IL SUPERMASTER

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Ogni schiava sogna il supermaster: colui che si mostra elegante e che si distingue da tutti gli altri uomini. Colui che sembra avere sempre tutto sotto controllo.

Un Supermaster è sempre impeccabile e sa gestire tutto con cognizione di sicurezza per se stesso e per la propria schiava.

Un Padrone eccelso è sempre deciso e forte. Mai un’esitazione. Mai un dubbio. Egli sa bene ciò che fa e conosce il limite oltre al quale attenersi, per rispettare la sua schiava.

Il Supermaster dosa se stesso con parsimonia. Non si lascia possedere dalla passione e da nessuna persona. Il suo cuore è limpido e scevro da legami , che non sia quello con la propria schiava.

Ogni schiava desidera essere al centro dell’attenzione di un Padrone che meriti la sua devozione e che sia da esempio per i giovani padroni inesperti.

Una schiava desidera un Supermaster perchè sa che ciò che è dentro di lei è unico e solo l’appartenenza vera può farla divenire l’opera perfetta per il suo Padrone.

I bravi attori sono molti ma pochi sono i Supermaster e una schiava dovrebbe subito capire se si tratta di persone che recitano un ruolo o che sono dominanti sul serio.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

 

 

 

IL PUNITORE DELLA SPIAGGIA

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Granellini di sabbia che volano via nel vento.

Pietre sotto le ginocchia e acqua salata sopra la testa.

Piegata dal Signore del mare, castigatore inflessibile.

Lacrima la sofferenza tutta, dal mascara nero sciolto dalle onde danzanti.

Supplica la sirena immobilizzata.

“Mio Signore vi prego fatemi alzare”.

Ma il Signore del mare non le risponde e co tinua a guardare l’orizzonte.

“Mio Signore vi prego, ho troppo dolore.”

Il suono delle onde si fa più intenso e più profondo divebta lo sguardo del Padrone.

Egli si gura e ammira la sua opera marina.

La sirena è supina, aperta e sofferente.

La sirena, ormai arresa, china il capo verso il suo Padrone.

“Mio Signore, io sono vostra.”

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’UOMO CON LA MASCHERA

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Segretare l’essere spregevole, opprimente, disturbante.

Rendere misterioso l’inconsistente valore di una posa.

Cose grandi e poccole unite da un pezzo di stoffa sul viso.

Da Zorro il mistero è nato e il seguito sempre più mostruoso è stato.

L’inganno e l’attenzione rimangono sul filo della nuca dove s’annoda l’intenzione di stupire.

Ordinami!

Ordinami!

solo con uno sguardo dietro una maschera di pelle rossa può farmi vedere!

Cosa sono io e cosa sei tu.

Dietro il nascondiglio del tuo potere rimane un soffio di mare e di vento.

Ma non sento alcun tocco di neoprene e il tuo costume è sporco del mio dolore.

Coprimi Padrone!

Coprimi e scopri la mia sofferenza.

Dietro la maschera hai catturato la mia innocenza.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DEAR DADDY

tumblr_37c26b0aed3872938db8ad5906649b8c_29921b3d_1280Forse ti verrebbe voglia di piangere.
Forse ti verrebbe voglia di non obbedire.
Forse potresti ribellarti.
Ma sei la mia schiava devota.
E diventi soltanto mia quando la musica inizia.
Fiori per la tua vita offerta a me in un mazzo d’intenzioni confuse, vita che io sistemerò con precisione.
Gestirò la tua piagnucolosa ossessione per il tuo Padrone e diventerò il tuo unico Signore.
Lacrime sciolte sulla mia mano scrivo desideri che non hai mai confessato a nessuno.
Credevi di poter evitare questo passo ma adesso ai miei piedi hai scoperto il tuo abisso e me l’hai donato.
Sei sincera e mordi ancora le tue labbra tremolanti.
Piccola bambina che cerca un severo padre, io non sarò la sua ombra ma il tuo consigliere.
Seguirai la mia mente prima che io profferisca una parola e la mia educazione per te sarà sconvolgente.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SOFFERENZE DIVINE

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Dentro al tuo laccio piccole stelline brillanti.
Sul tuo braccio piccole parole di cielo.
Ami il tuo dolore come se fosse fiamma che ti riscalda.
Senti l’intensità della tua anima espandersi e andare oltre i confini del tuo amore.
Ami e godi da non poter amare senza dolore.
Sofferenze divine come martìri volontari.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LE MASCHERE FETISH

A volte per aprire la fantasia, creare scenari particolari oppure solo per curiosare nel mondo del fetish, si possono usare maschere che grazie alla loro varietà possono soddisfare i gusti di tutti. Io per esempio ho un debole per le maschere di latex e quelle a gas di vario tipo. Eccone alcune molto intriganti.

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SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

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In un’ora imprecisa il Coniglio Bianco faceva il suo giro di conquiste.

Farfalle fedifraghe, uccelletti dispersi, tori da monta e insetti intriganti.

Tutto andava a finire nel suo brodo.

Ma esisteva una Alice che sostava all’imbocco del cunicolo e quel giorno lui la vide.

Lei aveva quei capelli rossi che il sole adorava e il suo sguardo era di una ingenuità disarmante.

Il Coniglio Bianco si fermò di scatto rischiando un tamponamento e poi suonò il clacson, aspettandosi una reazione da parte di lei.

Ma Alice non aspettava nessuno e quindi rimase ferma immobile a fissare gli alberi della strada.

Il Coniglio Bianco si spazientì e all’improvviso accelerò adirato.

Quella ragazzetta aveva sfidato la sua buona intenzione.

Così quando quella sera la rivide al pub, mezza ubriaca, volle farle pagare la sua indisposizione.

Ma la fanciulla era in buona compagnia e le stavano attorno diversi ragazzi tutti sorridenti.

Il Coniglio Bianco si fiondò davanti a lei, la prese per mano e le parlò.

Alice sgranò gli occhi e non credendo a quelle parole tornò al suo entourage.

Il Coniglio Bianco offeso e nervoso uscì a fumare cento sigarette.

Dopo l’intossicamento autolesionista andò a prendere la macchina, dichiarando la sua sconfitta, ma sul cofano vide seduta la ragazzetta  astrusa.

Quindi, aprendo lo sportello con gentilezza, fece salire la sua nuova schiavetta, dimenticandosi dell’intera fauna della foresta metropolitana.

E Alice, seduta comoda sul sedile di pelle freddo, aveva già le mani legate e il morso alla bocca e sorrideva per aver sedotto il suo secolare Padrone.

( Copyright della storia di Amleta Bloom)

ANELLO DELLA MIA CATENA

0_5zVgKlcruEiP8BtoQuante catene vuoi dentro di te?

Sono più pesanti di una storia di libertà interiore.

I miei anelli segnano simbiotici cicatrici sulle braccia e sui piedi.

Sei pronto a uscire dal tuo ovile e rimanere appeso al mio dominio?

Sembri un cucciolo impaurito dal cammino sconosciuto e il tuo tremore è sublime.

La carne duole più dell’anima perchè riceve più amore di quanto ne possa sopportare.

Sono generosa e uso catene più lunghe per slacciare i tuoi pensieri dai tuoi desideri.

Sei spossato e ridotto all’ultimo fiato ma non demordi e vuoi soddisfare ogni mia voglia interiore.

Devi respirare ancora tanto, così incatenato, per accedere alla mia Volontà e sospendere ogni piacere per il mio ludibrio su di te.

Abbassi gli occhi perchè sai che l’inizio è cominciato e mi sono permessa di farti finire nelle mie mani.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)