IL MIO PRIMO ROMANZO EROTICO

Ecco, è ufficiale, stamattina è stato pubblicato il mio primo romanzo erotico. La prima lunga faticosa opera, non autobiografica, che mi ha impegnato in questi mesi. Per adesso è nel sito del mio nuovo editore ma presto sarà anche su Amazon e su tutti gli altri siti di vendita di libri. Quindi per adesso dare un’occhiata e buona lettura a tutti. Ovviamente si tratta di una storia di una donna la cui psicologia interiore di Mistress viene scandagliata fin dagli esordi per mostrare quali impulsi ed emozioni portano verso una scelta così estrema di vita.

( cliccando sull’immagine potete andare alla pagina su Amazon dove è presente il mio libro)

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IL RAPACE

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Sfinimenti amorevoli e discordie assassine.

Pelle di piume, pelle di animale, pelle disumana.

Cosa hai fatto del nostro nido?

Cosa hai fatto del nostro volo?

Rapace senza preda in volo.

Rapace con la vittima ancora al suolo.

Aquila divoratrice.

Aquila risolutrice.

Noumeno infelice.

Strappata la radice, come crescerà il fiore selvatico?

Era un ballo di piume, artigli e cuore invasato.

Era un sogno di capelli e crateri infossati.

Brivido di ossa.

Brivido di corpulenza carnale.

Cosa hai fatto dell’inferno?

Cosa hai fatto di quello che hai divorato?

Aquila, mangia ancora il tuo topolino,

mangia il tuo piccolo oggetto assassino.

Punta il becco, a caso, e divora il suo sonno,

divora la sua vita ora che ti sfugge

nel riverbero di quelle nuvole che non s’addensano mai.

LA DAME DE LA ROSE

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Inconsistente piumaggio atto al volo,

ho rischiato di fare un volo dentro la vasca da bagno

dove le rose possono sbocciare da un semplice rasoio cucito male.

Inietto sangue di rose dentro al mio cuore

per respirare meglio in mezzo al mio nuoto

e rimango in superficie per riscaldarmi le vene.

Non è occasione prima di una scena già riuscita

ad una sorella migliore di me in questa vita.

Ofelia mia sola gemella, colei che fuggì dal suo amore pazzoide,

giace ancora in quel sogno perduto nel flusso della morte.

Discendo fino al fondo perchè così soltanto posso vivere,

mentre ciò che rimane di ogni stelo non è il fiore

ma le spine che ci hanno punto e ci hanno dato l’amore.

MIE ANCELLE

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Mie fanciulle fiorite, dove vi nascondete?

Venite fuori dai cespugli e recatemi i vostri fiori.

La Regina aspetta di esser vestita a festa

poichè voi sarete il suo banchetto personale

e solo di voi ella si vuole cibare.

Mie ancelle, portatemi la corona

dove voi sarete le gemme

ed io quel diamante che brilla

unico e inscalfibile in mezzo a voi,

mie fragili sorelle.

Docili schiene piegate

alla mia frusta dolente

e non gridate al mio cuore

poichè io l’ho perso di recente

e nessuna pietà avrò

per il vostro minimo errore.

Venite, mie anime belle,

a succhiare quel nettare

che non avete mai assaggiato,

io sola ho quel forte sapore

di ciò che nessun uomo vi ha mai dato.

Mie sorelle inginocchiate,

non rialzate il capo

fino a quando il mio vestito

sarà della vostra rosea pelle

finemente decorato.

FERMATEMI

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Tenetemi salda dentro di voi,

tenetemi in salvo,

prima che l’altra mi diventi Io.

Tenetemi forte,

temetemi per voi,

lei sta prendendo piede.

Il secondo volto sta venendo fuori,

ed io mi spavento ma non per me soltanto.

La seconda anima distrugge tutto,

il suo danno è inconscio,

corrode la volontà di servirvi,

si insinua come un worm,

diventa un trojan,

vanifica ogni vostra disposizione.

Cancellate la sua insolenza,

cancellate la sua prepotenza

nello sfidare la vostra pazienza.

Cancellatemi questa Dama Nera

che mi impone di disobbedirvi,

di non inginocchiarmi,

di non finire nelle vostre mani.

Lei vuole dire “NO”

ma voi prendetela lo stesso

e forzate la sua volontà.

Cancellatemi questo virus pericoloso,

solo voi potete rimediare

a tale invasione interiore.

DUE LEONESSE

Prima che io possa iniziare a capire

dove inizia il tuo potere e dove finisce il mio.

Prima che io possa capire dove si può trovare una seconda via

per incrociare l’anima tua alla mia.

Forti leonesse nell’arena dove i leoni aspettano,

usciamo da un passaggio nascosto e arriviamo all’aperto.

Dove vuoi andare, micina graziosa?

Non ruggire ancora, non sei la mia sposa.

Avevi la criniera e non me ne sono accorta?

Ora che sei dietro quella porta

non se ancora in grado di sapere

dove potrebbe portarti questa nuova visione di te.

Non sapevi di essere a me così uguale

e hai dimenticato una parte della tua vera natura?

Piccola micina, non ruggire ancora,

io stavo per esser sbranata quando tu sei entrata nell’arena,

e non sapevi di esser leone pure tu.

Siamo tutte due immerse nella sabbia,

possiamo strisciare insieme verso l’uscita,

io sono già fuori dal cancello dell’arena.

Prova a seguire le mie orme e vai via da questo mercimonio,

la tua carne è dolce e vogliono solo divorarla.

Nessuno conosce i baci della passione,

nessuno conosce il vero perdono dell’anima,

perché non vedi cos’è davvero l’amore?

Piccola micina, piccola leonessa,

non c’è domatore che sappia dare valore

a quello che sente il tuo cuore.

Questo circo a in cui giochi è solo divertimento puro

per soli uomini e tu a nessuno ancora appartieni.

Ecco perché ruggisce la tua bocca e grida la tua gola,

ciò che hai non è che stupido gioco, e sai che il gioco finisce.

Ma l’amore è venuto a tirar fuori la tua vera inclinazione,

poiché solo l’amore vede in te ciò che tu stessa non riesci a immaginare.

Ferma la tua battaglia in questa arena di leoni,

agita la coda e scegli di uscire di scena,

poiché il destino vuole darti ciò che non hai mai vissuto.

Prima che io possa iniziare a capire qual è il tuo colore preferito,

inizia a indossare su di te il mio, perché due leonesse nel deserto

si coprono solo col sole dell’amore.

LeonesseDormono

LA FORESTA NERA

Freccia dopo freccia

Dentro al cuore della Dama Nera

ha preso sede un sottile oscuro bagliore.

Freccia dopo freccia

Si è aperta una fessura

dentro al profondo bosco

e la Dama Nera finalmente sul suo trono

prenderà posto.

Dall’alto al basso

ella sente ogni suo vicino passo:

sente avvicinarsi il veneziano mostro

con la maschera di profanatore di anime.

Alzatevi tutte acque salate! Sorgenti del male e fonti oscure!

La Dama Nera ha deciso di rendere le vostre menti insane!

Piegatevi ai suoi piedi, rospetti, e lasciate che il suo forte piede

si adagi sulle vostre deboli schiene.

La Regina della Foresta Oscura

ha ordinato una catena più lunga e stretta

per le sue prossime vittime.

Sotto le fronde ribelli e il canto ostile degli uccelli

Ella aprirà cuori e mangerà dolori a lei familiari.

Divora precoci silenzi e desideri iracondi,

di coloro che cercano l’assoluto divino

e dietro i suoi passi lascia solo scheletri di veleno.

Stringerà, strozzerà, non avrà pietà alcuna

poiché Ella è la peggiore Sovrana di questa infima zona oscura.

Ogni servile bacio avrà il suo cappio e ogni labbro avrà il suo morso.

Poi cederà a Lui, il Fauno, lo scettro fatato, e da lui prenderà ristoro.

Si renderà docile al suo fiato selvatico, lo lascerà correre sul suo seno

coi denti e con l’anima che a lei è devota.

Lascerà mai che il suo animo venga addomesticato?

Freccia dopo freccia, un buco si è ingrandito sul collo

E da lì il Fauno ha succhiato il sangue virulento

che gli procura la malattia sentimentale di cui è appestato.

Spira risuonando il buio dentro di loro,

spira leggero come un fiato di nero,

quel vento che ha scoperto le loro vere passioni.

Occhio dopo occhio,

vena dopo vena, sguardo dopo sguardo,

si è aperto un varco dentro la vista occlusa

della Regina reclusa ed Ella ora guarda quegli occhi

come se vedesse per la prima volta il sole!

Il Fauno, suo unico servitore fedele,

stringerà le mani alle sue e la porterà altrove,

per salvarla dal fango del suo demone interiore.

Distante sembrava la sorte,

vicina appariva la morte, ma tutto si è aggiustato

col tocco del destino fatato.

Ascolta queste parole, o servitore fedele,

oggi suona il tuo flauto, svelto,

poiché dal mio scranno a te solo

il mio ardire verrà rivolto

e tu piegherai le ginocchia di cervo

e porgerai il tuo volto per farlo sparire

dentro al mio cuore morto.