DISGREGAZIONE DELLA VOLONTA’

Tomasz Alen Kopera

Il cipiglio, un libellum, un infingardo sussurro di voce senza voce.

Quello che l’orecchio non ode ma che l’aria sente.

L’hummus che erode ogni strato di pietra del muro di difesa.

Una violenza subdola peggiore del suono del tuono.

Crudele trappola per capovolgere la direzione mentale.

Sonda per l’anima.

Sonar interno incursore.

Suona una nota sempre uguale.

Bussa ad un muro di energia diseguale.

Positiva presa di carne prima di lasciare la presa.

Soddisfazione subliminale per una via traversa.

Unica via per dialogare, tra cervello e cervello,

uno scambio tra livello e livello.

Poderose connessioni cerebrali,

come un fantasma chiami il mio nome,

e rimani appeso al contorno di un suono

che proviene solo da te.

Spargi la mano là dove il fumo

lascia solo la forma della mia mente,

e non si riesce più ad avere quell’anello

a cui agganciare la catena.

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TRISTE SORTE

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E’ proprio triste la sorte

di una schiava ancora novizia,

inviolata, intoccata, perfettamente integra.

Triste il destino che le ha tolto

quel mostro che doveva portarla

su in cima, alla fonte del dolore.

Ora sotto il velo della delusione

la schiava sogna un diverso amore,

un diverso signore,

che sappia sfruttare meglio il suo tempo,

e non si facci così tanto attendere.

Un velo di fumo

che solo il futuro potrà disperdere.