PETBOY

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Piccolo gattino che miagoli solitario.

Sconosciuto l’amore al tuo pelo felino.

Arricci la coda e arruffi il pelo.

Ma gli occhi non sai distogliere dal mio frustino.

Salti su e giù come un cagnolino, rinnegando la tua selvatica natura.

Il mio dominio ti ha cambiato le cellule mentali e se ti ordinassi di abbaiare tu abbaieresti.

Piccolo gattino, sei così nudo di fronte alla mia radiosa volontà!

Miagoli e miagoli ma da queste tette non uscirà latte di cui saziarti ma solo veleno da leccare per distruggere il tuo pensiero.

Nemmeno un cane sarebbe più fedele di te, micino mio bello.

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SPOREM BEN

SPORA

Quale spora è rimasta incastrata in un pertugio dimenticato?

Quale spora può recuperare il massacro che hai fatto dei miei ricordi?

Hai germinato il tuo potere e poi non l’hai più raccolto

e la pianta nemmeno ha avuto modo di spuntare nè crescere.

Quale riproduzione dominante è possibile senza un filo conduttore?

Quale dominazione si può ottenere quando si cancella ciò che si era ottenuto?

Quante alluvioni ci son state che han portato via di tutto?

Perchè il mio cuore dovrebbe stare nel posto in cui l’hai lasciato?

C’era una corazza spessa sul tuo e non è mai venuta giù.

Un guerriero non si concede mai attimi di riposo

ma si perde certi passi che poi diventano difficile ostacoli.

Ogni dominatore ha un punto debole ma la forza sta nello scoprirlo

e non nel tenerlo nascosto affinchè la paura di venire sconfitto

non si prenda le fila del suo discorso.

Il cavaliere che vuole salvare Biancaneve

deve scender fa cavallo e spogliarsi della sua armatura

perchè solo un uomo coraggioso avrà l’ardire di vedere se stesso

in quella fanciulla che tanto brama!

Una spora forse è rimasta incagliata

dentro una corda appesa al ricordo.

Chissà cosa potrà germinare!

 

 

LE FERITE DEL GHIACCIO

Amoretriste

Brecce, serracchi, fessure, fratture, ferite in quel ghiaccio eterno

dove io dormo senza dormire.

Appaiono ogni tanto ombre,

ma rimangono ombre soltanto.

Il freddo grida nel vento,

la mia carne gela senza il calore

di quella mano che diceva di regnare su di me.

Gli occhi non vengono bendati e vedono tutto.

Le mani non vengono legate e fanno tante cose.

Il cuore non viene sedato e scorre via nella sera.

Anima pesante in una veste leggera,

che muove i passi per danzare una danza di ombre.

Gli uomini sono ombre, rimangono sul muro,

non toccano mai il pavimento

per unire i loro passi ai miei.

Uomini inconsistenti, inermi, fraudolenti.

Quel ballo che le notti agognano

diventa solo agonia per me.

Ma cosa aspettarsi da miseri esseri

che non sanno sentire altro che bisogni fisici?

Cosa aspettarsi da lemuli dalle corazze ben definite

e dai fremiti invisibili che non fanno altro che nascondersi

nella sabbia delle loro misere vite?

Quanti cadono nella fossa

prima ancora di attraversare il ponte!

E quanti rimangono nello stagno

in cui hanno cresciuto così bene

le loro infime passioni

e vengono a supplicarmi di legarli

col filo e col dolore!

Non sono degni nemmeno

del nome che cercano di darsi:

schiavo è solo colui che non sa di esserlo!