DIO DEI MAYA E LA FARFALLA INDIANA

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Silenzioso l’odore sgusciò tra le vesti e si mischiò col sapore del cielo. Lei sorrideva timida perchè non sapeva che lui era il dio dei maya. Le sue piume la confondevano. I suoi occhi la mettevano così in imbarazzo. Poi nel silenzio del giorno l’anima divenne sera e allora lui la sfiorò perchè era scritto che una farfalla dovesse diventare dea.

Misterioso il canto che piume e polvere mischiate fanno tra due corpi di diverse forze. Misterioso quel destino che avvicina due potenze magneticamente opposte. Così giunsero a non dirsi alcuna parola, perchè gli occhi soltanto parlavan di loro e della loro essenza.

La ricerca era durata anni, e il giro del mondo non era bastato per arrivare a quella fonte dove tutto converge e dove il cuore emerge dagli oceani esistenziali. Lui avvicinò una mano ma non aveva paura di sbriciolare le ali della farfalla. Lui voleva toccare la sua vita. Lui voleva sentire il volo delle sue ali.

Il dio dei maya la guardò come si guarda un fiore raro, trovato in mezzo ai cactus. Lei sorrideva ancora. Poi chiuse gli occhi e disse solo una parola: “sì”.

Il dio dei maya allora fece divampare il fuoco e ogni altra cosa intorno a loro scomparve del tutto.

LE LACRIME DI GINEVRA

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Oh Ginevra, triste sovrana che ha visto scomparire il suo Lancillotto,

non piangere altre calde lacrime perchi ti ha fatto quel torto.

Un cavaliere che rinnega la sua dama da un giorno all’altro

non è degno nè del tuo amore nè della tua corte.

Tu sovrana potente non piangere più quel giovane combattente

che per te nemmeno una guerra ha vinto,

nè oltre quel recinto spinato si è spinto

per dimostrarti il suo valore.

Oh Ginevra, mia anima in pena,

riprendi la tua strada e torna al castello,

colui che voleva fuggire con te

non è venuto più a ripararsi sotto il tuo ombrello.

Quest’uomo sì vile non aveva corazza

e la sua debolezza non è degna della tua corona,

signora, riprendi la vita che ti è stata portata via

e donati un pò di riposo da quel pianto

che sciupa le tue notti di tormento.

Felice colui che non ha te non sarà mai!

Felicità colui che non ti è devoto non troverà mai.

Il tuo regno e il tuo potere meritano altri cuori

più coraggiosi e pronti solo a te servire.

Coraggio, apri quella porta

e lascia in tasca la chiave,

ciò che ti aspetta sarà solo luce

ed eterno calore.

CAN YOU HEAR ME?

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Là dove si nasconde la tua anima

io ti vengo a cercare camminando su suoli di musica

dove le note sono spine affilate.

Io sento una diversa connessione con te,

io sento una diversa comunione con quello che sei.

Là dove tu sei da solo, da solo nella tua solitudine,

quella che non mostri mai,

là io ti vengo a cercare perchè so che hai bisogno di me.

Alla fine di quelle facce che ti tocca usare ogni giorno

nella tua vita e nel tuo lavoro, io riesco a vedere te,

come sei veramente.

Questo tuo essere reale che io vedo,

è quell’Orco nel bosco, che mi segue dovunque io vada.

In ogni luogo io vedo sempre te,

c’è sempre qualcuno che mi ricorda

la tua presenza, la tua fisicità.

Io ti vedo dovunque perchè ti voglio vedere.

Là dove finiscono quelle facce di te

che io non conosco e che tu dismetti

quando sei con me,

là, in quella solitudine che conosco benissimo,

io ti trovo simile a me, per questo ti voglio baciare col cuore.

DIO E IL DIAVOLO INSIEME

Non calpestare la linea rossa

 

Conserva la mia memoria dentro le tue dita.

Conservami nelle tue tasche, mio Signore.

Tu sei Dio e il Diavolo insieme,

perchè crei e distruggi ciò che vuoi.

Tu solo hai il potere di fare rosso o nero se vuoi.

Tu solo hai il potere di aprire la tua mano e prendermi il cuore.

Oltre quella linea dove non vuoi andare,

ci sono farfalle nere che mi tagliano la strada.

Oltre quella linea rossa di passione

ci sono maschere di latex che aspettano un mio ordine.

Conservami dentro la tua mente, mio Signore,

io sono la tua cellula maligna e ti attizzo il cuore.

Conservami nel tuo armadio,

io sono il tuo scheletro da non tirare mai fuori.

Io so che gli uomini scelgono sempre la stessa cosa

ed io non voglio finire disseccata come una rosa.

Pungiti! Fammi sanguinare, ma non privarmi mai del tuo cuore.

LA FIAMMA DI GHIACCIO

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Ripetutamente scolpita dalle sferzate dure

di quel cuore che non smette di battere.

Ripetutamente cristallizzata

da quella mente che si dibatte per non amare.

Una fiamma di ghiaccio come può diventare?

Una fiamma di ghiaccio cosa può diventare?

Sbigottimento nel vedere quanto gioco vogliano le anime vuote!

Sbigottimento nel constatare quanto si accontentino

di quel nulla che non tocca mai il cuore!

Nessuno schiavo o padrone vuole rischiare,

nessuno schiavo o padrone vuole vivere davvero

quel sentimento che si fa fuoco dentro il ghiaccio.

Io non contemplo il gioco, io non voglio nessun divertimento.

Il mio amore è l’unico mondo che vi farò sfiorare

e se non ne siete degni allora datevi al gioco!