PREGHIERA PER IL MONSTER

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Ricorda Signore, la mia carne non ha mai visto il limite.

Ti prego fai piano, sii misericordioso, dosa la giusta dose.

Non affilare le unghie per aprirmi la mente

hai affilato già il rigoroso silenzio tra le porte d’entrata ed uscita.

Ricorda, non so ancora chi sono per te.

Lascia che preghi la mia ultima preghiera.

E’ giunta l’ora estrema e mi dolgo di esser così debole,

come una piuma che verrà fritta nell’olio caldo.

Non ti conosco ma non fermare la tua mano quando mi vorrai.

Stringerò i denti, sarò perfettamente obbediente e saprò pregare a terra,

sotto il tuo piede irruente.

Non mi sforzerò nemmeno di chiederti il permesso

per seppellire quell’amore che non mi hai mai concesso,

e tra le mie mani lo terrò stretto

quando infilzerai il tuo pugnale dritto nel mio petto.

Non ho paura Signore, di finire il mio destino,

senza fiato e senza nome quando pronuncerò il tuo.

Finiscimi subito però perchè potrei guardarmi indietro

e scappare dal tuo feroce amore.

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LA FORESTA NERA

Freccia dopo freccia

Dentro al cuore della Dama Nera

ha preso sede un sottile oscuro bagliore.

Freccia dopo freccia

Si è aperta una fessura

dentro al profondo bosco

e la Dama Nera finalmente sul suo trono

prenderà posto.

Dall’alto al basso

ella sente ogni suo vicino passo:

sente avvicinarsi il veneziano mostro

con la maschera di profanatore di anime.

Alzatevi tutte acque salate! Sorgenti del male e fonti oscure!

La Dama Nera ha deciso di rendere le vostre menti insane!

Piegatevi ai suoi piedi, rospetti, e lasciate che il suo forte piede

si adagi sulle vostre deboli schiene.

La Regina della Foresta Oscura

ha ordinato una catena più lunga e stretta

per le sue prossime vittime.

Sotto le fronde ribelli e il canto ostile degli uccelli

Ella aprirà cuori e mangerà dolori a lei familiari.

Divora precoci silenzi e desideri iracondi,

di coloro che cercano l’assoluto divino

e dietro i suoi passi lascia solo scheletri di veleno.

Stringerà, strozzerà, non avrà pietà alcuna

poiché Ella è la peggiore Sovrana di questa infima zona oscura.

Ogni servile bacio avrà il suo cappio e ogni labbro avrà il suo morso.

Poi cederà a Lui, il Fauno, lo scettro fatato, e da lui prenderà ristoro.

Si renderà docile al suo fiato selvatico, lo lascerà correre sul suo seno

coi denti e con l’anima che a lei è devota.

Lascerà mai che il suo animo venga addomesticato?

Freccia dopo freccia, un buco si è ingrandito sul collo

E da lì il Fauno ha succhiato il sangue virulento

che gli procura la malattia sentimentale di cui è appestato.

Spira risuonando il buio dentro di loro,

spira leggero come un fiato di nero,

quel vento che ha scoperto le loro vere passioni.

Occhio dopo occhio,

vena dopo vena, sguardo dopo sguardo,

si è aperto un varco dentro la vista occlusa

della Regina reclusa ed Ella ora guarda quegli occhi

come se vedesse per la prima volta il sole!

Il Fauno, suo unico servitore fedele,

stringerà le mani alle sue e la porterà altrove,

per salvarla dal fango del suo demone interiore.

Distante sembrava la sorte,

vicina appariva la morte, ma tutto si è aggiustato

col tocco del destino fatato.

Ascolta queste parole, o servitore fedele,

oggi suona il tuo flauto, svelto,

poiché dal mio scranno a te solo

il mio ardire verrà rivolto

e tu piegherai le ginocchia di cervo

e porgerai il tuo volto per farlo sparire

dentro al mio cuore morto.