LA FORMA DI UN BACIO

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Un caso mentale di crinoline attorcigliate.

Un caso patologico di belva non addestrata, liberata dal cuore,

nel buio di un giorno cancellato dal calendario.

Una sconosciuta presenza, una candela divisa a metà.

Due ritratti appesi a due pareti opposte,

due ritratti che ritraggono una sola belva felina.

Uscita da una foresta reclusa da bambina,

parla una lingua magica e mai parlata,

strega, megera, matrona senza figliole.

Una cosa che si posa sugli occhi che dormono,

una cosa mostruosa che serrata detiene il potere

di dire di sì e di no.

Una donna sdoppiata con un bacio:

dove ha piantato la sua ombra

è rimasta solo una figura senza forma.

 

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UN ANGELO FELINO

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Mai nella morte vidi tanta vita 

come in te, feroce guerriero

che porti dentro la feroce anima

di colui che ti ha nutrito finora.

Mai nella mia morte sentii

così tanto feroce appiglio

al mio materno grembo

come si artiglia a me

quel tuo corpo duro

che cerca la sua ragione di vita.

Figlio, amante, dio potente, padre, angelo, demone,..

non uno solo di questi, nè una sola io sono per te

ma figlia, amante, dea, madre, angelo e demone anch’io

perchè in questa danza feroce io ti ho segnato

col mio sapore e il tuo piacere non sarà mai piccolo

ma immenso diverrà quel mondo

che aspetta solo di poter sfuggire

a tutte le leggi umane

per divenire il nostro amore.