IL SUPERMASTER

1 (2)

Ogni schiava sogna il supermaster: colui che si mostra elegante e che si distingue da tutti gli altri uomini. Colui che sembra avere sempre tutto sotto controllo.

Un Supermaster è sempre impeccabile e sa gestire tutto con cognizione di sicurezza per se stesso e per la propria schiava.

Un Padrone eccelso è sempre deciso e forte. Mai un’esitazione. Mai un dubbio. Egli sa bene ciò che fa e conosce il limite oltre al quale attenersi, per rispettare la sua schiava.

Il Supermaster dosa se stesso con parsimonia. Non si lascia possedere dalla passione e da nessuna persona. Il suo cuore è limpido e scevro da legami , che non sia quello con la propria schiava.

Ogni schiava desidera essere al centro dell’attenzione di un Padrone che meriti la sua devozione e che sia da esempio per i giovani padroni inesperti.

Una schiava desidera un Supermaster perchè sa che ciò che è dentro di lei è unico e solo l’appartenenza vera può farla divenire l’opera perfetta per il suo Padrone.

I bravi attori sono molti ma pochi sono i Supermaster e una schiava dovrebbe subito capire se si tratta di persone che recitano un ruolo o che sono dominanti sul serio.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

 

 

 

IL PUNITORE DELLA SPIAGGIA

766f30402a44f376811a09d612776ca4

Granellini di sabbia che volano via nel vento.

Pietre sotto le ginocchia e acqua salata sopra la testa.

Piegata dal Signore del mare, castigatore inflessibile.

Lacrima la sofferenza tutta, dal mascara nero sciolto dalle onde danzanti.

Supplica la sirena immobilizzata.

“Mio Signore vi prego fatemi alzare”.

Ma il Signore del mare non le risponde e co tinua a guardare l’orizzonte.

“Mio Signore vi prego, ho troppo dolore.”

Il suono delle onde si fa più intenso e più profondo divebta lo sguardo del Padrone.

Egli si gura e ammira la sua opera marina.

La sirena è supina, aperta e sofferente.

La sirena, ormai arresa, china il capo verso il suo Padrone.

“Mio Signore, io sono vostra.”

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

AVVOLGIMENTI

Kavan-Cardoza-Kavan-the-Kid-model-is-photog-1

Ci sono scosse di cuore intermittenti

Quando la presa è più decisa.

Scosse di forze contrastanti.

Chi ha il potere?

Chi tiene le mani sui tuoi occhi o chi tiene il buio solo dentro gli occhi?

Alzando la testa non si vede nessuna corona ma regna su tutto quel moto del cuore che racchiude ogni fremito.

Nell’universo del dolore tutto è desiderio di dolore.

Allora copri gli occhi e non guardare perchè il buio potrebbe colare tutto addosso al padrone della tua oscurità.

O anima ripresa dal pozzo in discesa, sei dentro un altro pozzo in salita e le corde sono avvolte alle ciglia scolorite dal pianto.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

PELLEGRINA ADDORMENTATA

beaute-matinale.jpg

Ogni tappa una sosta dolente.

Ogni sosta una preghiera supplicgevole per fermarsi.

Ma proseguire è la migliore decisione, o mio Padrone.

Ogni parola misurata dalla vostra ragione mantiene sveglio il mio sonno,

e all’alba di ogni giorno il pensiero vostro m’inganna della vostra sovrana presenza.

Io incedo e inciampo sotto i vostri piedi e rimango sofferente per non potervi guardare.

E i vostri occhi so che mi guardano fissi come quelli di un felino notturno che incontra l’odore che cercava.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL SIGNORE DELLA NOTTE

d1cbdbe28a2bf39a6732272a451d5aaa.jpg

Mai incontrai il vostro cuore perchè gelidissimi sono i vostri occhi e non ammirano nulla di ciò che offro.

Come una vittima del sacrificio rituale vengo presa da uno spostamento emozionale che non comprendo.

Il mio senno giace ai vostri piedi e la notte è più buia della notte del giorno.

I semi della dominazione stanno germogliando nel terreno fertile della mia inettitudine.

Sono piena di schemi che solo la vostra ferrea volontà può rompere.

I meccanismi incerti delle mie voglie vi fanno ridere e scostate tende aggrinzite per coprire meglio la mia goffagine.

Sono acerba come una luna a metà ma voi siete la notte che mi avvolge e mi rende piena.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

FELINA

44124c89938e144882a79dad84ad3d05--gary-baseman-cat-lady.jpg

Di ogni mio mentale cibo preferito voi fate una poltiglia immangiabile.

Mi domate come si doma un felino mai addomesticato.

Non lasciate traccia della vostra inclinazione verso il mio diletto a miagolare invano.

Mi fate stare come un animale in perenne attesa del suo pasto.

E i miei neri capelli sono il mio collare: voi non sciogliete mai il giogo del vostro volere.

Ahi quanti versi devo ancora fare per attirare la vostra perdizione sulla vostra gattina preferita!

E la tana che mi preparate è ancora più scomoda poichè so quanto vi piace farmi disperare su cuscini di velluto secco.

O mio domatore astruso, il vostro sigillo su di me avete posto e adesso per la mia anima non rimane più alcun posto.

Vi guardo nell’aria e mi dico che ho già perso di me ogni mio infinito.

( Copyright della poesia di amleta Bloom)

 

LA FORZA DELICATA

lNKkwy6Ln1JyqXgWo1NI54949156e56d9.jpg

La vostra elegante fierezza oscura fa volare ogni dita verso la vostra luce abissale.

Mi sveglio col vostro cuore sul palato e m’annichilisco tutta.

Mi spinate con rami invisibili che s’intrecciano e mi divorano con immenso dolore.

Oh quanta grazia mettete nella vostra forza delicata!

Siete il Signore notturno che alimenta le viscere del mio tormento.

Oh quante sbarre conto tra me e voi!

Eppure le superate tutte contorcendo il metallo della mia pancia affamata.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

SMASKERAMENTI

66876ff9defa1775d74da83b147f09db.jpg

Dentro la notte di cristallo nell’angolo più cinereo, io trovo il bisogno di quelle mani che schioccano sulla carne.

Ogni volto di fiamma diventa fuoco di un ricordo ritrovato.

Scende il sipario sul mio sguardo e riposo la mia mente nel tuo pensarmi.

Il mio cuore di pietra ha una sottile linea nera che arriva al mio polso legato.

Attraverso dei cancelli di carne, che risuonano della tua voce, che ritorna in vita dal passato di marmo.

Ogni passo che mi concedo ha il respiro di un sospiro nascosto.

Il sapore segreto delle nuove catene mi rende spudoratamente avvilita dalla tua mancanza.

Quando sosti nella tua mente io rimango sulla soglia e aspetto il tuo desiderio che mi coglie di sorpresa.

Nel mare della mia malinconia tu diventi un passaggio sotterraneo in cui mi rifugio e ti sento arrivare come un Padrone solerte ed enigmatico.

E ogni tuo enigma è una soluzione per ogni mia esitazione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’ULTIMA PAROLA

DcIJ9paXkAMvBho.jpg

Sarai profeta della mia prigione,

Custode della mia sottomissione.,

grande scoprutore dei miei paesaggi fisici.

Ti darò il mio oceano e berrò il tuo sangue per morire della tua vita immortale.

Oh Sir, si può avere più dolore del dolore di non averti ancora visto?

Un fiore che cresce sotto la luna odia il sole ma aspetta con pazienza colui che illuminerà ogni suo germoglio per farlo sbocciare.

Credimi mio Sir, questa vita senza di te non ha alcuna goccia di sudore e nessun gusto del piacere.

Tutto è insipido se le tue pallide mani non sfiorano il mio collo per stringermi a te.

Abbi compassione di questo cuore in agonia per qualcosa che ancora non ha conosciuto.

E senza voce spiro con un’ultima parola: “Sì, Sir”

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

AMORE A PRIMA FRUSTA

Dp0UIStUwAAFpgW

Oh quanto sono vergini le mie natiche!

Oh quanti ardori rimangono sospesi nella tua mano.

La mia carne cosi calda non sarà riscaldata ancora per poco.

Il tuo tocco magico rimane dentro il tuo forte polso.

E i miei pori rimangono calmi e non vibrano a nessun colpo.

Ma presto saranno risvegliati tutti quei draghi dormienti.

Tutti quei signori del dolore ingabbiati dentro il tuo torace.

Perchè il mio culo li chiama tutti a raccolta adesso che ho scelto di essere piegata.

E la tua frusta sarà per me come il primo paradiso sulla mia terra epidermica.

Oh quanto ti piacerà sapere che nessun sospiro ho mai fatto,

ma che adesso il mio respiro è diventato più ardente,

e che il pensiero di te

accende ogni mia fibra inviolata.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)