BRONCIO DI ROVI

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Ammutolita dall’attesa senza una ripresa.

La piccola schiava rimane sospesa sul filo di rovi

che sulle labbra son cresciuti a forza di non poter obbedire

al suo signore scomparso nel nulla.

Ogni parola detta è stata una spilla sulla sua bocca

e nulla è rimasto in quello sguardo implorante

che per mesi ha taciuto il tuo tormentoso sembiante.

Più vicino era il sogno e più lontana si faceva la strada.

Ora non riposa la sposa infelice che non andò mai all’altare

in attesa che il suo signore fosse ciò che aveva aspettato invano.

Cucite le labbra con fili di rovi la piccola schiava non sente,

non sente più alcuna risposta che possa far tremare la luce.

Il signore è stato lontano anni luce e al suo ritorno

nel castello c’è solo una bambola di pezza

che non è più umana ma a lui sempre devota.

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NEL LABIRINTO

leliaburroniL'UOMO-LABIRINTO

 

Nel labirinto, nel labirinto

si entra da una porta senza serratura,

ci si trova dentro a proprio piacimento.

Nel labirinto, nel labirinto

si trova una dama che non si vede ancora,

si trova una strana creatura,

talvolta donna, Arianna,

e talvolta Minotauro.

Nel labirinto, cosa cerca Teseo?

Quel filo che entra ed esce

dalle stanze della mente

è una fila di numeri primi

che s’inseguono come radici di scale

che scendono e salgono nel cuore.

O Teseo, tu che sei il Minotauro,

sciogli quel filo che porta all’unica incognita

che ancora non conosciamo.

Sciogli quel filo che non lega gli spazi

al di là e al di qua dal mare.

Su due isola noi viviamo:

la tua è Terra e la mia è prigione.

Non si vedono sbarre nel labirinto

ma esse ci sono, e s’incrociano

nella mia ragione.

O Minotauro, tu che sei mostro umano,

quale diagonale potrà unire le nostre anime lontane?

Nel labirinto, nel labirinto

c’è una dama oscura che non ha paura,

nella fanciulla un cuore di mostro rimane a vigilare,

e l’entrata dei solchi rocciosi

sembra così verdeggiante

eppure è buia la strada

che non porta a nessuna uscita.

IL FILO SOTTILE AL PETTO

Soffrirò bene, te l’assicuro

perchè  m’incarno in ogni croce che vedo al muro

e spiro come quell’uomo misero e infelice.

Scopri la mia pasta di argilla religiosa,

fammi pregare sulle tue ginocchia

e punisci le mie preghiere con le tue catene arruginite.

Voglio sprofondare nel seme della tua sapienza,

voglio sprofondare nell’orribile sogno di me che non ti voglio.

La tua ombra mi insegue ma non mi trova,

la tua faccia mi rimane come un aforisma ancora non letto.

Quale sguardo avrai mentre ritorcerai il tuo cervello

dentro al mio?

Quale sguardo avrai mentre sceglierai di proseguire

la strada che porta alla dissoluzione di entrambi?

I miei occhi ti vedono,

i miei occhi ti guardano,

nel buio ti vedo desiderare ciò che è già tuo.

Mi riduco in polvere di dolore

per farmi prendere dalla tua scopa,

mi riduco in silenzio per rendermi degna

del tuo silenzio.

Cosa sarò io per te, mio stregone crudele?

Cosa sarai tu per te, signore delle magie perverse?

Ogni legame è un nodo scorsoio,

quante costole hai strofinato

prima di arrivare al cuore delle cose?

Il mio petto è vergine,

e nessun filo ha mai fatto segno

e finora ho respirato infelicità

perchè non conoscevo il tuo dono.

https://www.youtube.com/watch?v=izmJepISIeg