IL DESTINO CAPOVOLTO

prigioniero_del_gioco_HD

Afferrato, tenuto in mano, lasciato andare,

gettato via, ripreso, ritrovato, rifiutato.

Destino crudele o nefasto quel dado che male ha girato?

Uno, due, cinque, sei volte lanciato in aria,

caduto, afferrato, schiacciato.

Due punti, sei punti, otto punti,

simili a decisioni prese da un lato

all’altro della vita.

Non si può esser sicuri

se è stato il caso a farci nero e bianco,

o se l’amore era l’unica via per star sotto il volere delle stelle.

Quale ordito è nascosto dietro le facce del cubo?

Chi mai ha scavato nel centro di un simile pensiero ostinato?

Tutto è andato storto, disse il giocatore,

tutto è stato giocato disse il tempo,

ma un posto è rimasto vuoto,

la sedia è calda ancora,

il giocatore dov’è andato?

Il gioco ha avuto la meglio,

e il jolly è scappato con la coda tra le gambe.

Advertisements

CHI STA SOTTO E CHI STA SOPRA

alice

 

Cammino su oceani penosi, disastrosi, di desideri offerti come caramelle scadute.

Cammino sulle punte di quelle sostanze che vogliono essere dischiuse dal mio morbo dominante.

Sono la Dea che sfiora i pensieri di ogni ignobile uomo debole.

Sono la Sovrana che potrebbe tagliare palle e cuori ad ogni suo volere.

Non sono del tutto umana quando lascio che la ragione non si pieghi

a quello strano sogno di poter volare lontano da questo mare di cappelle arroventate.

Non sono del tutto sana quando cammino su questi organi pulsanti

e me ne sbatto se rimangono esangui col mio tocco velenoso.

Cammino su oceani pelosi e ricurvi, di vogliosi rospetti, di uomini imperfetti,

di solitari e noiosi omini che barcollano sulle loro vite come se fossero canne di bambù.

Cammino sicura, senza mai farmi sporcare dal loro succo atroce e maleodorante,

che per ogni goccia che ne cade se ne potrebbe spegnere uno di quei loro sogni già spenti.

Non mi fermo su nessuno di loro, non mi fermo su nessuna protuberanza assassina.

io tengo salda la mia corona e non ho intenzione di abdicare.