LA FORMA DI UN BACIO

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Un caso mentale di crinoline attorcigliate.

Un caso patologico di belva non addestrata, liberata dal cuore,

nel buio di un giorno cancellato dal calendario.

Una sconosciuta presenza, una candela divisa a metà.

Due ritratti appesi a due pareti opposte,

due ritratti che ritraggono una sola belva felina.

Uscita da una foresta reclusa da bambina,

parla una lingua magica e mai parlata,

strega, megera, matrona senza figliole.

Una cosa che si posa sugli occhi che dormono,

una cosa mostruosa che serrata detiene il potere

di dire di sì e di no.

Una donna sdoppiata con un bacio:

dove ha piantato la sua ombra

è rimasta solo una figura senza forma.

 

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IL LUPO CATTIVO

Gli occhi affilati dalla foresta dove hai vissuto

ti rendono selvaggio e astuto.

Gli occhi di Lupo biancheggiano nel buio

come lame di luna che non ho mai visto in vita mia.

Un essere così forte da piegare gli alberi della mia mente.

Un essere così potente da non usare gli artigli

per prendere ciò che gli serve.

Un lupo maledetto, Capobranco di una tribù svanita nel nulla,

unico superstite di un ardore recluso nei muscoli del cervello.

Sanguigno movimento e zanne ritorte per mordere il mio senno.

Sono senza occhi quando ti guardo.

Sono senza vista quando ti ho visto.

Sono senza tregua quando hai concesso un fremito.

Sono senza difesa ora che mi hai guardata.

Sbrana la tua carne affamata, Lupo,

il calore del silenzio è svanito

e sono piegata da un semplice ciuffo di peli neri

che dalla tua fronte sembrano spuntoni pericolosi

e sono stata trafitta senza esser stata ancora infilzata!